29 Aug, 2025 - 10:23

Delitto di Garlasco, la "nuova" impronta è del secondo killer?

Delitto di Garlasco, la "nuova" impronta è del secondo killer?

Negli ultimi mesi, il celebre caso di Garlasco relativo all’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007, è tornato alla ribalta nazionale grazie a un nuovo potenziale elemento emerso dalle indagini: una impronta di mano insanguinata rilevata sulla scena del crimine, che secondo le ultime analisi non apparterrebbe alla vittima. Questo dettaglio, inizialmente trascurato e mai incluso nelle consulenze redatte dai RIS di Parma nel 2007, potrebbe aprire nuove e clamorose piste investigative sull’identità dell’assassino o sulla presenza di più aggressori.

Il ritrovamento dell’impronta e la sua rilevanza

L’approfondimento riparte dalla trasmissione televisiva “Zona Bianca”, durante la quale giornalisti e consulenti hanno evidenziato l’esistenza di questa impronta, ancora visibile sul pavimento della villetta di via Pascoli dove Chiara venne uccisa. A colpire è il fatto che si tratti di una mano sinistra appoggiata in una pozza di sangue, in prossimità del punto in cui fu rinvenuta la testa della vittima. Escluso che appartenga a Chiara Poggi, dalle foto dell’autopsia infatti la mano sinistra della giovane appare “totalmente pulita”, mentre l’unica mano parzialmente sporca di sangue è la destra.

Dunque, quella rilevata nella macchia di sangue non è una traccia della vittima: ma, ad oggi, non si conosce ancora l’identità della persona a cui appartiene. Si ipotizza che l’impronta sia stata lasciata “mentre l’aggressore teneva Chiara con la testa schiacciata a terra”, un gesto che reitera la crudeltà dell’aggressione e solleva forti dubbi sulla presenza del solo colpevole già condannato, Alberto Stasi.

Ipotesi su un secondo aggressore

Proprio la presenza di questa impronta ha riaperto le prospettive degli inquirenti sulla possibilità che sulla scena fossero coinvolte due persone. Dalla ricostruzione delle fasi del delitto emerge infatti una dinamica violenta e prolungata, nonché il trascinamento della vittima verso il telefono, dove secondo alcune consulenze sarebbe avvenuta l’aggressione mortale. È proprio il successivo sollevamento del corpo e il suo abbandono sulle scale della cantina a dar credito all’ipotesi della presenza di almeno due persone: il peso e le modalità del trasporto del corpo, secondo alcuni esperti, difficilmente sarebbero conciliabili con l’azione di un solo individuo.

Le nuove indagini e i RIS di Cagliari

A rafforzare la nuova pista investigativa, la Procura di Pavia ha affidato ai RIS di Cagliari ulteriori analisi scientifiche, affidandosi anche a tecniche avanzate di Blood Pattern Analysis e alla mappatura 3D della scena del delitto con scanner di ultima generazione. L’obiettivo è quello di triangolare con massima precisione la posizione e la distribuzione delle macchie di sangue, delle impronte preesistenti e di tutti gli altri indizi che potrebbero emergere dalla nuova ricostruzione virtuale della casa di via Pascoli.

La Blood Pattern Analysis, in particolare, rappresenta una delle tecniche più sofisticate odierne, già utilizzata in importanti casi internazionali, per determinare le sequenze dei movimenti degli aggressori e della vittima, tentando così di stabilire il numero effettivo di persone coinvolte nella scena. I risultati di tali indagini scientifiche sono attesi nei prossimi mesi e potrebbero fornire risposte decisive sulla dinamica dell’omicidio, ma anche alimentare nuovi interrogativi laddove emergano elementi non compatibili con la posizione processuale finora consolidata.

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