Gabriele Guzzi ha mandato alle stampe "Eurosuicidio", un libro edito da Fazi Editore con prefazione di Lucio Caracciolo e con un sottotitolo che già dice molto: "Come l'Unione Europea ha soffocato l'Italia e come possiamo salvarci".
Alla presentazione romana del libro, l'autore ha concesso un'intervista a Tag24.it nella quale spiega i motivi di questo suo lavoro.
Gabriele Guzzi ha solo 33 anni ma già un ricco curriculum alle spalle: economista e filosofo, ha lavorato come consulente economico a Palazzo Chigi (è stato tra le menti che hanno partorito il Superbonus ai tempi del Conte II) e presso il Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Questo, dopo la laurea con lode in Economia politica alla Luiss e alla Bocconi.
Ora, è dottore di ricerca presso l’Università Roma Tre ed è professore a contratto in Economia dell’integrazione europea e Storia economica all’Università di Cassino.
Inoltre, è presidente del movimento culturale giovanile "l’Indispensabile" e collabora con testate quali Il Fatto Quotidiano, Limes, La Fionda e Radio Rai.
"Eurosuicidio" è un libro che sta facendo molto discutere per le tesi anti-mainstream che propone al lettore. Ma l'Italia come fa a salvarsi?
Per Guzzi, finora, si è trattato di una sorta di tabù.
Ma cosa intende il professor Guzzi per "eurosuicidio"? In pratica il riferimento è a un pantano che impedisce al nostro Paese di crescere.
La riprova è che - come ha avuto modo di sottolineare Guzzi stesso - anche lo stesso governo Meloni, che pure all'inizio si era dichiarata anti-Ue, non critica mai l'Europa...
Il consenso di cui gode Giorgia Meloni a tre anni e mezzo dal suo insediamento a Palazzo Chigi, però, è ancora alto. Guzzi lo spiega così:
Guzzi, sempre a proposito di "Eurosuicidio", riflette sul fatto che tutti e due gli schieramenti politici, tranne poche eccezioni, la pensano allo stesso modo non solo sull'Europa, ma anche sulla guerra:
Per Guzzi, quest'ultimo è iniziato con Maastricht con la scelta di unire l'Europa con la moneta unica e si è concluso a Kiev:
Stando al professore di Roma Tre e Cassino, "per questo dovremmo ragionare sull'impoverimento antropologico delle nostre classi dirigenti, sulla loro carenza di sguardo critico, lucido, dialettico sulla storia".
Ora, quindi, cosa bisogna fare per salvarci? Per Gabriele Guzzi, occorrerebbe una rivoluzione culturale "che rovesci questo sistema e crei i presupposti di una nuova politica".
Per il professore, bisogna tenere d'occhio in modo particolare una data: il 2029.
Ma chi può garantire un nuovo inizio all'Italia e al resto dell'Europa?
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