Quando il ministro Nordio è stato investito dalle polemiche per aver detto che il sistema che ad oggi sottende il Csm "è para-mafioso", ha risposto che non aveva fatto altro che esternare lo stesso pensiero a suo tempo reso pubblico dal pm antimafia Nino Di Matteo.
Sennonché, quest'ultimo, sentendosi chiamato in causa, oggi, ha tenuto a precisare la propria posizione sul prossimo referendum sulla giustizia che si celebrerà il 22 e il 23 marzo 2026 con una nota scritta.
Il pm siciliano Nino Di Matteo, icona della sinistra, oggi ha specificato la sua posizione sul referendum sulla giustizia rispondendo a quelle che crede illazioni da parte del ministro Nordio:
Come dire: la riforma Nordio tenta di porre rimedio alla degenerazione delle correnti nella magistratura con l'introduzione del sorteggio ma, a quanto pare, per Di Matteo, anche se questa soluzione in passato è stata caldeggiata anche da pm come Nicola Gratteri, non basta. Per lui non è sufficiente. Cosa si dovrebbe fare per debellare il sistema delle correnti nella magistratura, Di Matteo non lo spiega. Ma tant'è: la riforma Nordio, per lui, è da bocciare.
Raggiunto dal Corriere della Sera dopo le polemiche sulla sua frase del sistema "para-mafioso" all'interno del Csm, il ministro Nordio si è giustificato così:
L'intervista di Di Matteo risale a quando il pm antimafia presentò la sua candidatura tuonando contro le "degenerazioni del correntismo" del Csm:
ebbe a dire. Sui social, il video di quest'intervista a Di Matteo è diventato virale.
Ma Nordio, comunque, si è dimostrato divertito dalle polemiche. Sempre al CorSera, ha parlato di "indignazione scomposta" da parte di "una sinistra che in questa campagna referendaria sta facendo scorrettezze uniche".
Nordio si è riferito alle fake news e alle dichiarazioni passate dei magistrati come Di Matteo:
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