Il guanto della sfida è lanciato: Massimo Giletti ha invitato Sigfrido Ranucci a confrontarsi con lui in diretta televisiva sul caso della presunta lobby gay che avrebbe agito dietro le quinte del caso Sangiuliano-Boccia.
In un'intervista concessa al Corriere della Sera, Giletti ha spiegato perché ha litigato con il conduttore di Report, perché si è sentito tradito.
Lui si sente dalla parte della ragione. Per questo sfida Ranucci a un confronto tv con Michele Santoro moderatore.
Giletti e Ranucci, pur lavorando per la stessa rete (Rai 3), sono l'uno contro l'altro armati per il caso Sangiuliano-Boccia.
Sul Corriere della Sera, Giletti ha riassunto la questione così:
In ogni caso, a quel punto, Giletti decide di andare a vedere le carte. Letteralmente. Si procura i documenti giudiziari e scopre che le chat riportate dal Giornale sono vere. In pratica, Sigfrido Ranucci viene sbugiardato:
Così, Giletti decide di passare al contrattacco. Nel corso di una puntata del suo "Lo stato delle cose", decide di parlare pubblicamente delle chat che il Giornale aveva pubblicato:
Giletti fa riferimento alla chat tra Ranucci e Boccia nella quale, il primo, magari con l'intenzione di avere un'esclusiva, faceva riferimento a una lobby gay composta da Giletti, Cerno, Signorini e un non meglio identificato signor B.
Per questo, Giletti ha specificato che non manda giù la questione della lobby gay:
ha dichiarato sempre al CorSera. Quanto all'ultima accusa che Sigfrido Ranucci ha rivolto a Massimo Giletti, cioè quella di essere cooptato dai Servizi segreti, il conduttore de "Lo stato delle cose" l'ha messa così:
Allora, la sfida: Giletti vuole concedere il diritto di replica a Ranucci. Ma vuole farlo con una sfida televisiva moderata da Michele Santoro:
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