20 Feb, 2026 - 13:23

Acca Larenzia, il Gup di Roma proscioglie 29 indagati per i saluti romani davanti all’ex sede dell’MSI

Acca Larenzia, il Gup di Roma proscioglie 29 indagati per i saluti romani davanti all’ex sede dell’MSI

Saluti romani ad Acca Larenzia, tutti prosciolti. E’ quanto stabilito oggi dal Gup di Roma per le 29 persone – quasi tutti i militanti di Casapound – nell’ambito dell’inchiesta sui saluti romani fatti davanti all’ex sede romana dell’MSI il 7 gennaio del 2024, durante la commemorazione di tre giovani uccisi ad Acca Larenzia nel 1978.

Il procedimento era nato dalla contestazione della violazione delle leggi Mancino e Scelba, normative che vietano la ricostituzione del partito fascista e l’istigazione all’odio razziale e alla violenza. Il giudice dichiarando il non luogo a procedere per gli indagati ha sostenuto che non vi è una ragionevole previsione di condanna.

Saluti romani ad Acca Larenzia: cosa ha deciso il Gup di Roma

L’inchiesta, coordinata dal procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi e dalla pm Lucia Lotti, si è conclusa con il proscioglimento di tutti gli indagati un contesto giuridico già definito dalle Sezioni Unite della Cassazione, che nell’aprile 2024 avevano stabilito nuove linee guida sulla qualificazione del saluto romano come condotta punibile. 

La Corte di Cassazione ha chiarito che fare il saluto romano con il braccio teso durante raduni pubblici non è sempre configurabile come reato. Se fatto per celebrare il fascismo con rischio reale per la democrazia - ad esempio in un corteo con slogan razzisti o violenti - allora è da considerarsi reato. Diversa, invece, la valutazione se si tratta di un gesto esclusivamente commemorativo. 

Perchè sono stati tutti prosciolti?

Il gup di Roma, valutando le circostanze e la giurisprudenza recente delle Sezioni Unite, ha dichiarato il non luogo a procedere per tutti i 29 indagati, ritenendo che non vi fosse una ragionevole previsione di condanna.

Il giudice ha sottolineato come la manifestazione, svolgendosi da quasi 45 anni con le stesse modalità, non comportasse un pericolo concreto né una minaccia immediata alla sicurezza pubblica o all’ordine democratico.

Commentando la sentenza, l’avvocato Domenico Di Tullio, uno dei difensori dei militanti di Casapound, ha evidenziato come la decisione del gup abbia rispettato pienamente la giurisprudenza delle Sezioni Unite della Cassazione.

Secondo Di Tullio, il processo si conclude senza condanne, ma rimane aperta la questione più ampia legata agli assassini di Acca Larenzia, che continuano a essere “impuniti e sconosciuti”.

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“É stata rispettata la giurisprudenza delle Sezioni Unite della Cassazione e quindi la mancanza di pericolo concreto per una manifestazione che si svolge con le stesse modalità da quasi 45 anni. Oggi si chiude un processo, mentre di fatto sono ancora impuniti e sconosciuti gli assassini di Acca Larenzia”.

Acca Larenzia oggi: commemorazioni, polemiche e simboli fascisti

Ogni anno, la commemorazione di Acca Larenzia davanti all’ex sede MSI suscita polemiche e scontri politici, soprattutto per la riproposizione di rituali e simboli legati al periodo fascista, come il rito del “Presente” urlato tre volte e il saluto romano con il braccio teso.

Anche quest’anno le polemiche hanno accompagnato il ricordo dei tre giovani uccisi nel 1978 da un commando di estrema sinistra: i militanti del Fronte della Gioventù Franco Bigonzetti (20 anni, studente di Medicina) e Francesco Ciavatta (18 anni). Negli scontri successivi perse la vita anche Stefano Recchioni (19 anni).

Una strage che, a 48 anni di distanza, resta senza colpevoli.

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