L’uscita anticipata di Álvaro Morata nella sfida tra Como e Lecce ha riacceso i riflettori sulle condizioni fisiche dell’attaccante spagnolo. Una serata che sembrava dover scorrere senza particolari scossoni si è trasformata, nel finale, in un nuovo campanello d’allarme per il centravanti e per lo staff tecnico guidato da Cesc Fàbregas.
Entrato nella ripresa per dare freschezza all’attacco, Morata è rimasto in campo appena tredici minuti. Un contrasto in area, apparentemente non violento, è bastato per costringerlo ad alzare bandiera bianca.
Il colpo subito all’altezza del tallone lo ha immediatamente limitato nei movimenti: prima l’espressione di dolore, poi l’impossibilità di continuare. Dopo un breve intervento dei sanitari, il numero nove è rientrato in panchina senza tentare il rientro, lasciando i suoi compagni a gestire il finale in inferiorità numerica.
L’episodio è maturato nel momento in cui Morata stava cercando di controllare un pallone filtrante in area avversaria. Nel contatto con il difensore, il piede dell’attaccante ha subito un impatto diretto sul tallone.
Non si è trattato di uno scontro spettacolare o particolarmente duro, ma il modo in cui il giocatore si è accasciato ha subito fatto intuire che il problema non fosse banale.
Il dettaglio che più ha preoccupato è stata la sua reazione: nessun tentativo di stringere i denti, nessuna prova di corsa leggera per testare la tenuta. Un segnale che lascia pensare a un dolore acuto e immediato.
Al termine della gara, Fàbregas non si è sbilanciato. Le prime sensazioni parlano di un problema localizzato nella zona del tallone, ma solo gli esami strumentali chiariranno l’esatta entità dell’infortunio.
Le ipotesi sul tavolo restano due. Da un lato potrebbe trattarsi di una semplice contusione, dolorosa ma risolvibile in tempi relativamente brevi. Dall’altro non si può escludere un risentimento muscolare collegato alla dinamica del movimento, magari coinvolgendo la parte bassa del polpaccio o l’inserzione del tendine.
La differenza, in termini di tempi di recupero, sarebbe sostanziale.
La domanda che circola con maggiore insistenza è inevitabile: quando tornerà Morata a disposizione del Como?
Se gli accertamenti dovessero confermare una contusione senza complicazioni, lo stop potrebbe essere contenuto nell’arco di una settimana o poco più. In questo scenario, l’attaccante potrebbe tornare tra i convocati già nel prossimo turno di campionato, magari con un reinserimento graduale.
Qualora invece emergesse un problema di natura muscolare, anche lieve, i tempi si allungherebbero. In quel caso si parlerebbe di almeno due o tre settimane di stop, con la necessità di gestire con cautela il rientro per evitare ricadute in una stagione già segnata da diversi acciacchi.
L’ipotesi più grave, legata a un coinvolgimento del tendine, appare al momento meno probabile, ma rappresenterebbe uno scenario che costringerebbe Morata a un’assenza più lunga.
Al di là dei tempi, l’eventuale assenza di Morata peserebbe soprattutto sul piano dell’esperienza e della leadership. In una squadra che sta cercando continuità di risultati, la presenza di un attaccante abituato ai grandi palcoscenici è un valore aggiunto non trascurabile.
Per ora, tutto resta in attesa degli esami. Solo il responso medico potrà dare una risposta definitiva su quando tornerà Morata. Fino ad allora, il Como e i suoi tifosi restano con il fiato sospeso, sperando che si sia trattato soltanto di uno spavento e non dell’ennesimo stop di una stagione complicata.
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