17 Dichiarazione dei redditi per residenti all’estero: come funziona, cosa va dichiarato e cosa no
11 Jul, 2024 - 13:14

Dichiarazione dei redditi per residenti all’estero: come funziona, cosa va dichiarato e cosa no

Dichiarazione dei redditi per residenti all’estero: come funziona, cosa va dichiarato e cosa no

La residenza fiscale per i cittadini italiani residenti all'estero è regolata da norme precise che determinano il luogo di tassazione dei redditi. In base a queste norme, il domicilio fiscale è fissato nel comune italiano dove è prodotto il reddito più elevato. Vediamo in dettaglio come funziona la determinazione della residenza fiscale, le implicazioni per i contribuenti e gli obblighi di dichiarazione dei redditi per i residenti all’estero iscritti all’AIRE.

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Dichiarazione dei redditi per residenti all’estero: iscrizione all’AIRE e domicilio fiscale

I cittadini italiani che trasferiscono la loro residenza abituale all'estero devono iscriversi all'AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero) entro 90 giorni dal trasferimento per evitare sanzioni che possono arrivare a mille euro. L'iscrizione all'AIRE comporta la cancellazione dall'anagrafe della popolazione residente del comune italiano di provenienza.

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Domicilio e residenza fiscale

Il domicilio fiscale è il luogo dove una persona ha stabilito la sede principale dei propri affari e interessi, mentre la residenza fiscale è il luogo della dimora abituale. Questi concetti, ai fini fiscali, comprendono non solo aspetti patrimoniali ma anche morali, sociali e familiari.

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L'iscrizione all'AIRE non comporta automaticamente la perdita della residenza fiscale in Italia. Il fisco italiano può richiedere prove che dimostrino l'effettiva residenza all'estero, soprattutto per chi si trasferisce in paesi a fiscalità privilegiata. In tali casi, il contribuente deve fornire prova contraria per dimostrare la reale residenza all'estero.

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Dichiarazione dei redditi e altri obblighi fiscali per i residenti all’estero

I residenti all'estero sono tenuti a pagare le imposte sui redditi prodotti in Italia, salvo diverse previsioni delle convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni. È fondamentale verificare la data di iscrizione all'AIRE per determinare se il contribuente è stato iscritto per più di 183 giorni durante l'anno.

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Dichiarazione dei redditi per i non residenti

I contribuenti non residenti che percepiscono redditi di fonte italiana sono obbligati a dichiararli all'Amministrazione finanziaria italiana utilizzando il modello Redditi P.F. Le regole di presentazione e compilazione del modello possono variare in base alle indicazioni specifiche per i non residenti.

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Soggetti obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi

I soggetti non residenti devono presentare la dichiarazione dei redditi se hanno percepito redditi di fonte italiana. Per essere considerati "non residenti", devono essere iscritti all'AIRE e non risultare nell'anagrafe della popolazione residente per almeno 183 giorni. Inoltre, non devono avere né domicilio né residenza in Italia secondo l'art. 43 del Codice Civile.

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Redditi da dichiarare in Italia per i non residenti

Secondo l'art. 23 del TUIR, i redditi che devono essere dichiarati in Italia dai non residenti includono:

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  • Redditi fondiari: reddito dominicale e agrario dei terreni in Italia, rendita catastale o reddito da locazione di fabbricati.
  • Redditi di capitale: dividendi, interessi attivi, rendite da enti residenti in Italia.
  • Redditi di lavoro dipendente: salari, pensioni e redditi assimilati erogati da enti italiani.
  • Redditi di lavoro autonomo: compensi derivanti da attività professionali, diritti d'autore, amministratore di società in Italia.
  • Redditi d'impresa: redditi derivanti da attività imprenditoriali svolte in Italia.
  • Redditi diversi: redditi da attività occasionali, affitto di terreni, plusvalenze in Italia.

Regole per redditi specifici e convenzioni contro le doppie imposizioni

Le convenzioni contro le doppie imposizioni possono influenzare la tassazione di alcuni redditi, come stipendi e pensioni. Ad esempio:

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Stipendi

Le convenzioni spesso prevedono la tassazione esclusiva nel paese di residenza del percettore quando:

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  • Il lavoratore presta la sua attività in Italia per meno di 183 giorni.
  • Le remunerazioni sono pagate da un datore di lavoro residente all'estero.
  • L'onere non è sostenuto da una stabile organizzazione in Italia.

Pensioni

Le pensioni pubbliche sono imponibili in Italia se erogate dallo Stato italiano o da enti locali. Le pensioni private, erogate da enti previdenziali italiani, sono generalmente imponibili nel paese di residenza del beneficiario.

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Collaborazioni coordinate e continuative

I redditi derivanti da collaborazioni coordinate e continuative, ora collaborazioni a progetto, sono soggetti a tassazione secondo le disposizioni convenzionali. Se non imponibili in Italia, il sostituto d'imposta italiano può applicare direttamente l'esenzione.

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Redditi da attività libero-professionali

I redditi derivanti da attività libero-professionali esercitate in Italia da residenti in paesi senza convenzioni contro le doppie imposizioni sono imponibili in Italia e devono essere indicati nel quadro RE del modello Redditi P.F. Anche con convenzioni, tali redditi sono imponibili se l'attività viene svolta in una sede fissa in Italia.

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Modalità di tassazione

  • Con sostituti d'imposta: i compensi subiscono una ritenuta a titolo d'imposta definitiva del 30%.
  • Senza sostituti d'imposta: i compensi devono essere indicati nella dichiarazione dei redditi.

Dichiarazione dei redditi per residenti all’estero: il reddito d'impresa

Il reddito d'impresa prodotto in Italia da non residenti è imponibile solo se attribuibile a una stabile organizzazione situata in Italia. Le convenzioni fiscali definiscono le caratteristiche di una stabile organizzazione, che in genere includono una sede di direzione, succursali, uffici, officine, laboratori e cantieri di costruzione.

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Spese deducibili e detraibili

I non residenti che devono pagare l'Irpef in Italia possono dedurre o detrarre alcune spese:

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Spese deducibili

  • Contributi liberali: versati a favore di istituzioni religiose e organizzazioni non governative.
  • Canoni e oneri sugli immobili: gravitanti sui redditi degli immobili.
  • Indennità per perdita dell'avviamento: versate agli inquilini per cessata locazione di immobili non abitativi.

Spese detraibili

  • Interessi passivi su mutui: per l'acquisto di immobili situati in Italia, nel limite dei redditi dichiarati per i terreni oggetto del mutuo.
  • Contributi liberali: versati a enti pubblici, fondazioni e associazioni per attività culturali e musicali.

Dichiarazione dei redditi per non residenti all’estero: i redditi da non dichiarare

Alcuni redditi non devono essere dichiarati dai non residenti, inclusi:

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  • Redditi di capitale: esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d'imposta.
  • Compensi per l'utilizzazione di opere dell'ingegno: brevetti industriali e marchi d'impresa, se sottoposti a ritenuta alla fonte a titolo d'imposta.

Chi è esonerato dalla dichiarazione

Sono esonerati dall'obbligo di dichiarazione i non residenti che nel periodo d'imposta considerato hanno posseduto:

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  • Redditi fino a 3.000 euro: esclusi quelli per cui è obbligatoria la tenuta di scritture contabili.
  • Redditi di lavoro dipendente o pensione: corrisposti da un unico sostituto d'imposta obbligato a effettuare le ritenute d'acconto.
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Daniele Sforza
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