21 Jan, 2025 - 12:28

Accertamento IMU e TARI 2025: novità, quando arriva, cosa fare e come prepararsi

Accertamento IMU e TARI 2025: novità, quando arriva, cosa fare e come prepararsi

Quanto tempo ci vuole prima di ricevere un accertamento IMU o TARI? Ho ricevuto un accertamento TARI per l'anno d'imposta 2020: cosa devo fare? Quali sono le conseguenze dell'ignorare un accertamento IMU o TARI? Quali novità introduce la Legge di Bilancio 2024 in materia di tributi locali? E, soprattutto, come posso risolvere un debito in modo bonario, evitando il pignoramento di risparmi, pensione o stipendio? Vediamo insieme le principali caratteristiche degli accertamenti IMU e TARI e come affrontare eventuali debiti.

Accertamento IMU e TARI 2025: cosa fare e come prepararsi

Con la Legge di Bilancio 2025 (legge 207/2024) sono state introdotte diverse novità in materia di tributi. In particolare, il comma 779 modifica la modalità di calcolo e gestione delle imposte e tasse locali. A differenza dell’anno precedente, in cui i Comuni avevano maggiore discrezionalità nell’avviare il recupero delle imposte locali, dal 2025 è prevista l’istituzione di un fondo per incentivare il personale comunale al recupero dell’evasione dell’IMU e della TARI.

Nel 2024, l’attenzione era soprattutto sulla gestione della riscossione ordinaria, come riportato dal Sole 24 Ore. Nel 2025, la base di calcolo sarà legata alle riscossioni effettuate nell’anno precedente, includendo tutte le riscossioni derivanti dall’attività di recupero, come accertamenti o solleciti.

Contrariamente a quanto spesso percepito dai contribuenti, il processo di accertamento non è complesso o intimidatorio. Si tratta, infatti, di una semplice verifica per individuare eventuali errori o irregolarità nei pagamenti delle imposte locali. Se ricevi un avviso di accertamento, è fondamentale verificare attentamente i dati contenuti nell’atto: l’importo richiesto, l’anno di riferimento e la presenza di eventuali errori, come il pagamento già effettuato o un errore nell’importo.

Dalla ricezione dell’atto hai 60 giorni per decidere le azioni da intraprendere, tra cui:

  • pagare o richiedere il rateizzo dell’importo, con l’aggiunta di ulteriori spese di interessi;
  • presentare una richiesta di verifica in autotutela se ritieni che siano presenti errori nell’avviso;
  • richiedere l’accertamento con adesione, negoziando la posizione debitoria con l’ente locale e ottenendo una riduzione sulle sanzioni;
  • presentare ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria.

Che cos’è l’accertamento IMU e TARI nel 2025

La riscossione delle entrate locali, incluse IMU e TARI, ha subito modifiche significative nel corso degli anni. La vera riforma della riscossione è arrivata con la Legge di Bilancio del 2020 (Legge 160/2019). È importante ricordare che i Comuni (enti locali) si occupano dell’accertamento e della riscossione dei tributi locali, gestendoli direttamente o tramite concessionari esterni.

Con l’accertamento IMU e TARI, gli enti locali verificano le imposte dovute negli ultimi cinque anni. Se viene rilevato un mancato pagamento, errori o irregolarità, il Comune invia un avviso di accertamento, indicando l’importo dovuto, l’anno di riferimento, le sanzioni e gli interessi. L’avviso include anche le istruzioni su come regolarizzare la posizione debitoria o contestare l’accertamento.

Il processo di accertamento: cosa accade

Come detto, l’accertamento IMU o TARI è l’atto predisposto in seguito a verifiche di mancati pagamenti. È importante sottolineare che l’accertamento non è una cartella esattoriale, ma un atto formale utilizzato dagli enti locali o dall’Agenzia delle Entrate per comunicare una pretesa tributaria.

L’accertamento diventa un atto esecutivo trascorsi 60 giorni dalla sua notifica, a condizione che il contribuente non agisca, ad esempio pagando anche rateizzando l’importo, presentando una contestazione o avviando una procedura di autotutela.

Le soluzioni per risolvere un accertamento

Come abbiamo visto, il contribuente può optare per varie soluzioni per affrontare l'accertamento IMU e TARI, di seguito esposte:

Accertamento con adesione: che cos’è e come funziona

L’accertamento con adesione consente di avviare una trattativa con il Comune per regolarizzare il debito. In questo modo, è possibile ottenere una riduzione su sanzioni e interessi. La richiesta deve essere presentata entro 30 giorni dalla notifica dello schema di atto o entro 15 giorni dall’avviso di accertamento.

Riesame in autotutela

Se nell’accertamento sono presenti errori, come un pagamento già effettuato o un errore di calcolo, è possibile presentare una richiesta di riesame in autotutela. Questa procedura permette di correggere l’errore senza dover avviare un ricorso formale.

Presentare ricorso

Se l’accertamento IMU o TARI risulta infondato o illegittimo, è possibile presentare ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria entro 60 giorni dalla notifica dell’atto.

Cosa succede se ignoro l’avviso di accertamento?

Ignorare un avviso di accertamento non è mai una scelta saggia, in quanto si perde il diritto alle azioni di difesa o ricorso. È importante sottolineare che l'omissione di una risposta può comportare gravi conseguenze, incluso il conseguimento di un atto esecutivo. In tal caso, non potrai agire:

  • agire entro 60 giorni dalla ricezione dell’atto;
  • impugnare l'avviso di accertamento;
  • l’avviso diventerà un titolo esecutivo, con conseguente avvio della riscossione forzosa del debito (pignoramenti e altre azioni legali).
  • Il debito si aggraverà ulteriormente con sanzioni e interessi aggiuntivi.

FAQ e consigli pratici sull’avviso di accertamento IMU o TARI

  • Posso richiedere una rateizzazione? Sì, puoi chiedere di rateizzare l’importo, rendendo il debito più gestibile.
  • Cosa fare in caso di errori? Presenta una richiesta di riesame in autotutela per correggere errori evidenti prima che il processo diventi esecutivo.

Consigli pratici per affrontare l’accertamento

  • Conserva le ricevute di pagamento: tieni traccia dei pagamenti effettuati per avere prove in caso di errori.
  • Agisci tempestivamente: non rimandare; agire subito permette di risolvere la questione con maggiore efficacia.
  • Rivolgiti a un esperto: un consulente tributario può guidarti nel processo.
  • Sfrutta i portali online: molti Comuni offrono strumenti digitali per controllare la tua posizione fiscale e inviare richieste.
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Antonella Tortora
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