Il barone Danglars e il Conte di Montecristo
L'ascesa di Danglars lo conduce inevitabilmente a incrociare di nuovo il cammino del Conte di Montecristo. Fin dal primo capitolo del romanzo, quando il Pharaon attracca a Marsiglia, emerge chiaramente la natura sospetta e rancorosa di Danglars. Non è amato dai suoi colleghi ed è noto per il suo carattere arrogante e curioso, spesso invadente, come dimostrano numerosi episodi nella narrazione.
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Quando scopre che il defunto capitano Leclerc ha affidato una lettera di probabile contenuto bonapartista al giovane Edmond durante una sosta a Portoferraio, Danglars coglie l’occasione per eliminare il suo rivale in affari presso l’armatore Morrel. Con grande abilità manipolatoria, convince Mondego e Caderousse a scrivere una lettera anonima alla polizia. Fingendo poi di distruggere il foglio, riesce a sembrare innocente agli occhi degli altri due cospiratori.
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Dopo l’arresto di Edmond, di Danglars si sa poco, se non che, grazie a una raccomandazione di Morrel – ignaro della sua colpa – riesce a ottenere un impiego presso un banchiere spagnolo. Qui, sfruttando speculazioni finanziarie sul denaro pubblico, accumula una grande fortuna, sposa una ricca vedova e ottiene il titolo di barone. La sua avidità cresce senza freni, tanto da rifiutare aiuto sia a Caderousse sia a Morrel nei momenti di difficoltà, nonostante entrambi lo avessero favorito in passato.
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Danglars ha una figlia, Eugénie, ma osteggia il matrimonio con il figlio di Morcerf. Per evitarlo, accetta l’intervento del Conte di Montecristo, che paradossalmente lo spinge a far emergere la verità sugli eventi accaduti in Grecia. Attraverso una serie di manovre, il Conte riesce a mandare in rovina la banca di Danglars. Quest’ultimo, disperato, abbandona la moglie infedele e tenta di vendere in matrimonio la figlia per un guadagno economico.
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Che fine fa Danglars?
La fine che il Conte riserva a Danglars è particolarmente significativa. Lo fa catturare dal bandito italiano Luigi Vampa, che lo imprigiona e lo priva di cibo per lungo tempo. Per sopravvivere, Danglars è costretto a cedere il poco denaro rimasto in cambio di misere razioni. Quando ormai è completamente rovinato, Montecristo si rivela a lui, restituendogli cinquantamila franchi e risparmiandogli la vita. Uscito dalla cella, Danglars è un uomo trasformato, segnato dalla sofferenza e apparentemente redento, ma destinato a condurre una vita semplice e anonima, lontano dalla ricchezza e dal potere.
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