Questa è la settimana di Sanremo ed è giusto che a dettare l'agenda politica siano anche musicisti e cantanti. Anzi, sia (anche) la cantantessa di Catania: Carmen Consoli.
In un'intervista che ha concesso a Repubblica, la cantautrice etnea ha svelato che anche lei ha a cuore una riforma costituzionale: il premierato? la riforma della Giustizia? l'Autonomia differenziata? Niente di tutto questo. Ma qualcosa di non meno impattante: Consoli vorrebbe battersi per inserire tra i diritti fondamentali dei cittadini anche quello alla felicità. Scusate se è poco.
A Carmen Consoli, che non partecipa all'edizione di Sanremo che inizia domani ma è comunque impegnata a promuovere il suo ultimo disco "Terra ca nun senti", è stato chiesto: a suo figlio Carlo dedica "Le cose di sempre", canto di protezione da un mondo inumano. Come ci si salva? La sua risposta è stata questa:
Il consiglio che Consoli si sente di dare ai più giovani, quindi, è questo:
Ora: si può essere d'accordo o meno sulla filosofia di vita della cantantessa, ma l'idea di inserire il diritto alla felicità in Costituzione non è affatto un'eresia.
E insomma: si nasce per vivere felici. E questo è stato messo nero su bianco nella Costituzione americana, ad esempio. Nella dichiarazione d'indipendenza degli Usa datata 4 luglio 1776, si legge:
A ben vedere, è proprio questo il fondamento giuridico del Sogno americano. Tutti i governi, di qualsiasi colore, devono farsi carico della felicità dei cittadini.
Ora: c'è da dire che a ispirare la felicità nella Costituzione americana fu proprio un filosofo italiano: il grande illuminista napoletano Gaetano Filangieri. L'autore della "Scienza della Legislazione" ebbe l'opportunità di entrare in contatto con Benjamin Franklin, uno dei padri della Costituzione Usa. E su di lui e gli altri Padri fondatori riuscì ad avere molta influenza.
La Costituzione americana fu varata il 17 settembre 1787 a Philadelphia ed entrò in vigore nel 1789 in seguito alla firma di trentanove delegati dell’Assemblea Costituzionale presieduti da George Washington.
Benjamin Franklin era il delegato dello Stato della Pennsylvania. E quando appose la sua firma, intratteneva ancora una fitta corrispondenza con Filangieri. Il quale, non a caso, ricevette una delle prime copie della Costituzione del nuovo Stato: conteneva anche la sua impronta.
C'è evidentemente un filo diretto tra il diritto alla felicità e l'invenzione del welfare, la rete di protezione statale che si occupa della difesa di tutti i cittadini aiutandoli soprattutto quando si trovano in difficoltà.
Negli Usa, per dire, il New Deal è degli anni Trenta del Novecento. Ma è significativo segnalare come l'idea che lo Stato debba tendere a garantire la felicità dei suoi cittadini abbia fatto proseliti in tutto il mondo.
Ad esempio: c'è un piccolo stato himalayano, il regno del Bhutan, dove esiste il Ministero della Felicità. Esso si preoccupa di garantire ai cittadini il benessere generale. Come? Con la gratuità per tutti dell'assistenza sanitaria e dell'istruzione fino alla scuola superiore o gestendo le politiche del lavoro.
E così facendo si è guadagnato la fama di un piccolo paradiso terrestre. In Bhutan, il tasso di omicidi e suicidi è il più basso del mondo. Tra le cime dell'Himalaya, più importante del Pil è il Fil, la Felicità Interna Lorda: roba da ispirare una canzone a Carmen Consoli. La quale, probabilmente, non a caso a inizio anno ha postato quest'augurio per i suoi follower
Insomma: viva Carmen Consoli, madre costituente.