22 Feb, 2025 - 10:05

Luka Magnotta, il video dei gattini e l'omicidio di Jun Lin: un caso che ha scioccato il mondo

Luka Magnotta, il video dei gattini e l'omicidio di Jun Lin: un caso che ha scioccato il mondo

È una storia macabra e sconvolgente quella che qualche anno fa ha riempito le pagine di cronaca dei quotidiani di tutto il mondo. Una storia che molti conosceranno grazie alla serie Netflix “Giù le mani dai gatti: caccia a un killer online”. Parliamo di Luka Magnotta, il canadese condannato all’ergastolo senza condizionale per l’omicidio e il vilipendio del cadavere del 32enne di origini cinesi Jun Lin, avvenuto nel maggio 2012 a Montréal.

L’inizio della storia: l’infanzia e l’adolescenza di Luka Magnotta

Luka Magnotta, all’anagrafe Eric Clinton Kirk Newman, nacque nel sobborgo di Scarborough, a Toronto, il 24 luglio 1982. Primo dei tre figli di Anna Yourkin e Donald Newman, avrebbe raccontato, in seguito, di aver trascorso gran parte della sua infanzia e prima adolescenza in casa, a causa delle fobie della madre.

All’età di 12 anni, dopo il divorzio dei genitori, andò a vivere con la nonna. Frequentò la Weldon Secondary School a Lindsay, in Ohio, fin quando, come era già accaduto al padre, non gli fu diagnosticata la schizofrenia. A quel punto, Eric abbandonò gli studi e iniziò a lavorare come spogliarellista e accompagnatore, comparendo anche in alcuni filmini hard

Nel 2006 cambiò legalmente il suo nome in Luka Magnotta. L’ipotesi è che volesse “ripulire” la sua immagine. L'anno precedente era stato infatti condannato a 12 mesi di libertà vigilata per frode: aveva convinto una giovane con disabilità mentale a farsi intestare diverse carte di credito, accumulando migliaia di dollari di debiti (nel 2007 avrebbe dichiarato bancarotta).

Una foto di Luka Magnotta (archivio Ansa)

Il video “One Boy Two Killers” e i primi sospetti

In breve tempo, Magnotta si sottopose a numerosi interventi chirurgici. Quando, nel 2007, fu scartato a un provino per un famoso reality show canadese, iniziò a fare di tutto per attirare l’attenzione. 

Creò diversi profili sui social network, facendo circolare gossip assurdi sul suo conto, come quello riguardante una presunta relazione sentimentale con Karla Homolka, una nota omicida canadese. Il suo era solo un modo per far parlare di sé

Si descriveva come un modello affermato e talentuoso, ma nel frattempo viveva in un fatiscente appartamento di periferia, lavorando saltuariamente come cameriere. 

Nel 2010 decise infine di trasferirsi a New York e alla madre Anna raccontò di aver intrapreso una relazione con un certo Manny Lopez, che descriveva come una persona “malvagia e violenta”, coinvolta in attività cinematografiche illegali, come la produzione e la vendita di filmati inquietanti.

A lui avrebbe attribuito quello intitolato “One Boy Two Killers”, in cui si vedeva un soggetto incappucciato uccidere dei gattini soffocandoli con un aspirapolvere.

L’omicidio di Jun Lin a Montréal e il video “One Lunatic One Icepick” 

In seguito alla diffusione del video, che suscitò una forte indignazione del pubblico e delle associazioni animaliste, alcuni investigatori amatoriali si misero alla ricerca dell’autore. E, analizzando sfondi, foto e metadati, arrivarono, alla fine, al nome di Magnotta, segnalandolo alle forze dell’ordine. 

Non furono presi sul serio. Tanto più perché, nel frattempo, Magnotta era tornato a vivere in Canada. Lì, nella notte tra il 24 e il 25 maggio 2012, uccise il 32enne di origini cinesi Jun Lin, conosciuto su un’app di incontri, registrando l’intero crimine in un filmato che, ancora una volta, pubblicò online.

Si chiamava “One Lunatic One Icepick” e lo ritraeva, sempre di spalle, mentre accoltellava l’uomo per poi smembrare il suo corpo e abbandonarsi ad atti di necrofilia e cannibalismo. Una scena agghiacciante, subito segnalata dagli utenti. 

Ad incastrarlo furono le telecamere di videosorveglianza del suo condominio, che avevano catturato il momento in cui, insieme a Jun, entrava nell’edificio. Il 32enne non ne sarebbe più uscito vivo. Alcune parti del suo cadavere furono ritrovate all’interno di una valigia abbandonata poco lontano. 

Altre furono recapitate, via posta, a vari indirizzi. Fu questo, unitamente al fatto che, in delle mail ai giornalisti, Magnotta avesse praticamente annunciato, mesi prima, l’uscita del nuovo video, a portare l’accusa a ritenere che avesse premeditato il delitto. 

Che fine ha fatto Luka Magnotta dopo la condanna

Magnotta fu arrestato in Germania, dove si era recato utilizzando dei documenti falsi, nel mese di giugno. A denunciarlo fu un uomo che nei giorni prima lo aveva frequentato senza sapere chi fosse davvero, per poi riconoscerlo sui giornali. 

Disse che avevano appuntamento in un Internet Point: quando gli agenti vi si recarono per fermarlo, lo sorpresero a leggere degli articoli che lo riguardavano. Dopo l’estradizione, nel 2014 si aprì il processo a suo carico. 

La difesa tentò di dimostrare che al momento dei fatti, per via dei suoi disturbi, Magnotta fosse incapace di intendere e di volere. Alla fine, però, i giudici diedero ragione all’accusa, condannandolo all’ergastolo senza condizionale.

In carcere, Magnotta si è rifatto una vita, sposando il 36enne Anthony Jolin, un rapinatore seriale condannato all’ergastolo per l’omicidio di un altro detenuto. La sua inquietante storia difficilmente sarà dimenticata. Come quella di Richard Ramirez, conosciuto come "The Night Stalker"

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Sara D'Aversa
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