06 Mar, 2025 - 09:59

Liliana Resinovich, dalla perizia le prime conferme: "Fu un omicidio". L'avvocato Gentile commenta

Liliana Resinovich, dalla perizia le prime conferme: "Fu un omicidio". L'avvocato Gentile commenta

Dovranno ripartire da zero le indagini sulla morte di Liliana Resinovich, scomparsa il 14 dicembre 2021 e trovata senza vita, ventidue giorni più tardi, nel boschetto dell'ex ospedale psichiatrico San Giovanni di Trieste, con il corpo avvolto in dei sacchi per l'immondizia e la testa in due sacchetti più piccoli.

Dopo una prima richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura, che riteneva che la donna si fosse suicidata dopo essersi allontanata da casa, il gip Luigi Dainotti aveva chiesto a un team di superconsulenti di rispondere ad almeno alcuni degli interrogativi rimasti aperti, disponendo la riesumazione della salma per una nuova perizia.

I risultati, firmati dalla dottoressa Cristina Cattaneo e dai suoi colleghi Tambuzzi, Leone e Vanin, depositati all'1.40 di sabato notte, vanno nella direzione da sempre indicata dai familiari della 63enne, che non hanno mai creduto all'ipotesi di un gesto volontario. "Siamo di fronte a un omicidio", ha confermato l'avvocato Nicodemo Gentile, che assiste il fratello Sergio Resinovich, dopo aver letto il documento.

Liliana Resinovich, dopo la perizia si parla di omicidio

Intervenendo a "Fatti di nera", programma condotto da Sharon Fanello e Gabriele Raho, in onda dal lunedì al venerdì su Cusano Italia Tv (canale 122 del digitale terrestre) e in streaming su Cusano Media Play, il legale di parte ha così commentato gli ultimi, importanti sviluppi del caso: "La consulenza chiude finalmente il cerchio".

"Per molto tempo, forse troppo, si è parlato di 'morte equivoca o sospetta'. Ora possiamo dirlo: Liliana non si è suicidata, è stata uccisa. Lo dice la professoressa Cattaneo coadiuvata da altri grandi professionisti, ma lo dicono anche tutte le persone di scienza che prima di loro hanno supportato i familiari, dal professor Fineschi al medico-legale Barisani", ha proseguito.

"Le lesività presenti sul corpo di Liliana non sono di natura incidentale. Si deve ricominciare da questo". Per Sergio Resinovich non si tratta, di certo, di una sorpresa. Insieme alla nipote di Liliana e al marito, Sebastiano Visintin, l'uomo si era infatti opposto alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura, poi respinta dal gip.

"Siamo amareggiati perché, per affermare l'evidente, abbiamo dovuto attendere tutto questo tempo, ma di certo non siamo sorpresi, poiché avevamo molti elementi in tal senso", ha affermato l'avvocato Gentile. Una perizia psicologica mise in luce, già nelle prime fasi d'indagine, che la 63enne stava vivendo un periodo molto sereno della sua vita, che non avrebbe avuto alcun motivo per suicidarsi. 

La svolta dopo tre anni di indagini infruttuose

La svolta arriva dopo tre anni di indagini che non hanno portato a nulla. Liliana sarebbe morta soffocata, per asfissia meccanica indotta da terzi, il giorno stesso della scomparsa. Forse nel luogo in cui il suo corpo è stato ritrovato (su questo punto c'è chi però, ancora, nutre dei dubbi).

Il legale di Resinovich ha confermato: "Sul corpo sono stati trovati peli appartenenti a terzi che dovranno essere analizzati. Non si può escludere, però, che siano frutto di una contaminazione. Dobbiamo ricordare che il cadavere è stato spostato varie volte, riesumato, e che i reperti, in generale, non sono stati conservati in modo conforme a quelli che sono i protocolli operativi di base".

Non è la prima volta. L'importante, adesso, è "riavvolgere il nastro", prosegue l'avvocato. "Mettere insieme tutti i tasselli - gli elementi dichiarativi, quelli di medicina legale, gli approfondimenti di natura informatica e altro - per arrivare alla verità e capire chi abbia ucciso Liliana".

Chi ha ucciso Liliana? Solo uno degli interrogativi aperti

I sospetti si sono concentrati, in questi anni, sui due uomini che gravitavano attorno alla 63enne, il marito e "l'amico speciale" Claudio Sterpin, secondo cui lui e Liliana avrebbero avuto una relazione extraconiugale e il progetto di andare a vivere insieme.

Sembra che la donna, in effetti, avesse cercato online "come divorziare senza avvocato", scambiandosi con Sterpin messaggi criptati e lunghe telefonate. Visintin nega problemi di coppia. L'altro lo accusa di essere "il regista di tutto", come fa anche il fratello di Liliana.

Sul punto, l'avvocato Gentile non si sbilancia. "È un tema molto caldo e complesso", ha affermato. "Allo stato, non essendoci persone sottoposte a indagini, dobbiamo distinguere da quello che è il sentimento, e forse il risentimento, delle persone vicine a Liliana e quello che emerge dagli atti". 

A occuparsi dei nuovi accertamenti sarà il procuratore Federico Frezza, che nei giorni scorsi, attraverso una nota, aveva fatto sapere: "Il minuzioso lavoro dei consulenti impone una profonda rivalutazione dell'intero procedimento". Staremo a vedere cosa succederà. La speranza, per i familiari di Liliana, è che si arrivi a un punto fermo in una vicenda che si è trasformata ormai in un giallo. Un passo in avanti è sicuramente stato fatto. 

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Sara D'Aversa
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