Una storia di scomparsi, di fantasmi e un grande amore più forte del tempo: quella di Marco Vento.
L'uomo è svanito nel nulla da Cisanello, in provincia di Pisa, nel 2013, interrompendo ogni contatto con i parenti per motivi ancora ignoti.
A dodici anni di distanza dalla sua sparizione, la moglie Rosanna e i figli non hanno mai smesso di cercarlo.
La speranza che l'oggi cinquantasettenne sia ancora in vita affonda le radici nel terreno come un albero, solido e impossibile da sdradicare dai loro cuori.
Tag24 ha intervistato in esclusiva Rosanna, con la quale abbiamo ricostruito il caso sin da principio.
"Noi abitiamo a Pescia Romana, in provincia di Viterbo, quasi a 300km dall'inizio di questa storia", racconta Rosanna, moglie di Vento.
"Marco è scomparso l'8 marzo 2013. Era venuto a trovarmi a Cisanello, dove ero ricoverata", spiega Rosanna.
"Il giorno della sua sparizione coincide con quello delle mie potenziali dimissioni".
"Avremmo dovuto fare ritorno insieme a casa, ma per ulteriori controlli medici la mia uscita è stata posticipata".
"Tutto è iniziato il 23 febbraio, quando mi sono sentita male. Siamo corsi all'ospedale di Orbetello, poi lui mi ha portata a Pisa, a Cisanello... Da lì sono partiti tutti una serie di accertamenti per capire cosa avessi..."
"Marco si è preoccupato sin da subito per la mia salute, per cosa potessi avere.
"Era sicuramente sotto stress anche per il lavoro. Tutto si è accumulato".
"Negli ultimi giorni prima della scomparsa l'ho visto stressato, preoccupato, in ansia per me, nonostante i medici cercassero di tranquillizzarlo".
"Dentro di sé questo pensiero si è aggravato ulteriormente. L'8 marzo è venuto con mio padre, hanno alloggiato insieme in una stanza a Cisanello, ma nel pomeriggio Marco ha iniziato ad accusare un malore".
"Mio padre lo ha convinto ad andare al pronto soccorso, dove gli hanno detto che aveva avuto una piccola ischemia e che avrebbero dovuto ricoverarlo".
"Mio marito ha firmato ed è uscito..."
"Quello che credo fermamente da dodici anni è che Marco abbia perso la memoria", sottolinea Rosanna.
"Un reset dovuto a questa piccola ischemia. Magari vive il presente, ma non ricorda nulla..."
"Forse non ricorda più nulla di me, del suo passato. Era una persona legatissima alla famiglia, ai figli, non l'avrebbe mai fatto volontariamente".
"È successo qualcosa in lui che l'ha mandato in tilt".
"Gli avevo riferito l'8 marzo 2013 che non sarei tornata a casa con lui e il suo sguardo era perso, nel vuoto", afferma la donna.
"Ho visto un cambiamento nel suo viso: paura, sgomento e un'infinita preoccupazione lo hanno trasformato".
"Si è allontanato dall'ospedale dicendomi che sarebbe tornato all'ora del pasto, ma non è più rientrato".
"La macchina è una Micra color nero, appartenente a mio padre. Era salito con lui il giorno prima della sparizione"
"Quando ci siamo salutati la mattina, mi ha detto che sarebbe tornato più tardi. È uscito dall'ospedale, ma non sappiamo se inizialmente si sia incamminato a piedi o abbia subito preso la macchina".
"Quando ho visto che non tornava, ho immediatamente a chiamarlo, ma il telefono squillava a vuoto".
"Ho iniziato a preoccuparmi perché continuava a non rispondere. Così ho allertato le forze dell'ordine e sono iniziate le ricerche".
"Nel frattempo sono stata dimessa dall'ospedale e ho iniziato parallelamente agli agenti il mio lavoro di ricerca...", specifica.
"L'auto di mio padre è stata ritrovata su un ponte e in molti hanno ipotizzato il gesto estremo".
"Che avesse lasciato la macchina lì e si fosse buttato nel fiume. Un'ipotesi sconvolgente, tra le più drammatiche".
"Poi abbiamo contattato la trasmissione "Chi l'ha visto?" e abbiamo ricevuto due segnalazioni.
"Mio cognato, il fratello di Marco era ospite in studio e quella sera due persone hanno telefonato dicendo di sapere qualcosa sulla vicenda".
"Il primo testimone disse di aver visto una persona intorno 12:30 di spalle, come in procinto di saltare nel vuoto. A quell'ora la vettura di mio padre ancora sul ponte".
"La seconda segnalazione parlava di un avvistamento alle 13:45: una Micra guidata da un uomo titubante. È stata poi ritrovata vicina al ponte".
"Sono tempestivamente partite le unità cinofile e le ricerche sul campo ma di mio marito nessuna traccia", prosegue Rosanna.
"Anche i sommozzatori hanno scandagliato il fiume e tutte le aree circostanti e non hanno trovato più niente che riguardasse lui".
"Hanno recuperato diversi cadaveri, ma nessuno di loro era mio marito".
"Mesi dopo riproposi di ricominciare le ricerche, anche sotto i pontili, vista una piena molto alta... ma il risultato è stato negativo".
"Siamo convinti che Marco sia ancora vivo, chissà dove, senza più memoria...".
"Speriamo di ricongiungerci a lui, sia io che i nostri figli, di ritrovarlo e riportarlo finalmente a casa"
"Ogni volta che ricevevamo una segnalazione, io e mio padre partivamo subito. Abbiamo inoltre stampato migliaia e migliaia di volantini e li abbiamo affissi ovunque".
"Papà mi è stato sempre vicino in tutto questi anni difficili. Abbiamo visitato Caritas, ospedali, stazioni ferroviarie di giorno e notte".
"Sento ogni giorno la sensazione che Marco è vivo, in giro, magari in stato confusionale".
"Il mio appello è rivolto a cjiunque possa avere un occhio in più per riconoscerlo".
"Io e i nostri figli, Gianluca e Alberto, all'epoca minorenni, abbiamo vissuto un dolore immenso. Non sapere più ulla di un proprio caro ti cambia per sempre" .
"Non avrei mai immaginato potesse accadere proprio a noi. Tra me e mio marito c'è stato un grande amore e io lo aspetto tutti i giorni".
"Ogni volta che apro la porta spero di vederlo tornare a casa".
"Questo legame è troppo forte. Spero con tutto il cuore di poterlo riabbracciare, per me e per tutti noi che lo amiamo e lo aspettiamo".