10 Mar, 2025 - 15:56

Com'è stata uccisa Liliana Resinovich? I 4 colpi e la "manovra chokehold" descritti dalla perizia

Com'è stata uccisa Liliana Resinovich? I 4 colpi e la "manovra chokehold" descritti dalla perizia

Dopo oltre tre anni di indagini, il più grande interrogativo del "giallo di Trieste" si è trasformato in certezza: Liliana Resinovich è stata uccisa. A dirlo sono i risultati della nuova perizia medico-legale firmata dalla dottoressa Cristina Cattaneo insieme ai colleghi Tambuzzi, Leoni e Vanin, che escludono, come causa della morte della 63enne, "un evento accidentale come una caduta", nonché il suicidio.

La nuova perizia spiega com'è stata uccisa Liliana Resinovich

Il volto di Liliana "era attinto da lesioni non solo anteriormente, ma anche alla superficie laterale destra e sinistra. A seguire, poi, la mano destra". Per un totale di "quattro poli d'urto (colpi, ndr) diversi", che avrebbero interessato "differenti distretti corporei (testa e mano, nonché possibilmente altre sedi corporee), con anche più lesioni in un medesimo segmento corporeo, coinvolgendo differenti superfici".

Significa, in pratica, che prima di essere uccisa (la mattina in cui scomparve, al massimo quattro ore dopo la colazione), Liliana fu picchiata, e che provò a difendersi. Dopo la colluttazione, la morte per "asfissia meccanica indotta". La relazione parla, in particolare, di "manovra di afferramento da tergo con incavo dell'avambraccio dell'aggressore che avvolge il collo". 

Quella che in gergo viene definita "tecnica del chokehold", che immobilizza e, appunto, uccide, "con afferramento e compressione di almeno di una parte del volto".  

Il servizio mandato in onda da Telequattro - Tg Trieste lo scorso 8 marzo 2025.

La scomparsa, il ritrovamento del corpo e le (prime) indagini

Liliana fu avvistata per l'ultima volta la mattina del 14 dicembre 2021. Ventidue giorni più tardi, il suo corpo fu trovato senza vita - avvolto in due grandi sacchi neri, con la testa in due sacchetti più piccoli - nel boschetto dell'ex ospedale psichiatrico San Giovanni. 

I suoi familiari - il fratello Sergio, la nipote Veronica e il marito, Sebastiano Visintin - esclusero subito la possibilità di un gesto volontario, chiedendo poi alla Procura, intenzionata ad archiviare il caso come "suicidio", nuove e approfondite indagini.

Il gip, Luigi Dainotti, diede loro ragione, disponendo che si rispondesse, con ulteriori accertamenti, a una serie di questiti rimasti aperti, con l'ipotesi di reato di omicidio volontario (e non più sequestro di persona). Poco dopo, la salma della 63enne fu riesumata per il nuovo esame autoptico. Quello che ora ha dato nuova vita all'inchiesta. 

È caccia all'assassino: analisi su peli e capelli 

Da chiarire, a questo punto, chi possa aver fatto del male alla donna, che stava vivendo, secondo i conoscenti, un periodo particolarmente sereno della sua vita. Sergio Resinovich e Claudio Sterpin - l'amico-amante della donna - puntano il dito contro il marito Sebastiano, sostenendo che fosse l'unico ad avere degli interessi.

"Il movente è economico e forse anche passionale", ha dichiarato Resinovich a Quarto Grado, riferendosi, probabilmente, alla relazione extraconiugale che Liliana avrebbe intrattenuto con Sterpin, come dimostrerebbero i numerosi messaggi in codice che i due si scambiarono.

Sembra che la 63enne avesse cercato online "come divorziare senza avvocato"; secondo Claudio, avevano il progetto a breve termine di andare a vivere insieme.

Visintin non è d'accordo. Da sempre afferma di non aver mai avuto problemi con sua moglie, scagliandosi, a sua volta, contro Resinovich e Sterpin. Se uno di loro abbia ragione lo stabiliranno le indagini, concentrate al momento sulla ricostruzione degli ultimi spostamenti della vittima.

Fondamentali saranno gli approfondimenti genetici sulle quindici tracce, tra capelli e altre "formazioni pilifere", isolate sul cadavere: sette sugli indumenti, quattro sui sacchetti e altre quattro nelle parti intime. Tra di esse, potrebbe infatti nascondersi il Dna dell'assassino. 

Caso Resinovich, una sintesi degli ultimi sviluppi

  • Risultati della nuova perizia medico-legale: la  perizia ha confermato che Liliana Resinovich è stata uccisa. La 63enne sarebbe stata prima aggredita e poi strangolata con una "manovra chokehold". 
  • Indagini e sospetti: le indagini si concentrano sulla ricostruzione degli ultimi spostamenti della vittima e sull'analisi delle tracce genetiche rinvenute sul suo corpo, che potrebbero portare all'identificazione dell'assassino. Diverse ipotesi sono state avanzate riguardo al possibile colpevole.
  • Il contesto della scomparsa e del ritrovamento: Liliana è scomparsa il 14 dicembre 2021. Il suo corpo è stato ritrovato ventidue giorni dopo, in un boschetto di Trieste. La sua morte, inizialmente trattata come suicidio, ma le nuove indagini hanno svelato la verità. 

Ecco il commento dell'avvocato Nicodemo Gentile, presidente dell'Associazione Penelope e legale di Sergio Resinovich. 

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Sara D'Aversa
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