"Siamo soddisfatti e fiduciosi". Così l'avvocata Giada Bocellari ha commentato a Tag24 la notizia delle nuove indagini aperte dalla Procura di Pavia sul delitto di Garlasco, per cui il suo assistito, Alberto Stasi, è stato condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione.
Nel nuovo fascicolo d'inchiesta, gli inquirenti hanno iscritto il nome di Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, Chiara Poggi. L'accusa, come riportato in esclusiva dal Tg1, è di concorso in omicidio con ignoti o con lo stesso Stasi.
Domani, 13 marzo 2025, l'uomo, che all'epoca dei fatti aveva 19 anni, sarà sottoposto coattivamente a un prelievo di Dna, dopo che la scorsa settimana si è opposto. In passato, per il delitto, fu già indagato (e prosciolto). Cosa cambia ora? "Dovrebbe spiegarcelo la Procura", ha affermato a Tag24 l'avvocata Bocellari.
"A differenza di ciò che si legge sui giornali, la difesa di Stasi non ha fatto nessuna richiesta di riapertura delle indagini. L'ipotesi è che la Procura abbia attinto da una consulenza che depositammo anni fa per svolgere propri accertamenti, e che si sia poi mossa di conseguenza", ha aggiunto.
"Parliamo di un fascicolo chiuso, archiviato, ora riaperto, presumibilmente sulla base di nuovi elementi, dal giudice a cui era stata avanzata la richiesta. Una procedura non immediata, di cui noi siamo meri 'spettatori'", ha spiegato.
Tra gli aspetti che dovranno essere chiariti, c'è quello relativo al Dna trovato sotto le unghie della vittima, che nel 2016 la difesa di Stasi confrontò con quello prelevato di nascosto a Sempio, arrivando alla conclusione che fossero compatibili.
"Sempio ci denunciò per le modalità con le quali il Dna era stato preso (estratto da una bottiglietta d'acqua, una tazzina da caffè e un cucchiaino sottratti a un bar da un investigatore privato, ndr), ma fu tutto archiviato. Una circolare del garante della privacy consentiva, infatti, in sede di indagini difensive - in presenza di determinati limiti e requisiti, che noi avevamo rispettato - di farlo", ha ricordato la legale.
"Ad oggi, che io sappia, non è più possibile", ha aggiunto. Comunque, le indagini non andarono molto lontano. Nel 2017, il gip di Pavia, Fabio Lambertucci, accolse la richiesta del pm Mario Venditti di prosciogliere Sempio, definendo quanto emerso "un maldestro tentativo della difesa di Stasi di trovare un colpevole alternativo".
Ora la stessa difesa si dice "soddisfatta degli sviluppi". "Finalmente verranno fatte le verifiche che chiedevamo nove anni fa", ha dichiarato l'avvocata Bocellari. "È giusto che il Dna di Sempio venga acquisito formalmente dall'autorità giudiziaria".
"Se la Procura dovesse darci ragione e confermare che il Dna trovato sotto le unghie della vittima è di Sempio, allora Sempio dovrà spiegare il motivo", ha aggiunto ancora la legale di Stasi. Tuttavia, ci ha tenuto a precisare: "Come difesa, abbiamo semplicemente chiesto di approfondire ciò che era stato tralasciato nelle indagini, come la questione del Dna. Non abbiamo mai accusato nessuno".
Stasi, pur essendo stato condannato, si è sempre proclamato innocente. "Ormai è orientato verso il fine pena, il suo carcere se l'è già fatto", ha detto la sua avvocata. "Quando mi chiedono: 'Chiederete la revisione del processo?', rispondo: 'Valuteremo'. Dobbiamo prima vedere come evolverà l'inchiesta e leggere gli atti".
"Non abbiamo fretta, non dobbiamo tirare fuori di galera nessuno. È una questione di giustizia. Quello che abbiamo sempre voluto, e che anche oggi vogliamo con forza, è che si faccia chiarezza fino in fondo. Vogliamo che venga approfondito tutto ciò che non lo è stato finora, e solo dopo tireremo le somme".