Ci sarà un nuovo processo d'Appello - il terzo - per Gabriel Natale Hjorth, uno dei due studenti statunitensi condannati per l'omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, avvenuto a Roma nel luglio del 2019.
A deciderlo, nella giornata di ieri, 12 marzo 2025, sono stati i giudici della quinta sezione penale della Corte di Cassazione che, accogliendo l'istanza dei difensori del giovane, hanno disposto un ricalcolo della pena a suo carico.
Per Finnegan Lee Elder, considerato l'esecutore materiale del delitto, accusato di omicidio volontario, la condanna a 15 anni e 2 mesi di reclusione era già diventata definitiva. A cambiare sarà quindi soltanto la posizione di Hjorth, accusato di concorso anomalo in omicidio e condannato (in abbreviato) a 11 anni e 4 mesi.
Pur riconoscendo le sue responsabilità, i giudici della Cassazione hanno deciso che dovrà tornare in Appello per un ricalcolo (al ribasso) della pena. E hanno inoltre dichiarato inammissibile il ricorso della Procura generale, che chiedeva di riconoscere al giovane l'aggravante relativa al fatto che fosse consapevole di trovarsi al cospetto di appartenenti alle forze dell'ordine.
Cerciello Rega fu ucciso nella notte tra il 25 e il 26 luglio del 2019. All'epoca, Elder e Hjorth avevano rispettivamente 18 e 19 anni e, per le strade del quartiere Trastevere, a Roma, si erano imbattuti in alcuni spacciatori, decidendo di acquistare della cocaina.
Secondo la ricostruzione ufficiale, furono truffati: al posto della sostanza concordata, ricevettero dai pusher dei medicinali polverizzati. Così, per vendetta, rubarono lo zaino di uno di loro, dandogli appuntamento in Prati per riconsegnarglielo e ottenere in cambio il denaro speso per la droga.
Quando arrivarono nel luogo concordato, i due statunitensi trovarono ad attenderli i carabinieri Rega e Andrea Varriale, entrambi disarmati e in borghese. Ne seguì uno scontro in cui Elder, impugnando un coltello che aveva portato con sé, colpì il primo per ben 11 volte, fino a lasciarlo a terra inerme.
Sarebbe stato Hjorth, rimasto per tutto il tempo a guardare, a disfarsi successivamente dell'arma insanguinata.
In primo grado, entrambi gli studenti furono condannati all'ergastolo. Si giunse infatti alla conclusione che, pur avendo capito di trovarsi davanti a dei carabinieri - e non a dei malviventi - avessero comunque deciso di aggredirli.
Al secondo processo d'Appello si era arrivati dopo che la Cassazione aveva annullato per Elder la condanna a 24 anni, con rinvio sulle circostanze aggravanti e sulla sussistenza del reato di resistenza a pubblico ufficiale (alla fine non riconosciuto).
E per Hjorth, che era stato condannato a 22 anni, l'annullamento con rinvio riguardante l'accusa di concorso in omicidio, secondo la sua difesa, rappresentata dagli avvocati Francesco Petrelli e Fabio Alonzi, "non sussistente". Ora il nuovo rinvio, che lascia sgomenta la moglie del carabiniere ucciso.
"Tutto ciò che è accaduto dopo il primo grado non merita un mio commento", ha fatto sapere la donna, Rosa Maria Esilio, tramite il suo legale, Massimo Ferrandino. A riportarlo è Agenzia Nova. Quando il marito morì, erano sposati da appena 43 giorni.
Ma il loro rapporto durava da più di dieci anni. Avevano dei sogni nel cassetto, il progetto di una famiglia da realizzare. Non ne hanno avuto la possibilità. "Sapevamo che il lavoro del carabiniere è rischioso, ma mai avremmo potuto immaginare una così tragica fine", disse la vedova in un'intervista a La Vita in Diretta. Da allora, ancora attende giustizia.
L'intervista rilasciata dalla vedova del carabiniere Cerciello Rega alla trasmissione Rai "La Vita in Diretta" - 23 luglio 2020.