Andrea Sempio, l'amico di Marco Poggi, indagato per l'omicidio di Chiara, ha effettuato il prelievo necessario al test del DNA. Cosa succederà adesso? Quanto tempo ci vorrà prima di avere i risultati? Andiamo con ordine.
Due test genetici saranno eseguiti in parallelo, sebbene non direttamente dai carabinieri della sezione investigativa di Milano, ma probabilmente dal RIS. Il processo di analisi in sé non è complesso, ma i tempi della giustizia potrebbero allungare l’attesa. Infatti, la procura di Pavia dovrà notificare la procedura all’indagato e alla famiglia della vittima, che avranno la possibilità di nominare propri consulenti tecnici. Di conseguenza, prima di aprile non si saprà se il profilo genetico di Sempio corrisponde a quello rilevato sotto le unghie di Chiara Poggi. Tuttavia, anche in caso di compatibilità, la sola prova del DNA potrebbe non bastare per avviare un nuovo processo nei confronti di Sempio, già indagato e archiviato otto anni fa.
La traccia di Dna estratta dal materiale biologico rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi "è riconducibile con certezza ad Andrea Sempio". Ne è convinto Carlo Previderé, genetista dell’Università di Pavia, noto per aver analizzato il Dna di Ignoto 1 nel caso di Yara Gambirasio. I magistrati coordinati da Fabio Napoleone si sono rivolti proprio a lui per approfondire le indagini sull’omicidio di Garlasco.
Le analisi escludono la presenza del Dna di Alberto Stasi, all’epoca fidanzato della vittima e condannato a 16 anni di carcere. Secondo la consulenza disposta dalla procura di Pavia, citata dal Corriere della Sera e La Stampa, le tracce di Dna maschile trovate sulle unghie di Chiara Poggi sono idonee per un confronto genetico. Il professor Previderé sostiene inoltre che "uno dei cinque aplotipi individuati, quello attribuito ad Andrea Sempio, è compatibile con il profilo genetico isolato dai margini ungueali della vittima".
Questa nuova analisi contraddice la precedente perizia condotta da Francesco De Stefano, secondo la quale il Dna prelevato risultava "illeggibile" perché troppo deteriorato.
L'avvocato di Sempio definisce l’intera vicenda "una macchinazione". Secondo la difesa, Sempio non si è sottoposto spontaneamente all’esame genetico perché voleva che fosse un giudice per le indagini preliminari a disporlo ufficialmente.