14 Mar, 2025 - 10:13

Delitto di Garlasco, quando si saprà l'esito del test del DNA di Andrea Sempio? La tesi del superperito

Delitto di Garlasco, quando si saprà l'esito del test del DNA di Andrea Sempio? La tesi del superperito

Andrea Sempio, l'amico di Marco Poggi, indagato per l'omicidio di Chiara, ha effettuato il prelievo necessario al test del DNA. Cosa succederà adesso? Quanto tempo ci vorrà prima di avere i risultati? Andiamo con ordine.

Quando arriverà l'esito del test del DNA di Andrea Sempio?

Due test genetici saranno eseguiti in parallelo, sebbene non direttamente dai carabinieri della sezione investigativa di Milano, ma probabilmente dal RIS. Il processo di analisi in sé non è complesso, ma i tempi della giustizia potrebbero allungare l’attesa. Infatti, la procura di Pavia dovrà notificare la procedura all’indagato e alla famiglia della vittima, che avranno la possibilità di nominare propri consulenti tecnici. Di conseguenza, prima di aprile non si saprà se il profilo genetico di Sempio corrisponde a quello rilevato sotto le unghie di Chiara Poggi. Tuttavia, anche in caso di compatibilità, la sola prova del DNA potrebbe non bastare per avviare un nuovo processo nei confronti di Sempio, già indagato e archiviato otto anni fa.

Le certezze del superperito

La traccia di Dna estratta dal materiale biologico rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi "è riconducibile con certezza ad Andrea Sempio". Ne è convinto Carlo Previderé, genetista dell’Università di Pavia, noto per aver analizzato il Dna di Ignoto 1 nel caso di Yara Gambirasio. I magistrati coordinati da Fabio Napoleone si sono rivolti proprio a lui per approfondire le indagini sull’omicidio di Garlasco.

Le analisi escludono la presenza del Dna di Alberto Stasi, all’epoca fidanzato della vittima e condannato a 16 anni di carcere. Secondo la consulenza disposta dalla procura di Pavia, citata dal Corriere della Sera e La Stampa, le tracce di Dna maschile trovate sulle unghie di Chiara Poggi sono idonee per un confronto genetico. Il professor Previderé sostiene inoltre che "uno dei cinque aplotipi individuati, quello attribuito ad Andrea Sempio, è compatibile con il profilo genetico isolato dai margini ungueali della vittima".

Questa nuova analisi contraddice la precedente perizia condotta da Francesco De Stefano, secondo la quale il Dna prelevato risultava "illeggibile" perché troppo deteriorato.

L'avvocato di Sempio definisce l’intera vicenda "una macchinazione". Secondo la difesa, Sempio non si è sottoposto spontaneamente all’esame genetico perché voleva che fosse un giudice per le indagini preliminari a disporlo ufficialmente.

I sospetti su Sempio

  1. I mozziconi di sigaretta: Tra i reperti che verranno riesaminati, a distanza di 18 anni dal delitto, figurano anche alcuni mozziconi di sigaretta trovati in un posacenere all’interno della villetta di Garlasco. Chiara Poggi non fumava, ma quelle cicche, sebbene fotografate durante i rilievi, non furono mai analizzate.
  2. Il dubbio sullo scontrino: Un altro elemento che solleva interrogativi è lo scontrino che Sempio ha utilizzato come alibi. Il documento attesterebbe la sua presenza in un parcheggio di Vigevano la mattina dell’omicidio, mentre si recava in una libreria. Tuttavia, lo scontrino venne mostrato ai carabinieri solo nell’ottobre del 2008, oltre un anno dopo il delitto. Il giovane, in quell’occasione, dichiarò: "Ho conservato lo scontrino del parcheggio e ve lo consegno". Questo ha sollevato perplessità: perché una persona mai sospettata avrebbe dovuto conservare così a lungo un semplice ticket di parcheggio?
  3. La versione della madre: Anche la madre di Sempio ha fornito una spiegazione solo nel 2017, quando il figlio finì sotto inchiesta. Inizialmente, la donna aveva confermato il viaggio a Vigevano senza mai menzionare lo scontrino, per poi dichiarare anni dopo: "Mio marito lo ha ritrovato in macchina. Sono stata io a decidere di conservarlo, pensando che, vista la gravità dell’accaduto, le autorità avrebbero chiesto agli amici di Marco Poggi cosa avessero fatto quel giorno".
  4. Le telefonate a casa Poggi: Restano infine da chiarire le telefonate effettuate da Sempio alla casa della vittima la mattina del delitto. Il giovane ha sempre sostenuto di aver cercato Marco Poggi, ignaro del fatto che si trovasse in Trentino. Il suo avvocato ha ribadito: "Semplicemente non sapeva che fosse via".
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