22 Mar, 2025 - 18:55

Fausto Bertinotti, patrimonio e pensione dell'ex leader comunista

Fausto Bertinotti, patrimonio e pensione dell'ex leader comunista

Fausto Bertinotti, figura di spicco della politica italiana e simbolo della sinistra radicale, è stato un protagonista indiscusso della scena politica del Paese per oltre tre decenni.

Nato a Milano il 22 marzo 1940, Bertinotti ha ricoperto ruoli di rilievo come segretario del Partito della Rifondazione Comunista (PRC) dal 1994 al 2006 e Presidente della Camera dei Deputati dal 2006 al 2008. 

Patrimonio di Fausto Bertinotti

Un aspetto curioso riguarda il patrimonio immobiliare di Bertinotti e della sua famiglia. Secondo Il Giornale, l'ex leader comunista possiede due immobili: una casa a Roma e una a Dolceacqua, in Liguria. Tuttavia, gran parte del patrimonio immobiliare è intestato alla moglie Gabriella Fagno.

Quest'ultima risulta proprietaria di diversi immobili: quattro a Roma (di cui tre potrebbero essere box auto), cinque a Massa Martana in Umbria e un altro fabbricato sempre a Dolceacqua. Inoltre, la famiglia possiede due terreni agricoli nella stessa località umbra.

Questa discrepanza tra l'immagine pubblica di un politico vicino alle istanze dei lavoratori e la realtà patrimoniale ha suscitato critiche da parte di detrattori che lo accusano di incoerenza. 

Bertinotti: la pensione e il vitalizio

Dopo il ritiro dalla politica attiva, Bertinotti percepisce una pensione significativa grazie alla sua lunga carriera parlamentare e sindacale. Secondo un articolo del Fatto Quotidiano del 2016, l'ex Presidente della Camera riceve una pensione mensile di circa 4.852 euro.

A questa cifra si aggiunge un vitalizio che, prima delle riforme sui trattamenti pensionistici dei parlamentari, ammontava a circa 9.800 euro mensili. Dopo le modifiche introdotte negli anni successivi, si stima che il vitalizio sia stato ridotto a circa 8.450 euro.

Le critiche e le polemiche

Bertinotti hanno alimentato polemiche nel corso degli anni. Da una parte, i suoi oppositori lo accusano di aver tradito gli ideali comunisti; dall'altra, i suoi sostenitori sottolineano come abbia sempre vissuto in modo sobrio rispetto agli standard della classe politica italiana.

Durante la sua carriera politica, Bertinotti è stato spesso al centro di controversie per le sue posizioni radicali e per decisioni strategiche che hanno avuto un impatto significativo sulla sinistra italiana. La sua opposizione alla moderazione del centro-sinistra ha contribuito alla frammentazione delle forze progressiste nel Paese.

Nonostante le critiche, Bertinotti rimane una figura rispettata da molti per la coerenza ideologica mostrata durante gran parte della sua vita pubblica. Anche dopo il ritiro dalla politica attiva, continua a partecipare al dibattito pubblico attraverso articoli e interviste su temi sociali ed economici.

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