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Probabilmente, quella contro il cambio dell'ora da solare a legale è la battaglia più sottovalutata dall'Unione Europea. Da almeno sette anni, le istituzioni di Bruxelles si stanno battendo per eliminare il consueto cambio che avviene qualche giorno dopo l'equinozio di primavera. Ma cosa c'è dietro questa rivoluzione dell'orario che l'Ue vorrebbe introdurre?
[advBanner]Tutto parte da un sondaggio del 2018 rivolto ai cittadini europei. Il cambio d'ora sarebbe causa di notevole stress per i lavoratori: comporta effetti negativi sull'economia e sulla produttività, pochi benefici energetici - considerando che si perde un'ora di sonno - e disagi nei trasporti e nella logistica. Circa l'84% dei cittadini che hanno risposto al sondaggio si è detto favorevole all'abolizione.
[advBanner]Non restava che trovare l'accordo tra gli Stati membri. Per il momento, non è ancora chiaro quale orario potrebbe essere adottato come riferimento, pertanto il consenso tra i Paesi dell'Ue appare ancora lontano. Ogni anno, la proposta di abolizione del cambio d'ora viene ripresentata, ma non si raggiunge mai un accordo per la sua entrata in vigore. Almeno fino a quest'anno: nel febbraio 2025, l'idea è stata definitivamente accantonata.
[advBanner]L'obiettivo è uniformare l'orario per tutelare la salute dei cittadini ed evitare problematiche legate allo stress. Nel 2018, la Commissione europea, dopo un sondaggio tra i cittadini, aveva avanzato la proposta di abolire il cambio d'ora. Al quesito sulla possibile eliminazione dell'ora legale hanno risposto circa 4,6 milioni di persone, e l'86% si è detto favorevole.
[advBanner]Da allora, il Parlamento europeo ha discusso dell'adozione permanente dell'ora legale o solare, ma senza giungere a una soluzione. La discussione si è protratta per sette anni senza esiti concreti. I motivi dietro la proposta erano chiari: il cambio d'ora provoca problemi di salute, genera stress, ha effetti negativi sull'economia e crea disagi nei trasporti.
[advBanner]A febbraio 2025, si è giunti alla conclusione che il cambio orario continuerà a esistere così come lo conosciamo. Lo stallo tra gli Stati membri dell'Ue ha portato all'accantonamento della proposta, inizialmente avanzata dalla Commissione europea e poi dal Parlamento. La proposta era stata approvata dall'emiciclo di Bruxelles nel 2019, un anno dopo il sondaggio, e avrebbe dovuto entrare in vigore entro il 2021.
[advBanner]Secondo gli Stati membri, l'adozione di un unico orario sarebbe stata caotica per l'intera Unione Europea e avrebbe potuto generare notevoli disagi.
[advBanner]L'orario resta invariato. Il cambio d'ora avverrà l'ultima domenica di marzo, il 30 marzo 2025, alle 2 di notte, e l'ultima domenica di ottobre, il 26 ottobre 2025. Nel primo caso, le lancette saranno spostate avanti di un'ora, mentre a ottobre torneranno indietro di un'ora alle 3 di notte. Quindi, quest'anno l'ora legale durerà dal 30 marzo al 26 ottobre: circa sei mesi.
[advBanner]Il senso del cambio orario è legato alle ore di luce durante la giornata. Con l'arrivo di aprile, si guadagna un'ora di luce naturale la sera prima del tramonto. L'obiettivo dell'ora legale è ridurre il consumo di energia elettrica, ma nei primi giorni l'organismo risente del cambiamento. Tra i consigli per adattarsi meglio: modificare gradualmente l'orario dei pasti, anticipare l'orario di sonno e aumentare l'attività fisica.
[advBanner]Il dibattito sembra chiuso, ma non si può escludere che venga riaperto in futuro, considerando i disagi evidenziati negli anni. La Commissione europea ha per ora archiviato la questione.
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