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Il ddl Sicurezza approderà in Senato il prossimo 15 e 16 aprile, dopo mesi di attesa. Il pacchetto di leggi voluto dal governo Meloni aveva già incassato l'ok da parte della Camera dei deputati mesi fa e da tempo era nel mirino dell'opposizione per via delle misure contenute al suo interno. Tra le norme previste, ci saranno alcune misure che disciplineranno l'ordine pubblico e che coinvolgeranno le manifestazioni e i disordini in carcere.
[advBanner]Nel mese di gennaio, il governo aveva riportato al centro del dibattito il ddl Sicurezza. Si è discusso, dopo il brusco stop di dicembre, di possibili nuove leggi capaci di completare il disegno di legge, soprattutto per quanto riguarda la tutela delle forze dell'ordine, spesso vittime di incidenti nel corso delle manifestazioni. Le discussioni intorno al ddl Sicurezza erano ormai ferme da mesi, prima a causa dell'approvazione della più urgente legge di bilancio e poi per successivi impegni relativi alle riforme che il governo Meloni sta portando avanti, tra cui quella della giustizia.
[advBanner]Insorgono le opposizioni e il mondo delle associazioni civili. Già lo scorso novembre è nata una rete dopo un'assemblea tra realtà all'Università La Sapienza di Roma e oggi proprio la "Rete No Ddl Sicurezza" annuncia mobilitazioni nel prossimo mese contro la possibile approvazione del pacchetto di norme che, dalla sua prima bozza, ha fatto tanto discutere.
[advBanner]Scomparso dai radar dal mese di gennaio e ricomparso per una controversa discussione sull'articolo 31, che prevedeva una maggiore presenza dei servizi segreti nelle università, il ddl Sicurezza torna a far parlare di sé. Il ddl 1236 entrerà in Senato il 15 aprile e il giorno successivo, 16 aprile, potrebbe essere programmata la sua discussione, che si concluderebbe con l'approvazione e la successiva entrata in vigore. Secondo quanto comunicato:
[advBanner]Come promesso e confermato a Tag24 a inizio anno, la "Rete No Ddl Sicurezza" tornerà ancora una volta in piazza per ribadire la propria contrarietà al ddl 1236. Negli scorsi mesi, si è costituito un fronte all'interno del quale sono presenti diverse realtà del mondo delle associazioni, che hanno dato vita alla mobilitazione del 14 dicembre a Roma, capace di raccogliere 50mila persone in piazza contro il ddl Sicurezza.
[advBanner]La protesta si è estesa anche alle scuole e alle università lo scorso autunno. A gennaio 2025, è stata organizzata una fiaccolata nei pressi del Senato contro il disegno di legge e a Roma si è tenuto un corteo il 22 febbraio scorso, in concomitanza con l'anniversario della morte di Valerio Verbano. Non è ancora chiaro cosa potrebbe succedere il prossimo 15 e 16 aprile, ma è probabile che la manifestazione si possa tenere sotto al Senato.
[advBanner]C'è più di un motivo per cui il ddl Sicurezza, approvato dalla Camera il 18 settembre 2024 e attualmente all'esame del Senato, è nell'occhio del ciclone. Il pacchetto di leggi introduce una serie di misure per rafforzare la sicurezza e tutelare le forze dell'ordine. Tra le più importanti disposizioni, c'è l'introduzione del reato di rivolta in carcere, che prevede la reclusione da 1 a 5 anni per chiunque partecipi a sommosse violente all'interno degli istituti penitenziari.
[advBanner]Previsto all'interno del ddl 1236 anche l'inasprimento delle pene per chi provoca danni durante le manifestazioni pubbliche, con reclusione da 18 mesi a 5 anni e multe fino a 15mila euro. Il provvedimento estende il daspo urbano, consentendo al questore di vietare l'accesso a determinate zone a chi è stato denunciato o condannato, anche solo in primo grado, per reati contro la persona o il patrimonio.
[advBanner]Si introducono anche pene più severe per chi blocca strade o ferrovie durante le proteste, la cosiddetta norma anti-Gandhi, che prevede il carcere fino a un mese o una multa fino a 300 euro se il reato è commesso da una sola persona e da sei mesi a due anni di reclusione se il fatto è compiuto da due o più persone.
[advBanner]La cannabis light sarà equiparata alle sostanze stupefacenti, vietandone commercio, lavorazione ed esportazione. Non può mancare all'appello delle norme più discusse anche la "norma anti-Salis", che introduce il reato di "occupazione arbitraria di immobile destinato al domicilio altrui", punito con la reclusione da 2 a 7 anni. Con il ddl Sicurezza sarà poi vietato l'acquisto di SIM telefoniche per migranti senza permesso di soggiorno.
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