A partire dal 3 aprile 2025 è possibile calcolare l’Isee senza buoni fruttiferi, libretti postali e titoli di Stato.
Si tratta di un più che buono incentivo per le famiglie che, così, avranno la possibilità di accedere a molti più bonus e agevolazioni.
Tuttavia, siamo già ad aprile, e molte famiglie hanno già aggiornato l'Isee nei primi mesi del 2025.
Allora sorge un dubbio: si paga la seconda Dsu per l’Isee 2025? Continua a leggere per scoprirlo.
È arrivato il via libera del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dell’Inps per la richiesta della Dsu per l’Isee 2025, senza buoni fruttiferi, libretti e titoli di stato.
Una buona fetta di cittadini ha già presentato una dichiarazione sostitutiva unica durante i primi tre mesi dell’anno per diverse ragioni, a partire dall’Assegno unico.
L'attestazione scade il 31 dicembre e, con l'inizio del nuovo anno, diventa necessario richiedere una nuova attestazione per poter continuare a beneficiare delle agevolazioni o per determinare il valore dell'indicatore sulla base della situazione economica aggiornata della famiglia.
Come stabilito dall'articolo 32 del decreto legge n. 48/2023, chi richiede una seconda Dichiarazione Sostitutiva Unica presso un CAF dovrà sostenere un costo. Quindi, la Dsu per l’Isee 2025 si paga solo in caso di seconda richiesta.
La seconda Dsu è a pagamento per i cittadini che hanno già richiesto la documentazione e torneranno a rivolgersi al Caf per il nuovo calcolo.
Considerando la nuova normativa in vigore solo da aprile, era lecito aspettarsi anche uno stanziamento ad hoc per garantire la gratuità del servizio. Ma, purtroppo, a oggi non è arrivato.
Quindi, la nuova Dsu si paga, ma quanto? Il servizio per la richiesta della Dichiarazione sostitutiva unica per il ricalcolo dell’Isee costerà da 15 euro a 25 euro.
Non tutti i cittadini che intendono richiedere l’Isee 2025 dovranno pagare la Dsu. Intanto, sono escluse le famiglie che richiedono l’Isee per la prima volta.
Inoltre, per la seconda Dsu c'è un modo per non pagare: chi procede in autonomia utilizzando i servizi disponibili sul portale Inps non deve sostenere alcuna spesa.
Tuttavia, proprio al debutto della nuova novità che i cittadini avrebbero maggiore bisogno di assistenza, considerando che il calcolo è su base familiare e non semplicissimo da fare.
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato non solo il nuovo modello Dsu, ma anche le istruzioni di compilazione. Nonostante ciò, potrebbe essere complicato eseguire autonomamente il calcolo per applicare l'esclusione dei titoli di Stato, dei buoni e dei libretti posseduti dai singoli componenti.
Sfortunatamente, le novità non sono arrivate in tempo a inizio anno per garantire a tutti i cittadini la possibilità di richiedere l’attestazione per la prima volta senza sostenere spese.
Ritardo che si riflette solo sulle tasche dei cittadini: quindi, è bene farsi due calcoli per capire se questa seconda richiesta convenga realmente per l'accesso a misure e prestazioni, come il bonus bollette, o meno.
Anche se l’aggiornamento dell’Isee 2025 senza buoni, titoli e libretti può sembrare una grande opportunità, bisogna stare attenti perché non sempre è necessario.
L’aggiornamento, infatti, non serve per i cittadini che non hanno questi strumenti. Inoltre, non è necessario per chi ha sottoscritto buoni, libretti o ha investito in titoli di recente, considerando che per il calcolo Isee si prendono in considerazione giacenze e saldo dei due anni precedenti.
1. Isee 2025 senza buoni e titoli: dal 3 aprile 2025 è possibile calcolare l'Isee senza includere buoni fruttiferi, libretti postali e titoli di Stato, un vantaggio per le famiglie che potranno accedere a più bonus e agevolazioni.
2. Pagamento della seconda Dsu: la seconda richiesta della Dichiarazione Sostitutiva Unica (Dsu) per l'Isee 2025 è a pagamento, con un costo che varia tra 15 e 25 euro, a meno che non venga fatta autonomamente tramite il portale INPS.
3. Quando non è necessario aggiornare l'Isee: l'aggiornamento non è necessario per chi non ha titoli, buoni o libretti, né per chi li ha sottoscritti di recente, poiché il calcolo Isee si basa su giacenze e saldi dei due anni precedenti.