Sì, Father Stu è basato su una storia vera. Si tratta di un film biografico che racconta la straordinaria storia di Stuart Long, un pugile dilettante che, dopo un grave incidente motociclistico, viene travolto da una nuova vocazione nella fede e decide di diventare sacerdote.
Diretto da Rosalind Ross e interpretato da Mark Wahlberg, che ha anche prodotto il film, questo film ci fa comprendere a fondo cosa significa redenzione, rinascita e spiritualità.
Con un cast d'eccezione che include Mel Gibson e Jacki Weaver, non perderlo stasera su Rai 2.
Non perderti Father Stu, stasera su Rai 2. Ecco la toccante storia vera su cui si basa
Prima di continuare nella lettura, guarda il trailer, grazie al canale Mr. Movie Italia:
Il vero Padre Stuart Long, l'uomo la cui vita ha ispirato il film, ha vissuto sulla sua pelle l'importante trasformazione di cui parla il film.
Non è nato santo, anzi. Ha passato buona parte della sua giovinezza cercando un'affermazione nel mondo, inseguendo il successo attraverso strade come la boxe e, successivamente, la recitazione a Hollywood.
Tutti tentativi mossi dall'irrefrenabile desiderio di farsi un nome, di trovare un posto sotto i riflettori. Ma nessuna di queste strade sembrava portarlo alla vera realizzazione. Alla felicità.
Sino alla svolta, drammatica e inaspettata, arrivata con un terribile incidente motociclistico che lo ha lasciato a un passo dalla morte.
Fu in quel momento di estrema vulnerabilità che Stu iniziò a percepire una verità diversa: la consapevolezza di non essere autosufficiente, di aver bisogno di qualcosa – o Qualcuno – di più grande.
Capì che la vera pienezza non si trovava nel successo mondano, ma nel cercare e fare la volontà di Dio.
Tuttavia, abbracciare questa nuova chiamata non fu una passeggiata. Diventare prete non è un interruttore che si accende da un giorno all'altro.
Il percorso di Stu verso il sacerdozio fu lungo, durò anni, e fu segnato non solo da dubbi e resistenze interiori ed esterne, ma anche da una crescente sofferenza fisica.
Gli fu diagnosticata la miosite da corpi inclusi, una malattia muscolare rara, degenerativa e incurabile, che lo avrebbe progressivamente debilitato.
Eppure, nonostante il dolore fisico e le difficoltà, Stu non perse mai di vista il suo nuovo scopo. La sua sofferenza, anziché allontanarlo dalla fede, divenne parte integrante della sua testimonianza.
Dio lo ha usato potentemente proprio attraverso, e nonostante, la sua fragilità.
Ecco il vero padre Stu:
Perché non dovresti perderti questo film
Mark Wahlberg, che nel film interpreta Padre Stu ed è stato anche uno dei principali motori produttivi del progetto (investendo persino fondi propri), tiene tantissimo a questo film, essendo profondamente cristiano e cattolico.
Sottolinea come Stu avesse compreso che la sua vita non ruotava più attorno a sé stesso, ma al servizio di Dio. Era lì, in quella dedizione e in quel servizio, che aveva trovato il suo vero, incrollabile scopo.
Wahlberg stesso vede questo film come un modo per usare la propria visibilità e carriera per diffondere un messaggio di speranza e fede che possa toccare e cambiare la vita delle persone. La sua ambizione, dice, non è tanto quella di accumulare successi al botteghino, quanto quella di lasciare un'eredità di significato.
Anche Mel Gibson, anche lui profondamente cristiano, che interpreta Bill, il padre di Stu, riflette sulla lezione di umiltà e di fede che emerge dalla storia.
Sottolinea l'importanza di riconoscere che siamo parte di qualcosa di più grande, che siamo stati creati con uno scopo da Dio e che Lui può servirsi di chiunque, anche delle persone più improbabili o ferite, per compiere la Sua opera.
Accettare che non siamo il centro dell'universo e che anche la sofferenza può avere un senso, afferma Gibson, rende la vita più gestibile e apre persino alla gratitudine.
In definitiva, "Father Stu" racconta la storia di un uomo che Dio ha voluto come "combattente", non sul ring, ma nell'arena della fede e della sofferenza. È una storia potente di redenzione, di grazia inaspettata e di come la forza vera possa emergere proprio dalle debolezze.
Un invito a guardare oltre le apparenze e a scoprire il potenziale di trasformazione che risiede nella fede.