03 Jan, 2026 - 11:50

Calenda verso il centrodestra? Gli indizi da osservare, da Milano a Torino

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Giorno dopo giorno, Carlo Calenda sembra sempre più vicino al centrodestra e alla maggioranza di governo. Gli indizi di un avvicinamento crescente tra Azione, il partito di cui il senatore romano è leader, e la maggioranza di governo sono sempre più insistenti e anzi evidenti.

Basti guardare, ad esempio, alle dichiarazioni rilasciate oggi su Il Foglio da Raffaele Nevi, deputato e portavoce di Forza Italia. “Calenda in Forza Italia? Potrebbe starci”, ha detto Nevi, sottolineando i punti in comune che potrebbero rendere l’avvicinamento possibile: “principalmente la politica estera, l’economia, il rapporto pubblico-privato, l’impostazione non ideologica sulle politiche ambientali”.

La strategia di Azione alle prossime amministrative

Prima di pensare a un avvicinamento nazionale – e dunque a un’alleanza alle prossime elezioni politiche del 2027 – tempi e occasioni suggeriscono di guardare, come confermato anche da Forza Italia, a due tornate amministrative cruciali: le elezioni comunali di Torino (2026) e, soprattutto, quelle di Milano nel 2027. 

Da tempo il centrodestra cerca di trovare una quadra per arrivare pronto all’appuntamento elettorale che aprirà l’era post Beppe Sala. Azione, nel contesto della politica milanese, è peraltro già distante dal centrosinistra: quale migliore occasione, dunque, per testare un’alleanza già andata in scena alle regionali in Basilicata del 2024, quando Calenda ha sfilato il suo partito dal campo progressista per appoggiare la ricandidatura, vincente, di Vito Bardi?

L’ipotesi di un’alleanza a Milano, che circola da mesi e non è mai stata respinta neppure da Antonio Tajani, è stata confermata anche dal deputato di Forza Italia Alessandro Cattaneo, secondo il quale il sostegno di Azione al candidato del centrodestra sarebbe possibile non solo in caso di una candidatura civica, ma anche su un nome di partito, magari proprio di Forza Italia. D’altronde – è il ragionamento di Cattaneo – “anche Azione richiama spesso principi e valori liberali. E chi è più liberale di Forza Italia?”

Lo scontro con Formigli avvicina Calenda a Meloni

Tra gli indizi più recenti, non è sfuggito agli osservatori lo scontro degli scorsi giorni tra Calenda e Corrado Formigli, giornalista e conduttore di una trasmissione notoriamente invisa a Fratelli d’Italia: celebre la clip in cui Meloni affermava a viso aperto l’intenzione di non partecipare a PiazzaPulita, programma da lei ritenuto fazioso e sbilanciato nei confronti del centrosinistra.

Il motivo dello scontro tra Calenda e Formigli, peraltro, sarebbe da individuare proprio – secondo il racconto del senatore – nel suo diniego ad acconsentire alle richieste degli autori, che gli avrebbero apertamente chiesto di partecipare al dibattito sulla legge di bilancio criticando Meloni. 

La circostanza, nel racconto di Calenda, appare conseguente a quella impostazione “di merito” che il partito ha posto a fondamento della sua strategia politica: un’opposizione non ideologica, basata sulle contestazioni sui singoli provvedimenti, che ha permesso ad Azione di mantenere un atteggiamento nei confronti del governo meno polemico, per così dire, rispetto agli altri partiti di opposizione.

I rapporti di Azione con FdI, Lega e FI

Il presunto avvicinamento di Azione alla maggioranza di centrodestra, va detto, è stato smentito più volte da Calenda, che ha sempre rivendicato l’anima centrista del partito.

Alla ideale vicinanza valoriale, come detto, a Forza Italia, non corrisponde peraltro un’analoga affinità con Fratelli d’Italia, sebbene pesi il buon rapporto tra il senatore e la premier Meloni. “Mi è simpatica, c’è più chimica”, ha detto in passato Calenda della presidente del Consiglio, rivelando un’affinità umana ben più marcata rispetto a quella con la leader del Partito Democratico, Elly Schlein.

Con la Lega, invece, le distanze sembrano più marcate e forse più difficili da colmare. Il tempo, e la corsa verso le prossime elezioni politiche, potrebbero però giocare a favore. 

Il ruolo decisivo di Azione alle politiche 2027

Con il suo 3,3% di consensi, Calenda e Azione potrebbero giocare un ruolo decisivo alle prossime politiche, funzionando come ago della bilancia in grado di spostare gli equilibri nel prossimo Parlamento.

Tutto dipenderà, naturalmente, dalla legge elettorale che si andrà a delineare e dalla soglia di sbarramento, che nelle ipotesi correnti è fissata al 3%. Se questa eventualità fosse confermata, l'ingresso di Calenda nel prossimo Parlamento sarebbe possibile, anche qualora decidesse di correre da solo.

 

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