18 May, 2026 - 15:30

Maurizio de Giovanni scende in politica col Pd, ecco cosa pensa lo scrittore

Maurizio de Giovanni scende in politica col Pd, ecco cosa pensa lo scrittore

Maurizio de Giovanni, l'autore napoletano noto per i suoi gialli diventati poi serie tv di successo e per l’impegno civile, ha accettato di far parte della nuova segreteria regionale del Pd Campania.

Alla chiamata di Piero De Luca, il figlio dell'ex governatore Vincenzo diventato segretario regionale dei dem, ha pronunciato il suo "ubbidisco".

La sua delega è alla Cultura e alla memoria.

Ma tant'è: la sua discesa in campo era attesa. Da troppo tempo quella di de Giovanni era la voce della sinistra più woke, quella che più piace alla segretaria nazionale Elly Schlein. 

Quindi: se non ora, quando?

A dirla tutta, lo scrittore ha subito precisato che si tratta di un ruolo senza compenso e che lo considera solo come un'ulteriore esperienza del suo impegno civile.

Ha anche messo le mani avanti specificando che il suo ruolo nella segreteria regionale del Pd non è propedeutico ad alcuna sua candidatura. 

Ma tant'è: alle elezioni del 2027 manca ancora più di un anno. E la segreteria regionale è per eccellenza la macchina attraverso la quale passano le liste dei candidati alla Camera e al Senato.

Il pensiero politico di Maurizio de Giovanni

De Giovanni si presenta come una voce esterna al partito: interpreta il nuovo ruolo affidatogli da De Luca jr come nient'altro che un contributo sui temi culturali e formativi. Quasi da "tecnico": nega di vedersi come un vero e proprio militante politico magari pronto a scalare il potere.

In ogni caso, però, far parte della segreteria regionale di un partito non è come essere invitato a un convegno. Inevitabilmente, la sua azione influenzerà anche le scelte politiche del Pd. In più, è impossibile sorvolare sul fatto che sembra proprio il candidato ideale del Pd a trazione Schlein. 

La sua affinità con la numero uno del Nazareno è testimoniata dalle sue prese di posizione. Dall'attualità ai temi della politica estera e interna, dalle guerre al ruolo della cultura e del mondo della società civile, de Giovanni sembra il duplicato di Schlein, anche per l'interpretazione "movimentista" del partito.   

De Giovanni, ad esempio, ha ripetutamente sottolineato l’urgenza dell’educazione alla lettura fra i giovani, collegando il calo della pratica della lettura alla debolezza del pensiero critico e della cittadinanza attiva. E non a caso ha indicato la promozione della lettura come priorità operativa nello svolgimento della sua delega.

E dire che, in passato, il suo rapporto con il Pd non è stato affatto facile.

Già nel 2022, ad esempio, prima si era fatto coinvolgere, poi aveva lasciato il comitato costituente del partito citando metodi e modalità di lavoro non rispondenti alle sue aspettative.

Come dire: il suo è un approccio al mondo della politica che vuole apparire pragmatico e indipendente più che frutto di un’adesione ideologica incondizionata.

E poi, alti e bassi con il Pd non li ha avuti anche la stessa Schlein? Nel 2015, non rinnovò la tessera in polemica con l'allora segreteria Renzi su temi come la scuola e il Jobs Act. 

Due anni prima, poi, per protestare contro i 101 franchi tiratori che impallinarono Romano Prodi sulla via del Quirinale, organizzò il movimento "OccupyPd". 

Perché De Luca jr ha voluto de Giovanni nella sua segreteria

Piero De Luca, nel formare la sua squadra nella segreteria del Pd campano, ha voluto unire profili tecnici e figure pubbliche di rilievo.

Come dire: una ventata di aria fresca che mediaticamente, di questi tempi, è un must.

La scelta di De Giovanni risponde, quindi, alla volontà di dare visibilità e competenza non solo alla cultura, considerata strategica per il rilancio civico e politico in Campania, ma all'intera azione politica del partito.

Inserire nella nomenklatura uno scrittore di grande popolarità come lui serve senz'altro a imprimere una svolta civica alla segreteria: a dare un messaggio di apertura alle eccellenze esterne che vale oro nell'imminenza delle elezioni politiche del 2027.

E de Giovanni, da parte sua, ha annunciato finanche di lasciare la presidenza della Fondazione Premio Napoli pur di rivestire il suo nuovo ruolo. Al suo posto, potrebbe subentrargli Roberto Saviano. Forse, un altro nome nel taccuino dei candidati dei sogni di Elly Schlein. 

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