L'agenzia americana S&P (Standard and Poor's Corporation) ha dato conferma del rating BBB (un rating medio, dunque) dell'Italia, con outlook stabile. Si prevede che il debito del governo e la sua sensibilità alle condizioni rimarranno elevati, rendendo così il Paese "particolarmente sensibile a un deterioramento delle condizioni di finanziamento". Il 21 aprile l’agenzia S&P aveva confermato il rating dell’Italia con valutazione BBB, mantenendo l’outlook stabile e attribuendo al governo un approccio prudenziale sui conti. L'ultimo rating, invece, tiene conto della manovra del Governo Meloni.
S&P per il 2023 preve un Pil in crescita dello 0,9%. La crescita economica italiana decelererà nel 2023 e nel 2024, mentre per il 2025 è prevista una crescita del Pil italiano sopra l'1%. L'obiettivo del governo è dello 0,8% per l'anno corrente, dello 0,7% il prossimo e dell'1,3% nel 2025. Il consolidamento di bilancio sarà più lento del previsto dopo al revisione dei target del deficit del governo. S&P a tal proposito prevede un deficit al 5,5% del pil nel 2023. Un dato che "in parte riflette l'ulteriore 0,8% di spese" derivanti dagli incentivi del superbonus.
Il risanamento del bilancio sarà più graduale di quanto previsto in precedenza, a causa del rallentamento economico e dell’aumento dei pagamenti di interessi in percentuale del PIL, che raggiungeranno il 4,2% l’anno prossimo rispetto al 3,6% nel 2021.
In conclusione alla nota di S&P si legge che è possibile che i rating vengano abbassati, se "la traiettoria di bilancio del Governo si discostasse significativamente dai suoi obiettivi". la crescita economica e le finanze pubbliche sono sensibilmente dipendenti dall'attuazione delle riforme strutturali economiche e di bilancio. Un'attuazione solo parziale di tali riforme (e in particolare quelle legate all’erogazione dei fondi Ue del Pnrr) comporterebbe rischi per la crescita economica, esercitando così anche una pressione al ribasso sul rating.