14 Cos'è il seracco e come si è staccato dal Montebianco? Il crollo sul versante francese causa morti e feriti
05 Aug, 2024 - 12:04

Cos'è il seracco e come si è staccato dal Montebianco? Il crollo sul versante francese causa morti e feriti

Cos'è il seracco e come si è staccato dal Montebianco? Il crollo sul versante francese causa morti e feriti

Cos’è il seracco? Il bilancio del crollo avvenuto questa mattina sul versante francese del Monte Bianco è molto pesante. Al momento la prefettura dell'Alta Savoia ha confermato il decesso di una persona e il ferimento di altri quattro alpinisti. Uno di essi sarebbe in condizioni molto gravi.

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La disgrazia è accaduta intorno alle ore 3:00 di oggi, lunedì 5 agosto 2024, nel settore del Mont Blanc du Tacul, ad una quota di 4.100 metri.

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Le operazioni di soccorso sono ancora in corso. Appena dato l’allarme, sul posto sono intervenuti elicotteri della gendarmeria nazionale e della protezione civile francese, mentre da terra due squadre cinofile cercavano eventuali dispersi.

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Gli alpinisti coinvolti nell’incidente sono stati trasportati negli ospedali di Sallanches e Annecy.

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Cos’è il seracco: le caratteristiche geofisiche

Il termine seracco indica un profilo di ghiaccio, caratterizzato da dimensioni variabili. A seconda dei casi, può assumere una forma a torre oppure a pinnacolo. Sebbene sia luogo comune identificare il seracco come sinonimo di un crepaccio, in verità esistono sostanziali differenze tra i due fenomeni geofisici.

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È vero che entrambi hanno origine dai ghiacciai, ma il crepaccio è una alterazione della roccia conseguente all’erosione dovuta al ghiacciaio stesso.

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Il seracco, invece, è molto più imprevedibile. La spaccatura del ghiaccio che determina il seracco infatti avviene a causa di brusche mutazioni della pendenza del ghiacciaio stesso. Le conseguenze possono essere molto distruttive. Anche un piccolo scorrimento tra i blocchi può determinare distaccamenti e cadute improvvise.

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L’origine della parola seracco è abbastanza bizzarra. Il primo ad utilizzare questo termine per indicare i blocchi di ghiaccio fu l’alpinista svizzero Horace-Bénédict de Saussure alla fine del 1700. A causa della forma che ricordava un tipico formaggio svizzero, l’alpinista adottò il vocabolo della lingua romancia serai derivata a sua volta dal latino serum.

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Generalmente i seracchi hanno dimensioni notevoli che possono arrivare anche a centinaia di metri. Tra i più famosi troviamo la conformazione al Collo di Bottiglia del K2, quella sul Kanchenjunga sull’Himalaya, e le seraccate a nord-est del Piz Roseg e a nord della Dent d'Hérens e del Lyskamm, entrambe sulle Alpi.

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Un seracco avviene sempre quando il ghiaccio supera il limite fisico di plasticità. Il blocco non è più in grado di immagazzinare e trattenere la tensione interna e il materiale non ha più riserve energetiche per impedire la rottura. La frattura è poi connessa ad un’improvvisa e brusca rottura del pendio del substrato roccioso su cui si poggia o di una parete a cui il seracco è appeso.

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Come si è staccato dal Monte Bianco?

Proprio per la sua imprevedibilità, il crollo di un seracco è uno dei fenomeni più pericolosi in alta montagna. È una delle cause di morte più ricorrenti per gli alpinisti ma produce effetti terrificanti anche per i centri abitati a valle del ghiacciaio. Questo perché, con il suo movimento, il blocco di ghiaccio può frantumarsi e innescare cadute in serie fino a determinare quello che in gergo tecnico è definito come colata detritica.

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Poiché il materiale in movimento è ghiaccio, il crollo di un seracco è nettamente più distruttivo di una valanga.

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Oltretutto, a differenza di quest’ultima, la caduta di un seracco è difficilmente prevedibile con anticipo perché dipende dall’equilibrio energetico all’interno del ghiacciaio e non dalle condizioni meteorologiche, dalla variazione di temperatura o dallo stato del manto nevoso. Il meccanismo si può innescare, perciò, in qualsiasi momento e senza preavviso.

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Dalle prime fonti ufficiali, la caduta del seracco sul versante francese del Monte Bianco è avvenuta per motivi naturali e pertanto rientra esattamente nella definizione del fenomeno stesso. Non erano presenti condizioni meteorologiche avverse e pertanto la causa del crollo è imputabile unicamente ai delicati equilibri tra ghiacciaio e parete rocciosa.

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Valentina Todaro
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