Fra i leghisti che ironizzano su un appiattimento sul PD e i forzisti che predicano calma e assicurano unità d'intenti, Fratelli d'Italia si è trovato ancora una volta tirato in mezzo e costretto alla scomoda posizione di paciere.
Il partito di Giorgia Meloni sembra vedere con un certo disagio il litigio fra Lega e Forza Italia riguardo la riduzione o meno del canone Rai, argomento caro ai leghisti ma che non scalda i cuori dei forzisti. Fra necessità di stare attenti al bilancio statale e di mantenere le promesse elettorali, si registrano anche le prime ripicche che bloccano il Dl fiscale alla Commissione bilancio in Senato.
Giovanni Donzelli di FdI predica calma: "Nonostante l’incidente che resta, troveremo una soluzione. Fare da pacieri con Salvini e Tajani? Noi parliamo sempre con tutti e non c'è bisogno di fare da pacieri".
Se questo è il grado di serenità nella coalizione di centrodestra, forse Giovanni Donzelli dovrebbe rivedere (al ribasso) i suoi parametri. Il responsabile dell'organizzazione di Fratelli d'Italia ha cercato di spegnere un potenziale litigio che sta nascendo fra Forza Italia e Lega: oggetto del contendere, il canone Rai.
I forzisti fermano la proposta leghista di ridurlo da 90 a 70 euro, o per meglio dire di estendere questa riduzione a tutto il 2025. Mancando così circa 400 milioni di introiti alla Rai, questo il ragionamento di FI, sarebbe poi necessario recuperarli non soltanto aumentando il numero di spot pubblicitari ma anche grazie all'aumento o introduzione di altre tasse.
Un qualcosa, questo, in contrapposizione netta con la stessa ragion d'essere del governo, che con l'ultima manovra di bilancio ha ripetuto più volte di aver stanziato ingenti finanziamenti alla sanità e al ceto medio. Donzelli, come accennato, ammette che ci sono frizioni, ma il tutto rientrerebbe nelle normali discussioni che due partiti diversi possono avere durante la legislatura:
Anche Maurizio Lupi di Noi Moderati e Maurizio Gasparri di FI hanno ripetuto a mezzo stampa e sui social che non ci sono problemi e che ognuno può avanzare le proposte che ritiene più opportune, ma così facendo sembra venir meno la necessità dell'ultimo vertice di maggioranza nell'abitazione privata della premier Giorgia Meloni, avvenuto il 24 novembre 2024 insieme a Matteo Salvini e Antonio Tajani.
Pure aveva fatto rumore l'assenza forzista nel Cdm del 25 novembre e sempre Donzelli aveva assicurato che la maggioranza era compatta su tutte le questioni più importanti nel suo lavoro.
Dal lato leghista si preannunzia aria di tempesta, anzi, sembra che siano anche arrivati i primi nuvoloni carichi di pioggia a rovinare quest'ultima settimana di novembre per il governo. Incassata con qualche fatica la nomina di Raffaele Fitto al Parlamento europeo, si è aperta infatti la questione sul canone Rai, portando Lega e Forza Italia ad una serie di sgambetti definiti subito dalle opposizioni "imbarazzanti".
Luogo dello scontro è la Commissione bilancio in Senato, dove i rappresentanti leghisti hanno opposto il proprio no ad un emendamento sulla sanità calabrese, presentato da Forza Italia. Probabile che il governatore della regione, il forzista Roberto Occhiuto, accetti con dispiacere un qualcosa che il suo partito di riferimento stava realizzando per un settore - la sanità appunto - in grave difficoltà in tante città della Calabria.
#Canonerai, #Romeo della #Lega punge: "Riduzione per noi importante, prendiamo atto dello stop. #ForzaItalia spieghi agli elettori perché ha fatto così"#27novembre pic.twitter.com/s7NJermXRL
— Tag24 (@Tag24news) November 27, 2024
Una ripicca per il no convinto di Occhiuto all'autonomia differenziata? Se non è possibile sondare i pensieri dei singoli politici, restano le loro dichiarazioni che hanno creato due schieramenti ben distinti. Dalla Lega si fa notare che ridurre una spesa per le famiglie italiane è coerente con la loro idea di bilancio e di attività governativa, mentre da Forza Italia si oppone la necessità di recuperare quelle risorse che servirebbero a realizzare quel taglio.
Da Claudio Borghi ad Andrea Crippa e Massimiliano Romeo, la posizione del partito di Matteo Salvini è chiara: il canone Rai va abolito e ciò era una necessità ben presente fin da quando il governo si è formato nel 2022.
Perché Forza Italia, come suggerisce sarcasticamente Borghi, deve appiattirsi alla sinistra che da sempre viene demonizzata dal centrodestra come causa di tutti gli aumenti di tasse avvenuti in Italia? Sembra rispondergli a distanza Romeo, che afferma:
Una situazione del genere, da tutti contro tutti, non poteva che ingolosire le opposizioni, che sperano così di trovare un terreno comune per cementare ancor di più i loro rapporti. Nonostante la Costituente dei 5Stelle dovrà essere ripetuta, mettendo per un attimo in stand by la definizione di "progressisti indipendenti", Giuseppe Conte chiede alla premier Meloni una parola su cosa stia succedendo appena fuori gli uffici del suo governo.