Se la situazione in questi giorni sembrava davvero grama, oggi si è arrivati ad un punto che potrebbe ben presto aggravare ancora di più le cose. In un'intervista ad Affariitaliani.it il forzista Raffaele Nevi ha definito il leader della Lega un "paraculetto", accusandolo di voler usare l'abolizione del canone Rai per distrarre elettori e non dai problemi del suo partito.
Nevi giudica anche la proposta leghista come un qualcosa che nuocerebbe troppo al funzionamento sia della Rai che di Mediaset, ritenendola incompatibile col programma elettorale di Forza Italia. Dalla Lega però si fa notare che l'abolizione del canone fa parte a sua volta delle proprie promesse elettorali e che a "darsi una calmata" dovrebbero essere proprio i forzisti.
Il leghista Igor Iezzi ironizza: "La Lega non smette la sua battaglia sul canone Rai, Nepi chiede di abbassare i toni alzandoli, è carina come cosa".
Non ci sono problemi, tutto va bene anche se a qualcuno piace punzecchiare gli altri. L'attività comunicativa di Fratelli d'Italia, Forza Italia e Lega in questi giorni oscilla fra ostentazione di tranquillità e attacchi contro questa o quella dichiarazione, contro questa o quella decisione.
Un salto di "qualità" si è avuto però oggi 28 novembre 2024, quando il portavoce nazionale e vicecapogruppo vicario FI alla Camera Raffaele Nevi in un'intervista ad Affariitaliani.it ha pensato bene di spostare il focus delle critiche di partito da temi generali ad una persona in carne ed ossa. Il bersaglio scelto è di quelli davvero importanti, e cioè Matteo Salvini.
Poi, arriva anche una stoccata che suona tanto come un avvertimento:
Nevi riesce quindi a riscaldare ancor di più gli animi, quasi dimentico di tutto ciò che è avvenuto negli ultimi giorni. Se i big di tutti i partiti del centrodestra, da FdI alla Lega passando per FI, si stanno sbracciando per rassicurare elettori e non che il governo funziona a meraviglia e che ognuno è libero di dire la propria, sembra giunto però anche il momento di mettere un freno ad alcune parole dette troppo in libertà.
Il canone Rai, che la Lega vorrebbe abolire mentre Forza Italia ritiene inutile la proposta perché danneggerebbe troppo il funzionamento dell'emittente nazionale pubblica.
L'intervista ad Affariitaliani.it ha aperto come si poteva facilmente immaginare un vaso di Pandora fatto di risposte piccate da un lato all'altro: stupisce però che, come si è visto, a restare coinvolti siano stati due partiti della maggioranza.
In questi ultimi mesi le elezioni regionali in Liguria, Emilia-Romagna ed Umbria hanno indicato che FI è il secondo partito della coalizione mentre la Lega ha perso molti voti rispetto al periodo d'oro del 2018-2019. Tanti i motivi che hanno portato a questa situazione, ma sia Tajani che Salvini hanno deciso di sfruttare la situazione a proprio vantaggio o per uscire da un momento di difficoltà.
Questo scenario potrebbe spiegare le tensioni fra i due partiti, che sembrano considerare stretta la posizione che per l'appunto si sono ricavati nel centrodestra. L'unità della coalizione torna nella rettifica che Nevi è poco dopo costretto a pubblicare per spiegare la sua versione dei fatti:
Da Donzelli a Gasparri, in tanti si stanno sbracciando in queste ore per negare che la maggioranza di governo sia in difficoltà e che rallenti il lavoro della premier Meloni. Nevi, nella sua risposta, fa leva su quest'argomento, scaricando la colpa sia su chi ha capito male sia sulla "sinistra" che vorrebbe creare e cavalcare una polemica sul nulla, così come su chi sembra essersi offeso per le sue parole.
Insomma, sarebbe colpa di chi ha traviato il senso della sua intervista, non tanto la sua nel chiamare una certa persona con un certo epiteto.
Ormai però sembra che FI e Lega facciano a gara a rivendicare la presenza nei propri programmi elettorali di misure che prima o poi vorrebbero anche vedere trasformare in legge. Iezzi, in un tweet di ieri 27 novembre, ricorda che "serve votare bene", altrimenti ci si ritrova in una situazione complessa come quella di oggi.
Il clima, considerato tutto ciò, non sembra tranquillo e - anzi - sembra peggiorare di ora in ora. Sarà necessario un intervento della stessa premier Meloni, che da brava "maestra" divide i due litiganti e fa valere la propria autorità?
Possibile, come possibile che la situazione diventi ancora più incandescente grazie anche a queste "fughe in avanti" da parte di esponenti leghisti o forzisti. L'intervista di Nevi, considerata anche una rettifica abbastanza claudicante nei contenuti e nei toni, non ha lasciato certamente soddisfatti dalle parti di via Bellerio.
Igor Iezzi, leghista e capogruppo nella Commissione Affari Costituzionali alla Camera, è stato intercettato fuori Montecitorio e naturalmente gli è stato chiesto un parere sulle affermazioni di Nevi e - più in generale - di cosa stia succedendo fra Lega e Forza Italia.
Iezzi puntualizza che il voto contrario ad un emendamento sulla sanità calabrese non è una ripicca per quando accaduto sul canone Rai, perché questi aveva avuto luce verde dallo stesso governo: è però naturale storcere il naso quando le intenzioni e i voti di un partito della maggioranza si appiattiscono alla fine su quelle delle opposizioni.
Sono i forzisti a dover abbassare i toni, specie considerando il tipo di commento che è a monte di tutto il battibecco politico che si è sviluppato nella giornata odierna.