30 Dec, 2024 - 20:31

Come sarà il 2025 di Giorgia Meloni, la sfida della fase 2 del Governo

Come sarà il 2025 di Giorgia Meloni, la sfida della fase 2 del Governo

Giorgia Meloni sta chiudendo il 2024, il secondo anno del suo Governo, senza conoscere il significato della parola "volatilità". In politica, la si utilizza volendo intendere il calo di consensi che arriva puntuale per quasi tutti coloro che governano dopo il picco che toccano subito dopo la loro elezione.

Tutti i leader conoscono la cosiddetta luna di miele. Ma, tempo qualche mese, di solito fino alla prima legge di Bilancio, i rapporti con l'elettorato cominciano ad incrinarsi. Per Giorgia Meloni, invece, no. I sondaggi, vedi quello di Pagnoncelli che le assegna ancora un alto indice di gradimento (il 42%) e registra un aumento di consensi per il suo partito, Fratelli d'Italia (primo col 27,6%, +1,6% rispetto al dato delle politiche del 2022) le offrono un patrimonio, che la donna più potente d'Europa (così l'ha incoronata Politico una ventina di giorni fa) può spendere nel 2025, quando inizierà la fase due del suo governo: ad aprile, infatti, farà il suo giro di boa.

Il 2025 di Giorgia Meloni, la sfida della fase 2

Il 2025, quindi, per Giorgia Meloni, può essere l'anno della definitiva consacrazione. Ma a patto che non pensi a galleggiare in attesa delle prossime politiche, ma che affondi i colpi cercando di avere successo laddove tutti hanno fallito: nelle riforme strutturali che attende il nostro Paese.

Ora: lei si è dimostrata una maestra di realpolitik. Quindi, è da prevedere che, almeno nella prima parte dell'anno nuovo, premierato e Autonomia differenziata non saranno le priorità della sua azione politica. Sta di fatto che i pianeti, invece, sembrano che si stiano allineando per la terza, grande riforma che il centrodestra ha in cantiere: quella della giustizia. La separazione delle carriere, tra magistrati inquirenti e giudicanti, con un pò di fortuna, e la riforma del Csm possono diventare realtà prima della prossima estate. Il ministro Carlo Nordio, in tal senso, è davvero l'uomo del suo destino.

I rapporti con gli Usa e l'Europa

E comunque: Politico ha incoronato Giorgia Meloni donna più potente d'Europa con la motivazione che Elon Musk, quando ha bisogno di qualcosa nel nostro continente, "chiama lei". Ora, a gennaio, si insedierà la nuova amministrazione Trump a Washington e, inevitabilmente, inizierà una nuova partita, a cominciare dalla politica commerciale che vorrà impostare il tycoon.

Ma c'è da dire che comunque la premier ha aperto un canale di interlocuzione importante con Ursula Von der Leyen a Bruxelles, dove il vicepresidente della Commissione Raffaele Fitto è il suo uomo all'Havana, e che, sul fronte orientale, tiene sostanzialmente botta davanti alla prepotenza di Putin in Ucraina. Come dire: ha comunque le sue carte da giocare. Anche nella crisi Mediorientale, dove l'Italia può essere un alleato prezioso in ambito Nato.

L'economia e il Ponte: sarà l'anno giusto?

Dal punto di vista economico, i conti sostanzialmente tengono, lo sviluppo un pò meno. E questo potrebbe essere con la giustizia un altro punto su cui Giorgia Meloni potrebbe spendere la sua popolarità: perché non mettere a terra i soldi del Pnrr e, in generale, quelli che ci dà l'Europa, è un peccato mortale per un Paese come il nostro. Il quale, ora, segna il record di occupazione al 62,3% ma è pur sempre 9 punti sotto la media Ue.

In ogni caso: il 2025 dovrebbe essere anche l'anno dell'inaugurazione del cantiere dell'opera pubblica più importante che l'Italia attende dalla sua fondazione: quello del Ponte di Messina. Se questa volta tutto fila liscio, la premier dimostrerà di avere anche quella dote che Napoleone prediligeva quando doveva scegliere un Generale del suo esercito: la fortuna.

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Giovanni Santaniello
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