Sono passati tre giorni da quando, il 17 gennaio 2025, la ministra del Turismo, Daniela Santanchè, è stata rinviata a giudizio per concorso in falso in bilancio di Visibilia: il suo processo inizierà giusto fra due mesi, il 20 marzo al Tribunale di Milano.
Per Santanchè saranno quindi mesi difficili, considerando che la ministra aveva espresso l'intenzione di restare nella propria posizione a meno che la premier Giorgia Meloni non le avesse chiesto un passo indietro.
Da Fratelli d'Italia, partito al quale appartiene la ministra del Turismo, non sono arrivati attestati di fiducia o di contestazione sulla consistenza delle accuse mosse a Santanchè. Un silenzio che fa rumore, considerato che Lega e Forza Italia si sono dichiarati in alcune note "garantisti": non serve a nulla chiedere le dimissioni se non c'è una condanna definitiva.
Il Movimento 5Stelle però non ne è convinto, arrivando oggi 20 gennaio a presentare una mozione di sfiducia alla Camera e al Senato per chiedere le dimissioni di Santanchè. Di questo passo sono convinti anche +Europa, AVS e Partito Democratico.
Una notizia che aveva fatto rumore e che sembra riproporre ancora una volta un quesito che a questo governo non piace: rimpasto o no? Il rinvio a giudizio della ministra del Turismo Daniela Santanchè non è - probabilmente - un fulmine a ciel sereno per Fratelli d'Italia, ma fa specie che dopo 3 giorni nessun esponente di peso del partito si sia speso in difesa della ministra.
A Santanchè, insieme ad altre 15 persone, è contestato un concorso in falso in bilancio per le presunte irregolarità nelle comunicazioni sociali di Visibilia, società nella quale ha figurato dal 2014 al 2021 in ruoli apicali. Sul capo della ministra pesa anche un'altra inchiesta: una presunta truffa ai danni dell'Inps per usufruire senza titolo dei fondi per la cassa Covid.
In una nota i capigruppo M5S di Camera e Senato, Francesco Silvestri e Stefano Patuanelli, hanno deciso di passare all'attacco e hanno offerto lo spunto politico di giornata: servono le dimissioni urgenti di Santanchè dal suo ruolo istituzionale, lamentando gravissime motivazioni di "inopportunità politica" a causa del recente sviluppo giudiziario:
La mossa dei pentastellati è stata accolta con favore anche dagli alleati dell'opposizione, da Riccardo Magi di +Europa e Debora Serracchiani del Partito Democratico, passando anche per il capogruppo di AVS Peppe De Cristofaro.
Un momento di unione dopo che, recentemente, questi partiti si erano divisi sulla riforma che ha introdotto in Italia la separazione delle carriere per i magistrati, che ha visto +Europa votare a favore mentre i pentastellati, i dem e i verdi hanno continuato nel loro rifiuto.
Ora basta. Abbiamo presentato una nuova mozione di sfiducia contro la Ministra Santanchè, metteremo di nuovo il Governo con le spalle al muro di fronte al Parlamento e agli italiani. Se pensano di far finta di nulla come al solito si sbagliano di grosso.
— Giuseppe Conte (@GiuseppeConteIT) January 20, 2025
Meloni che urlava allo… pic.twitter.com/HsnHRgx6Zn
Una campagna per promuovere il turismo, Open to Meraviglia, talmente imbarazzante che ci ha reso zimbelli in tutto il mondo; la difesa della lobby dei balneari di cui fa parte; la difesa della corporazione dei tassisti nonostante le file alle stazioni e negli aeroporti siano il… pic.twitter.com/qVbMLOZnIJ
— Riccardo Magi (@riccardomagi) January 17, 2025
Il M5S spera così di ottenere una pesante vittoria politica, fallita l'aprile scorso quando un'altra mozione di sfiducia presentata contro Santanchè era stata respinta. In quell'occasione la tenuta dell'intero governo era stata in qualche modo rinforzata dall'attacco temerario delle opposizioni, ma si era prima della questione che poi coinvolge l'ex ministro Gennaro Sangiuliano e Maria Rosaria Boccia.
Quest'ultima circostanza, che poi ha portato alle dimissioni dell'ex direttore del Tg2 sostituito da Alessandro Giuli, viene utilizzata per segnare una netta e particolare differenza nelle azioni e nelle dichiarazioni rilasciate in questi giorni da Fratelli d'Italia.
Se qualcuno obiettasse in questo momento che non ci sono state difese per Santanchè, avrebbe ragione: dal partito di Meloni non ci sono state dichiarazioni di difesa nei suoi confronti o di attacco alla "magistratura politicizzata", né allusioni a "inchieste ad orologeria" per colpire qualcuno di scomodo.
Tutti attaccano il ministro Santanche perché é stata rinviata a giudizio. Cretini, il rinvio a giudizio non é una sentenza.
— Vittorio Feltri (@vfeltri) January 20, 2025
Due difese di circostanza, a voler esser precisi, ci sono state. Una l'ha espressa, ospite ad "Agorà" di Rai3, Alberto Balboni, presidente della Commissione Affari costituzionali a Palazzo Madama per Fratelli d'Italia: il valore politico della dichiarazione è debole e potrebbe riassumersi nell'idea che Santanchè non ha fatto nulla di punibile durante la sua attività da ministra.
La seconda difesa d'ufficio era stata espressa da Gianluca Caramanna, consigliere di Santanchè e papabile sostituto. Prima però di analizzare la sua dichiarazione, oggi è stato il turno anche del presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico della Statale:
Come accaduto anche con Forza Italia, i leghisti sembrano ricambiare il favore di quando il loro leader Matteo Salvini era sotto processo per il caso Open Arms: Fontana ricorda che se fossero arrivate le sue dimissioni, sarebbe stato un danno politico gravissimo a fronte della successiva assoluzione.
Nel momento in cui sui media si affacciava il ruolo di Boccia nel premere su Sangiuliano per avere un ruolo ministeriale, da FdI erano arrivate difese e dichiarazioni più consistenti, arrivando anche a sminuire le accuse lanciate da Boccia e catalogandole come mistificazioni.
Leghisti e forzisti ricordano in queste ore come si sia colpevoli soltanto dopo tre gradi di giudizio e non prima. Se questo è vero, come lo è, è certamente altrettanto vero che nel governo (e principalmente nella mente di Meloni) ci si chiede fino a che punto spingersi per difenderne l'unità.
"Gelo", "abbandono" e "imbarazzo" sono termini che in questi casi non vengono lesinati per indicare il rapporto che sembrerebbe essersi creato fra Santanchè e gli esponenti di FdI, con la preoccupazione della ministra di non godere dei favori di diversi esponenti all'interno del partito.
Santanchè dovrebbe andare insieme alla premier a Gedda (Arabia Saudita) il 29 gennaio per un evento istituzionale, ma secondo alcuni è possibile che le due si incontrino privatamente già il 21 o il 22.
#Santanchè #Avs
— Sinistra Italiana (@SI_sinistra) January 20, 2025
Firma anche tu la richiesta di dimissioni: https://t.co/4HZoFQ1DFo pic.twitter.com/uGbL9cS4Qi
La sua eventuale sostituzione ripropone a Meloni il problema della scelta del nome: in questo momento Caramanna, dal 2022 deputato alla Camera e già responsabile per il turismo in FdI, è uno dei nomi più papabili e insieme a Balboni è stato l'unico meloniano a esporsi pubblicamente in favore di Santanchè.
Santanchè rinviata a giudizio: l’accusa è quella di aver falsificato tutti i bilanci di Visibilia dal 2014 con l’obiettivo di occultare le perdite dei suoi giornali. #Report ora in diretta su #Rai3????https://t.co/ncB8yhNcVj pic.twitter.com/NzimgqjW2d
— Report (@reportrai3) January 19, 2025
A suo favore non giocherebbe soltanto la conoscenza della materia, ma Caramanna (nato a Florsheim, nel sud della Germania, e cresciuto a Roma) può anche vantare un'amicizia e una conoscenza personale con Meloni.
In tal modo, la premier potrebbe assicurarsi un ministro agli occhi suoi competente e "di famiglia", lasciando ancora una volta a bocca asciutta forzisti ma soprattutto leghisti.
La ministra del Turismo, Daniela Santanchè, è stata rinviata a giudizio per concorso in falso in bilancio in relazione alle irregolarità di Visibilia, società in cui ha ricoperto ruoli apicali. Inoltre, è accusata di truffa per ottenere fondi Covid indebitamente.
Il Movimento 5 Stelle ha presentato una mozione di sfiducia per chiedere le dimissioni di Santanchè, accusandola di "inopportunità politica". Anche altri partiti di opposizione, come +Europa, AVS e il Partito Democratico, hanno supportato questa richiesta.
In Fratelli d'Italia, il silenzio sulla situazione della ministra è stato notato, con alcune difese deboli e dichiarazioni di garantismo da esponenti come Alberto Balboni e del leghista Attilio Fontana. Si vocifera anche di una possibile sostituzione di Santanchè con Gianluca Caramanna, che gode di buoni rapporti con la premier Meloni.