22 Jan, 2025 - 12:54

Almasri, la scarcerazione del generale libico allarma le opposizioni: "Meloni e Nordio chiariscano in Parlamento"

Almasri, la scarcerazione del generale libico allarma le opposizioni: "Meloni e Nordio chiariscano in Parlamento"

Nella mente di molti c'è ancora la (probabile) trattativa che ha messo di fronte Italia e Iran per la liberazione della giornalista Cecilia Sala, detenuta in un carcere iraniano per quasi due settimane a cavallo fra 2024 e 2025 come ritorsione per l'arresto su territorio italiano dell'ingegnere Mohammad Abedini Najafabad.

Considerato questo contesto, ciò che è accaduto col generale libico Njeem Osama Almasri Hoabish ha sollevato più di un qualche interrogativo nelle opposizioni: perché le autorità italiane ne hanno disposto la liberazione e scarcerazione dopo nemmeno 96 ore di fermo a Torino?

Almasri, accusato dalla Corte penale internazionale (CPI) di crimini contro l'umanità e di guerra, è tornato in Libia accolto all'aeroporto da una folla festante ma soprattutto su un aereo italiano. AVS, Partito Democratico e +Europa hanno chiesto che la premier Giorgia Meloni e il ministro della Giustizia Carlo Nordio riferiscano in parlamento su una vicenda che ha molti punti oscuri.

Perché il generale libico Almasri è stato liberato?

La figura di Osama Njeem Elamsry, detto Almasri, è stata al centro di molte analisi da parte di ONG internazionali come Amnesty International, che hanno letto la sua ascesa nei ranghi giudiziari e militari libici come un ringraziamento per la sua attività nelle prigioni di Mitiga, Jdeida, Ruwaimi e Ain Zara.

Proprio qui si concentrano le accuse elaborate dalla Corte penale internazionale (CPI), che ha accusato Almasri di crimini contro l'umanità e di guerra per aver ucciso, torturato e imprigionato senza un giusto processo centinaia di persone specialmente nel carcere di Mitiga, utilizzandole anche per la costruzione del locale aeroporto.

Nel confuso contesto che oppone ormai molti schieramenti in quello che un tempo era uno stato unitario, cioè la Libia, Almasri era considerato una figura "di spicco" per la sua brutalità e per la violenza messa in campo contro le manifestazioni di dissenso nei territori contro cui operava.

Fermato a Torino il 18 gennaio 2025, Almasri è stato rilasciato nella tarda mattinata del 21: un aereo fornito dall'Aeronautica militare lo ha riportato in Libia la sera dello stesso giorno. Il generale libico è stato accolto lì da una folla in festa, felice che le proteste dell'autorità tripolitane abbiano avuto quest'effetto sulle omologhe italiane.

Perché queste non hanno dato seguito al mandato di arresto della CPI? Secondo un'ipotesi circolata nelle ultime ore, c'è stato un errore procedurale in base al fermo lampo di Almasri: il suo arresto sarebbe avvenuto senza le rituali consultazioni con il ministero della Giustizia, che ha l'incarico di gestire i rapporti con la Corte Penale internazionale.

La Corte d'Appello di Roma, constatando che dal ministro della Giustizia Carlo Nordio non è arrivata nessuna richiesta in merito agli atti giunti dalla Procura di Torino, ha dichiarato che l'arresto di Amasri era "irrituale", disponendone l'immediata scarcerazione dal carcere delle Vallette.

Le opposizioni: "L'Italia ha violato i trattati internazionali"

La decisione di far tornare in Libia una figura come Almasri, per di più su un veicolo di stato preparato fin dalla tarda mattinata del 21 gennaio, non è andata giù alle opposizioni. Da AVS al Partito Democratico, passando per il Movimento 5Stelle e +Europa sono tutti d'accordo che la situazione - allo stato attuale delle cose - è poco e nulla chiara.

Il vicepresidente di Alleanza Verdi e Sinistra Marco Grimaldi, intervenendo in Parlamento, mette in evidenza proprio lo sfasamento di tempi fra il primo arresto di Almasri (avvenuto dopo aver assistito alla partita fra Juventus e Milan allo Juventus Stadium) e il suo ritorno in Libia, così come la lentezza da parte del Ministero della Giustizia di chiedere gli atti per procedere all'arresto del libico:

virgolette
Chiedevamo come mai un uomo con mandato d’arresto si aggirasse liberamente per il nostro Paese. Ma non abbiamo fatto in tempo neanche a fare i complimenti al lavoro della Digos di Torino. Il Governo Meloni non convalida l’arresto con la scusa di un errore procedurale, peccato che l’aereo messo a disposizione dal Governo fosse già pronto la mattina, un Falcon 900 dell’Aeronautica Militare. E a Tripoli è subito festa.

Il deputato dem Paolo Ciani fa presente, sempre in Parlamento, che non è possibile per l'Italia far finta di nulla dinanzi a una richiesta della CPI: considerato però che è lo stesso governo che si è spaccato sulla possibilità di arrestare il premier israeliano Benjamin Netanyahu (Matteo Salvini non avrebbe voluto, Antonio Tajani ha svicolato dalla questione), è quantomeno peculiare che non ci si sia attivati per fermare una persona coinvolta da accuse così pesanti.

virgolette
Questa decisione, che rappresenta una violazione degli impegni assunti dal nostro Paese nei confronti della Corte Penale Internazionale, appare come il risultato di una scelta politica sulla quale è indispensabile garantire piena trasparenza. Il Governo ha il dovere di fornire spiegazioni chiare e dettagliate per ristabilire la credibilità dell’azione dello Stato e riaffermare l’impegno dell’Italia verso la giustizia internazionale.

Dai parlamentari pentastellati delle commissioni Esteri e Giustizia di Camera e Senato è giunta una nota comune che adombra una motivazione politica per vicenda Almarsi: liberare una pedina importante anche nella lotta non soltanto contro i trafficanti di esseri umani, ma anche contro i gruppi di fondamentalisti islamici dell'Is è un modo per tenere a bada le locali autorità libiche?

Per rispondere a queste e ad altre domande è necessario, secondo le opposizioni, che Giorgia Meloni e Nordio vengano a riferire in Parlamento: la premier e il ministro della Giustizia hanno l'obbligo di spiegare perché il generale libico sia tornato in così poco tempo a Tripoli.

Meloni nel 2023 dichiarava "guerra" ai trafficanti di esseri umani

Un punto forse curioso della vicenda, sottolineato anche dal coportavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Avs Angelo Bonelli, è che nel 2023 Meloni aveva dichiarato guerra ai trafficanti di esseri umani, minacciandoli di cercarli e arrestarli in tutto il globo terracqueo.

L'occasione era il discorso che la presidente del Consiglio tenne nel settembre 2023 nella sede dell'ONU, chiedendo a tutti gli stati lì presenti di non voltarsi dall'altra parte e di unirsi contro i "trafficanti di morte".

Molta dell'attività legislativa di questo governo, in effetti, si può spiegare con l'ossessione di mostrare i muscoli a ogni occasione: come accaduto nel caso della gestazione per altri, Meloni ha introdotto leggi che sulla carta dovrebbero punire per ciò che è considerato reato in Italia i cittadini anche di altri paesi (e che magari non considerano reato ciò di cui sono accusati).

Almasri, uno dei capi dell’Unità della polizia giudiziaria islamica di Tripoli e delle Forze speciali di deterrenza (la Rada, gruppo paramilitare che ad oggi si trova nella regione ad est di Tripoli a supporto del governo), ha potuto far ritorno così fra amici e familiari, mentre il governo locale riaccoglie un suo esponente di spicco.

I tre punti salienti dell'articolo

  • Liberazione di Almasri e interrogativi politici: il generale libico Osama Njeem Almasri, accusato di crimini contro l'umanità dalla Corte Penale Internazionale (CPI), è stato arrestato in Italia il 18 gennaio 2025 e rilasciato dopo 96 ore, senza che venisse convalidato l'arresto dalla giustizia italiana, suscitando critiche politiche per l'irregolarità procedurale e la mancanza di una spiegazione ufficiale.

  • Controversie e accuse di violazione dei trattati internazionali: l'opposizione politica accusa il governo italiano di aver violato gli impegni internazionali, ritenendo che la decisione di liberare Almasri possa essere legata a motivazioni politiche, tra cui la necessità di mantenere buoni rapporti con le autorità libiche, specialmente riguardo alla lotta contro il traffico di esseri umani e i gruppi estremisti.

  • Richiesta di chiarimenti al governo: le opposizioni, inclusi partiti come il Partito Democratico e +Europa, chiedono al governo italiano, in particolare alla premier Giorgia Meloni e al ministro della Giustizia Carlo Nordio, di fornire spiegazioni dettagliate in Parlamento riguardo alla decisione di far tornare Almasri in Libia così rapidamente, sottolineando l'importanza della trasparenza per riaffermare l'impegno dell'Italia verso la giustizia internazionale.

AUTORE
foto autore
Pasquale Narciso
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE