Il 2025 potrebbe essere un momento storico per la giustizia italiana. La riforma proposta dal Guardasigili Carlo Nordio, qualche giorno fa, è stata approvata dalla Camera dei deputati nella prima di quattro votazioni. Adesso sarà necessario attendere l'esito delle altre tre ma il ministro si è detto oggi, 22 gennaio 2025, convinto che sarà approvata in estate.
La riforma ha ottenuto il sì dei deputati della maggioranza e di alcuni esponenti dell'opposizione, tra tutti Italia Viva e +Europa. Entrambi i partiti, sebbene legati al centrosinistra, si sono detti favorevoli al ddl, ritenendo che soffisfi le richieste dei liberali. Si è astenuta Azione, il partito di Carlo Calenda ha preferito non esprimersi sulla riforma del centrodestra.
Nonostante tutto oggi in Senato, dove era presente Nordio per la realazione sull'amministrazione della giustizia, non sono mancate le polemiche all'indirizzo del ministro. Oggi è emerso che un uomo libico detenuto in Italia, Almasri Habish, è stato liberato ed è tornato nel suo Paese: l'ex prigioniero è accusato di aver torturato migranti. L'opposizione ha chiesto le dimissioni del Guardasigilli.
Un primo passo verso la riforma della giustizia è stato compiuto. Adesso il percorso per l'approvazione del ddl è ancora lunga e sarà necessario, almeno secondo il ministro, attendere fino alla prossima estate. Per adesso va bene così, il governo - come ha spiegato il Guardasigilli - è intenzionato a portare avanti la riforma della giustizia promessa nel 2022.
Nel primo pomeriggio è arrivato l'ok del Senato alla risoluzione di maggioranza sulla relazione del Guardasigilli che illustra lo stato della Giustizia con 90 sì. I contrari sono stati 72, un solo senatore si è astenuto. Erano sei le risoluzioni depositate in Senato per la relazione svolta in Aula da Nordio. L'opposizione ha depositato 5 risoluzioni mentre la maggioranza ne ha presentata una unitaria.
Affinchè la riforma della giustizia possa vedere la luce saranno necessari ancora alcuni passaggi. Come ogni ddl di questo tipo, la riforma deve essere votata per ben quattro volte da entrambe le aule del Parlamento: due dalla Camera dei deputati e due dal Senato, le ultime due votazioni dovranno incassare i due terzi della maggioranza assoluta per scongiurare il rischio di andare al referendum confermativo.
Per ora il voto popolare sulla riforma della giustizia non sembra preoccupare il governo che può contare anche su alcuni partiti dell'opposizione che chiedono da tempo un rinnovamento liberale dell'apparato giudiziario, ritenuto spesso eccessivamente giustizialista e poco garantista.
In particolare, Italia Viva e +Europa si sono dette favorevoli alla riforma. Nel primo caso, il fondatore del partito Matteo Renzi - uscito di recente dal lungo processo Open - ha sempre insistito sulla necessità di riformare la giustizia in Italia, al di là del colore politico di chi avanza le proposte. Dello stesso avviso è +Europa, il deputato Della Vedova qualche giorno fa ha detto che questa riforma sarebbe piaciuta allo storico ex militante radicale Pannella.
Non mancano le polemiche in Senato. Anzitutto per la questione che vede coinvolto Almasri, l'ex detenuto libico in Italia liberato nelle scorse ore ed accusato di essere un torturatore di migranti. L'opposizione ha chiesto le dimissioni del Guardasigilli dopo il caso emerso nella giornata di oggi. Contestazioni anche per il disegno di legge considerato pericoloso per la magistratura.
E proprio dagli organi legati al mondo dei giudici arrivano le principali proteste. La separazione delle carriere, la divisione del Consiglio superiore della magistratura e l'istituzione dell'Alta Corte non sono piaciute all'Anm che negli scorsi giorni ha promesso che sarà indetto uno sciopero contro il ddl.
Riforma della giustizia in corso: La riforma della giustizia, proposta dal ministro Carlo Nordio, ha superato la prima votazione alla Camera e necessita di tre ulteriori passaggi parlamentari per l'approvazione definitiva. Il governo punta a completare l’iter entro l’estate 2025, contando anche sul sostegno parziale di partiti dell’opposizione, come Italia Viva e +Europa.
Critiche e polemiche: Il ministro Nordio è stato oggetto di polemiche, soprattutto a causa della liberazione di Almasri Habish, un ex detenuto accusato di torturare migranti. L’opposizione ha chiesto le sue dimissioni, mentre il disegno di legge è stato criticato per i suoi potenziali effetti sulla magistratura.
Proteste del mondo giudiziario: L'Associazione Nazionale Magistrati (Anm) ha espresso forte contrarietà verso i punti chiave della riforma, come la separazione delle carriere e la creazione di un’Alta Corte, minacciando uno sciopero in segno di protesta.