24 Jan, 2025 - 12:50

Milano, sfratto del Leoncavallo rinviato al 19 marzo, la Lega contro una nuova sede a Corvetto

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Milano, sfratto del Leoncavallo rinviato al 19 marzo, la Lega contro una nuova sede a Corvetto

Il centro sociale Leoncavallo di Milano potrebbe presto avere una nuova sede. Il Comune avrebbe individuato uno stabile per trasferire i "leoncavallini" in via San Dionigi, in zona Corvetto. E' stato il quotidiano "Il Giorno" a dare la notizia.

L'edifcio occupato dal 1994, l'ex stamperia che si trova in via Watteau, deve essere assolutamente sgomberato dopo la sentenza della Corte d'Appello di Milano che ha condannato il Ministero dell'Interno a pagare 3 milioni di euro alla società Orologio della famiglia Cabassi.

Un risarcimento richiesto per non aver effettuato lo sgombero dello stabile dopo la sentenza del Tribunale di Milano, nel 2003, confermata dalla Cassazione nel 2010, che imponeva all'Associazione Mamme Fasciste del Leoncavallo di liberare l'immobile. 

La palla ora spetta al Viminale che dovrà decidere se fare ricorso in Cassazione - visto che in primo grado i giudici avevano dato ragione al Ministero dell'Interno e torto alla proprietà dell'immobile - oppure assolvere alla decisione del Tribunale di Milano e pagare i 3 milioni di euro.

Intanto il Viminale è passato all'attacco e tramite l'Avvocatura dello Stato, il 9 dicembre 2024, ha comunicato all'Associazione delle mamme antifasciste del Leoncavallo che se il Ministero sarà costretto a risarcire la famiglia Cabassi, chiederà all'organizzazione di restituire la somma sborsata

Se in vent'anni il Leoncavallo ha evitato 130 sgomberi questa volta la possibilità che l'edificio venga liberato si fa più concreta. Il Comune di Milano starebbe cercando una soluzione e avrebbe individuato un capannone industriale che potrebbe diventare la nuova casa del centro sociale.

Nuova sede del Leoncavallo in via Dionigi a Corvetto? Il centrodestra sul piede di guerra 

Il possibie trasloco del Leoncavallo ha mandato su tutto le furie il centrodestra che ha promesso promette battaglia. Silvia Sardone, consigliera e eurodeputata della Lega, in ecslusiva a Tag24.it esprime tutta la sua contrarietà all'iniziativa: "Il Comune di Milano invece di avallare lo sgombero e la chiusura che fa?  Pensa di assegnare al centro sociale un immobile comunale in cui oggi ci sarebbero delle attività artigianali. Piccole aziende con dipendenti che non sanno che fine faranno. Il Leoncavallo è un covo di illegalità, un posto in cui organizzano la festa della marijuana, in cui vengono venduti alcolici senza alcun scontrino".

 

In un post su Twitter Sardone punta il dito contro il sindaco Beppe Sala: "Scandaloso il sindaco Sala che apre alla regolarizzazione di un centro sociale, covo di delinquenti, che da decenni ormai occupa illegalmente e porta avanti abusi e illeciti di ogni tipo". 

Silvia Sardone (Lega): "Gli abitanti di Corvetto sono infuriati"

A Tag24.it aggiunge: "Qualsiasi immobile di proprietà del Comune dovrebbe essere assegnato tramite bando pubblico. Quindi mi chiedo: come fa il Comune a decidere già a priori che il bando lo vincerà il Leoncavallo? Quindi se così fosse vorrebbe dire che il bando sia pilotato, io non voglio neanche immaginare che possa avvenire una cosa del genere, tra l'altro a vantaggio di gente che vive nell'illegalità". 

Silvia Sardone contesta, inoltre, la scelta di spostare il centro sociale a Corvetto, quartiere alla periferia sudest di Milano che vive problemi di criminalità e disagio, finito al centro della cronaca per la morte di Ramy Elgaml, il ragazzo egiziano morto in un incidente sullo scooter mentre veniva inseguito dalla polizia per non essersi fermato all'alt. "Per la sinistra esistono due Milano: la Milano del centro, dei negozi fashion, della moda, del lusso, e la Milano della periferia in cui va messo tutto il resto - afferma la consigliera del Carroccio -  Il sindaco che ne sa di quello che accade in periferia, non ci viene mai. Gli abitanti di Corvetto mi contattato tutti i giorni, vi leggo un messaggio rivevuto pochi minuti fa: 'Silvia, scusami se ti disturbo, ma veramente porteranno il cavallo a Corvetto? Sono impazziti? Sala deve andarsene subito'. Chi abita a Corvetto, o nelle altre periferie, paga le stesse tasse di coloro che vivono in centro".

Il 24 gennaio 2025 presidio al Leoncavallo, sfratto rinviato al 19 marzo 

Questa mattina, venerdì 24 gennaio 2025, ha avuto luogo una manifestazione per protestare contro lo sfratto del Leoncavallo. Il presidio ha fatto in modo che le operazioni siano state rimandate al 19 marzo 2025. Decine di persone si sono ritrovate in via Watteau. L'Ufficiale giudiziario ha consegnato i documenti ed è andato via. 

virgolette
Da qui non ce ne andiamo. Sembra surreale che in una città che ha visto velocemente crescere grattacieli nei cortili stiamo ancora discutendo del Leoncavallo, dei centri sociali e degli spazi pubblici milanesi. Questo è un luogo che per 30 anni ha conservato una caratteristica ormai rara a Milano: l’uso pubblico, l’uso collettivo, un valore non privato. Una soluzione poteva essere serenamente trovata, poco o nulla è stato fatto e la situazione attuale è questa.

ha detto Daniele Farina storico portavoce del centro sociale Leoncavallo.

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Emanuela Valente
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