Il terzo tentativo del governo di far funzionare nuovamente i due CPR in Albania si spera che sia quello buono e definitivo. L'esecutivo, nonostante arrivi questa primavera un'importante decisione della Corte UE, ha deciso di usare il pattugliatore della Marina Militare italiana Cassiopea per portare su suolo albanese una cinquantina di persone provenienti da Egitto e Bangladesh.
Secondo il governo questi due sono "paesi sicuri" e il trasferimento di competenze alle Corti d'Appello per vagliare - caso per caso - le richieste di asilo dovrebbe in teoria disinnescare decisioni contrarie da parte della magistratura.
Non ne sono però convinti Laura Boldrini, deputata del Partito Democratico, e Riccardo Magi, segretario di +Europa: alla luce anche delle polemiche che oppongono magistrati e ministero della Giustizia sulla riforma della separazione delle carriere, i due esponenti dell'opposizione si dicono convinti che il governo di Giorgia Meloni cerchi volontariamente lo scontro con i giudici italiani ed europei, in modo da avere pronta una scusa per un eventuale altro stop.
Secondo le ultime notizie disponibili, la nave militare Cassiopea dovrebbe a breve caricare a bordo 49 cittadini stranieri per portarli nei due CPR albanesi, quelli a Gjader e Shenjin: lì verranno analizzate e smaltite le pratiche di accoglienza, trattenimento e valutazione dei singoli casi.
Se a parole, specialmente da parte della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, in molti si dicono convinti che l'Italia abbia fatto da apripista per l'esternalizzazione delle procedure di accoglienza (e respingimento) dei migranti, le opposizioni italiane rifiutano questo tipo di narrazione securitaria che il governo vuole imprimere alla questione migratoria.
Com'è possibile che il governo che doveva dare la "caccia ai trafficanti su tutto il globo terracqueo" ha permesso la liberazione del torturatore Almasri consentendogli di tornare in Libia a quanto pare, con un aereo dell’aeronautica militare italiana?
— Laura Boldrini (@lauraboldrini) January 22, 2025
Su Almasri prende un… pic.twitter.com/awsxjEV3pZ
La pronuncia primaverile della Corte di Giustizie UE non spaventa il governo, che grazie all'approvazione del Dl Flussi e a due sentenze della Cassazione che chiedono ai giudici delle Corti di Appello di valutare i singoli casi si ritiene sicuro della riuscita del terzo trasferimento verso l'Albania. E proprio su tali questioni di diritto, che purtroppo hanno ricadute concrete e dolorose sulle vite di molti, si è espressa la deputata del PD Laura Boldrini.
L'ex presidente della Camera dei deputati rifiuta questo schema di cose, assomiglianti più a una speranza che a qualcosa di concreto. L'esecutivo di centrodestra cerca scientemente lo scontro con la magistratura internazionale, europea e italiana per avere un altro nemico da additare in caso di insuccesso:
#migranti, #Magi critica i trasferimenti in #Albania: "Se ci sarà una sentenza negativa, il governo dirà che è una vendetta per la #SeparazionedelleCarriere"#27gennaio pic.twitter.com/WBHjAynQOi
— Tag24 (@Tag24news) January 27, 2025
Secondo Boldrini, quindi, il governo avrebbe tentato un azzardo legislativo prima ancora di capire cosa abbia deciso la Corte di Giustizia UE, proprio per preparare il terreno all'ennesimo scontro verbalmente violento con i magistrati e le loro associazioni.
Sulla stessa linea di ragionamento si è espresso, come accennato, anche Riccardo Magi di +Europa: con un governo interessato fin dal suo insediamento a creare una contrapposizione fra "noi" (cioè chi ha cuore il prestigio e il benessere dell'Italia) e gli "altri" (chi da fuori cerca in ogni modo di sovvertire la volontà popolare), un eventuale pronunciamento negativo di una Corte d'Appello sarà letta come una vendetta per la riforma sulla separazione delle carriere.
In questi giorni si è poi tanto discusso della vicenda di Almasri, il generale libico accusato dalla Corte penale internazionale di torture nel carcere di Mitica. Tornato nel suo paese con un volo di stato italiano e accolto con calore dai cittadini locali, la figura di Almasri è diventata ben presto l'ennesimo simbolo per le opposizioni di come l'attuale governo consideri la giustizia.
La deputata del #PD Laura #Boldrini critica il governo sul tema della giustizia, dalla #SeparazionedelleCarriere alla vicenda #Almasri e i #CPR in #Albania: "I giudici non si inventano il diritto, lo applicano"#27gennaio pic.twitter.com/nyXKTzB0CH
— Tag24 (@Tag24news) January 27, 2025
Sommando anche i tanti episodi del passato o anche quelli forieri di potenziali sconquassi nel governo (ad esempio il rinvio a giudizio per la ministra del Turismo Daniela Santanchè), per Boldrini il risultato è uno solo: cercare un nemico contro cui agitare l'ira e l'ignoranza di tutte quelle persone che non conoscono i complessi meccanismi sull'accoglimento o meno delle domande di asilo.
Oltre a questo fattore, sicuramente importante, per la deputata dem c'è anche in gioco il disprezzo mostrato da tanti esponenti della destra per gli stessi meccanismi di funzionamento degli organi giudiziari italiani e non.
La parola più importante è proprio questa, "disprezzo": secondo Boldrini è inaccettabile tentare, anche modificando la Costituzione, imprimere una svolta autoritaria sul lavoro dei giudici in Italia. Seguendo un refrain proprio di gran parte dell'opposizione (escluse Italia Viva e Azione, le quali si sono sempre dimostrate interessate alla separazione delle carriere), Boldrini lamenta la possibilità che i giudici arriveranno a decidere
La giustizia italiana ha tanti problemi: la mancanza di organico, la lentezza dei processi, il sovraffollamento delle carceri. Ma la riforma sulla separazione delle carriere che stiamo discutendo alla Camera non ne affronta neanche uno. Anzi, ne aggiunge altri e, per di più, è… pic.twitter.com/U39hqCkrto
— Laura Boldrini (@lauraboldrini) January 9, 2025
Va salvaguardata, infine, la separazione dei poteri: per Boldrini non c'è nessun disegno oscuro della magistratura contro il governo, ma soltanto il fastidio di questo per decisioni che non ne "assecondano" la volontà politica.
#Almasri è stato liberato non per colpa dei #giudici ma per scelta politica precisa del #governo Meloni. Quel governo e quella destra insofferente della magistratura che vogliono sotto controllo.#Giustizia #Avs pic.twitter.com/z6SUeIrXup
— nicola fratoianni (@NFratoianni) January 26, 2025
Trasferimento di migranti in Albania: il governo italiano sta cercando di trasferire migranti da Egitto e Bangladesh verso due CPR in Albania, con l'intento di esternalizzare il processo di accoglienza e gestione delle richieste d'asilo. Nonostante il parere contrario di alcune opposizioni, che accusano il governo di cercare lo scontro con la magistratura, l'esecutivo si sente sicuro grazie a recenti decisioni giuridiche favorevoli.
Critiche dalla politica: Laura Boldrini e Riccardo Magi criticano duramente il governo, sostenendo che la sua strategia di affrontare i giudici italiani e internazionali riguardo l'accoglienza dei migranti e la separazione delle carriere rischia di sfociare in un conflitto politico e giuridico senza risolvere i problemi reali. Boldrini in particolare accusa il governo di non rispettare la separazione dei poteri e di voler utilizzare la magistratura come capro espiatorio.
La vicenda Almasri: un altro tema controverso è il caso di Almasri, un generale libico accusato di torture, che è stato liberato grazie a una scelta politica del governo. Le opposizioni interpretano questo come un esempio del disprezzo del governo verso le istituzioni giuridiche e della volontà di agire al di fuori del rispetto dei meccanismi di giustizia.