Fabrizio Preti e Tiziana Suman hanno vissuto un incubo lungo oltre un anno. L'assassino della loro amata figlia Erika era stato scarcerato alla fine del 2023, tornando a vivere a pochi metri di distanza dalla loro abitazione a Pralungo (Biella).
Il Tribunale del Riesame di Torino aveva infatti deciso di concedere gli arresti domiciliari a Dimitri Fricano, condannato nel 2022 a 30 anni di reclusione per aver ucciso la fidanzata 28enne, dopo una banale lite.
L'uomo aveva raddoppiato il suo peso durante la detenzione, arrivando a oltre 200 chili. Una condizione che gli rendeva difficile muoversi in cella, a cui si aggiungevano le 100 sigarette che fumava ogni giorno.
Ieri, 11 febbraio 2025, l'epilogo in cui i familiari della vittima speravano: il 37enne è stato prelevato da casa e portato in carcere a Biella, in attesa di essere trasferito in un'altra struttura.
Il servizio de La Vita in Diretta sulla scarcerazione
Dimitri Fricano aveva sviluppato diversi problemi di salute, cardiaci e cardiocircolatori, durante il periodo trascorso in carcere. Finito sulla sedia a rotelle a causa del peso eccessivo, aveva difficoltà di deambulazione.
Per lui, definito un "iper fumatore" con una "sindrome ansioso depressiva borderline narcisistica", i giudici avevano disposto gli arresti domiciliari per permettergli di curarsi in ospedale.
Il Tribunale del Riesame, questa volta, ha stabilito che l'uomo può tornare in carcere. La proroga per i domiciliari è stata rigettata, in quanto sono state individuate delle strutture idonee per detenuti con le stesse patologie.
I legali di Fricano, infatti, avevano richiesto un ulteriore prolungamento di questa misura cautelare, in quanto la salute del loro assistito non risultava migliorata.
La notizia della scarcerazione di Fricano per "motivi di salute" aveva fatto discutere. I genitori della ragazza uccisa avevano denunciato quanto la decisione del Tribunale li facesse soffrire.
L'uomo, infatti, si trovava ai domiciliari poco distante da casa loro: correvano quotidianamente il rischio di incontrarlo per strada, al supermercato, alle Poste. Come, infatti, è poi accaduto.
aveva dichiarato Tiziana Suman al Corriere della Sera. La notizia che il 37enne sia finalmente tornato in cella, riporta La Stampa, è stata per i familiari di Erika "una liberazione".
In un'intervista rilasciata a Pomeriggio Cinque dopo la scarcerazione, Dimitri Fricano aveva chiesto "scusa" ai genitori di Erika, affermando di "essere uscito di testa".
Erika Petri aveva 28 anni quanto è stata uccisa dal suo fidanzato. Insieme da quando erano due ragazzini, stavano trascorrendo una vacanza in Sardegna, a San Teodoro. Era l'11 giugno 2017.
A provocare la furia omicida di Dimitri un banale litigio per delle briciole lasciate sul tavolo della cucina della villetta in cui stavano soggiornando. Una discussione degenerata nel brutale omicidio della ragazza, colpita con lo stesso coltello usato poco prima per tagliare il pane.
Cinquantasette le coltellate che l'uomo, all'epoca 30enne, le ha inferto, lasciandola in una pozza di sangue prima di lanciare l'allarme. Dopo aver tentato di depistare le indagini, raccontando di una rapina finita in tragedia, Fricano ha confessato il femminicidio.
La Cassazione, nel 2022, ha reso definitiva la condanna a 30 anni di carcere, riconoscendo le aggravanti della crudeltà, dei motivi abbietti e la simulazione del reato per aver provato a inscenare la rapina.