12 Feb, 2025 - 19:31

“Pesa 200 chili e fuma 100 sigarette al giorno”, scarcerato: ora Dimitri Fricano torna in cella

“Pesa 200 chili e fuma 100 sigarette al giorno”, scarcerato: ora Dimitri Fricano torna in cella

Fabrizio Preti e Tiziana Suman hanno vissuto un incubo lungo oltre un anno. L'assassino della loro amata figlia Erika era stato scarcerato alla fine del 2023, tornando a vivere a pochi metri di distanza dalla loro abitazione a Pralungo (Biella). 

Il Tribunale del Riesame di Torino aveva infatti deciso di concedere gli arresti domiciliari a Dimitri Fricano, condannato nel 2022 a 30 anni di reclusione per aver ucciso la fidanzata 28enne, dopo una banale lite.

L'uomo aveva raddoppiato il suo peso durante la detenzione, arrivando a oltre 200 chili. Una condizione che gli rendeva difficile muoversi in cella, a cui si aggiungevano le 100 sigarette che fumava ogni giorno. 

Ieri, 11 febbraio 2025, l'epilogo in cui i familiari della vittima speravano: il 37enne è stato prelevato da casa e portato in carcere a Biella, in attesa di essere trasferito in un'altra struttura.

Il servizio de La Vita in Diretta sulla scarcerazione

Dimitri Fricano torna in carcere: ecco perché

Dimitri Fricano aveva sviluppato diversi problemi di salute, cardiaci e cardiocircolatori, durante il periodo trascorso in carcere. Finito sulla sedia a rotelle a causa del peso eccessivo, aveva difficoltà di deambulazione.

Per lui, definito un "iper fumatore" con una "sindrome ansioso depressiva borderline narcisistica", i giudici avevano disposto gli arresti domiciliari per permettergli di curarsi in ospedale.

Il Tribunale del Riesame, questa volta, ha stabilito che l'uomo può tornare in carcere. La proroga per i domiciliari è stata rigettata, in quanto sono state individuate delle strutture idonee per detenuti con le stesse patologie.

I legali di Fricano, infatti, avevano richiesto un ulteriore prolungamento di questa misura cautelare, in quanto la salute del loro assistito non risultava migliorata.

Un'immagine di Dimitri Fricano

 

La denuncia dei genitori di Erika Petri

La notizia della scarcerazione di Fricano per "motivi di salute" aveva fatto discutere. I genitori della ragazza uccisa avevano denunciato quanto la decisione del Tribunale li facesse soffrire.

L'uomo, infatti, si trovava ai domiciliari poco distante da casa loro: correvano quotidianamente il rischio di incontrarlo per strada, al supermercato, alle Poste. Come, infatti, è poi accaduto.

virgolette
Hanno pensato alla sua salute ma non alla nostra. Abbiamo perso una figlia e ora viviamo un incubo

aveva dichiarato Tiziana Suman al Corriere della Sera. La notizia che il 37enne sia finalmente tornato in cella, riporta La Stampa, è stata per i familiari di Erika "una liberazione".

In un'intervista rilasciata a Pomeriggio Cinque dopo la scarcerazione, Dimitri Fricano aveva chiesto "scusa" ai genitori di Erika, affermando di "essere uscito di testa".

Il femminicidio nel 2017

Erika Petri aveva 28 anni quanto è stata uccisa dal suo fidanzato. Insieme da quando erano due ragazzini, stavano trascorrendo una vacanza in Sardegna, a San Teodoro. Era l'11 giugno 2017.

A provocare la furia omicida di Dimitri un banale litigio per delle briciole  lasciate sul tavolo della cucina della villetta in cui stavano soggiornando. Una discussione degenerata nel brutale omicidio della ragazza, colpita con lo stesso coltello usato poco prima per tagliare il pane.

Cinquantasette le coltellate che l'uomo, all'epoca 30enne, le ha inferto,  lasciandola in una pozza di sangue prima di lanciare l'allarme. Dopo aver tentato di depistare le indagini, raccontando di una rapina finita in tragedia, Fricano ha confessato il femminicidio.

La Cassazione, nel 2022, ha reso definitiva la condanna a 30 anni di carcere, riconoscendo le aggravanti della crudeltà, dei motivi abbietti e la simulazione del reato per aver provato a inscenare la rapina.

Dimitri Fricano in cella: il femminicidio di Erika e la discussa scarcerazione

  1. Scarcerazione e ritorno in carcere – Dimitri Fricano, condannato a 30 anni per l’omicidio della fidanzata Erika Petri nel 2017, era stato scarcerato nel 2023 per motivi di salute e messo ai domiciliari vicino alla casa dei genitori della vittima. L'11 febbraio 2025 è stato nuovamente incarcerato poiché sono state trovate strutture adeguate per le sue condizioni.
  2. Le condizioni di salute e la decisione del Tribunale – Fricano aveva sviluppato gravi problemi di salute in carcere, arrivando a pesare oltre 200 kg e soffrendo di disturbi cardiaci e psicologici. Per questo motivo, inizialmente gli erano stati concessi i domiciliari, ma il Tribunale ha poi ritenuto che potesse essere curato in carcere.
  3. Il dolore della famiglia di Erika – I genitori della vittima hanno denunciato il trauma di vivere vicino all'assassino della loro figlia e il rischio di incontrarlo quotidianamente. Il ritorno di Fricano in carcere è stato per loro una "liberazione".
AUTORE
foto autore
Mariangela Celiberti
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE