Il 26 febbraio 2025, a due anni dal tragico naufragio di Cutro che ha causato la morte di 94 persone, tra cui molti giovanissimi, la commemorazione di quella strage umanitaria è stata segnata dall'assenza del governo di Giorgia Meloni.
In un atto che ha avuto il sapore di un’accusa contro l'attuale esecutivo, i familiari delle vittime, insieme ad esponenti religiosi e politici, si sono ritrovati sulla spiaggia di Cutro per ricordare le vittime e denunciare i ritardi e le promesse non mantenute, come quella della restituzione delle salme e della riunificazione delle famiglie separate.
Mentre le opposizioni e i cittadini chiedono giustizia e verità, il processo contro i responsabili del mancato soccorso è in programma per il 5 marzo. In questo contesto, la commemorazione non è solo un momento di memoria, ma un grido di giustizia per evitare che tragedie come questa possano ripetersi.
"Dal Mediterraneo ai CPR - Memoria, verità e giustizia per tutte le stragi di stato": il messaggio sullo striscione è corredato dalle foto di alcune delle 94 vittime del naufragio di Cutro, che il 26 febbraio 2023 segnò una delle più gravi crisi nella gestione dei migranti per il governo di Giorgia Meloni.
Passati due anni, alle prime ore del mattino dello stesso giorno del 2025, familiari delle vittime (molte delle quali giovanissime) ed esponenti religiosi e politici si sono ritrovati sulla stessa spiaggia per una commemorazione che ha il sapore di un atto di accusa nei confronti dell'attuale esecutivo.
All'epoca, dopo tante polemiche, la premier Meloni organizzò un Consiglio dei ministri proprio a Cutro, annunciando di aver fatto approvare un decreto legge che introduceva un nuovo reato, quello di morte o lesioni come conseguenza di delitti in materia di immigrazione clandestina. Si potrebbe dire che la risposta dell'esecutivo sia finita qui, nel mentre va avanti un processo per accertare le responsabilità della Guardia di Finanza e della Capitaneria di porto per gli eventuali mancati soccorsi.
Due anni fa la strage di Cutro. Cosa significa davvero essere italiani? Un intervento ancora attuale, purtroppo https://t.co/rLhvsBdILf
— Matteo Renzi (@matteorenzi) February 26, 2025
Nessun esponente del governo era presente alla fiaccolata iniziata alle 3:54 del mattino, ora nella quale il barchino che trasportava i migranti ha cominciato ad imbarcare acqua.
Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, è stato l'unico esponente di centrodestra ad esprimersi in memoria e in ricordo di tutte le vittime di quel giorno, lodando allo stesso tempo tutti quei pescatori che nel 2023 iniziarono a salvare tutti i naufragi che poterono in quelle difficili circostanze:
Come accennato, le opposizioni hanno sfruttato la ricorrenza per ricordare ancora una volta i ritardi e il disinteresse dei tre partiti di centrodestra nel considerare i fenomeni migratori non come un'emergenza ma - tramite nuove leggi e accoglienza diffusa - un fattore per dare dignità e sicurezza alle tante persone che scelgono di partire dai loro paesi.
Dal Partito Democratico a Italia Viva, da +Europa ad Alleanza Verdi e Sinistra oggi sono state pubblicate diverse note e post sui social per ricordare non soltanto del processo ancora in corso, ma anche per chiedere al governo di mantenere le proprie promesse.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni infatti aveva rassicurato che le famiglie divise o che avevano perso un loro caro a Cutro sarebbero state riunite o avrebbero visto le salme restituite ai loro luoghi d'origine.
Come ha potuto però appurare Elly Schlein, questa promessa non è stata mantenuta. La segretaria dem è stata presente alla fiaccolata insieme a Francesco Savino, vescovo di Cassano allo Jonio e vicepresidente della Cei per l’Italia meridionale, e i parlamentari Nicola Irto, Nico Stumpo e Sandro Ruotolo.
Alcuni dei migranti superstiti non hanno potuto riabbracciare i propri familiari nonostante siano in Italia dal 2023 e chiedono anche perché la macchina dei soccorsi non si sia attivata quel 26 febbraio.
Di fronte al ripetersi di tragedie immani come quella avvenuta a largo delle coste greche, che richiama nella dinamica il naufragio di Cutro, e' impossibile evitare una considerazione: decine, probabilmente centinaia di persone in entrambi i casi sono morte sotto gli occhi delle…
— Riccardo Magi (@riccardomagi) June 15, 2023
La senatrice di AVS Ilaria Cucchi ha ricordato quanto l'attenzione pubblica debba rimanere alta anche nei confronti di tutte quelle persone coinvolte sul piano giuridico e penale. Presentato dal governo come uno strumento importante nella lotta all'immigrazione illegale, il dl Cutro non ha ancora visto in 2 anni un'applicazione continua e la liberazione dell’attivista curda Maysoon Majidi, assolta dal reato di scafismo, ha mostrato come sia difficile per i giudici confermare o meno la reale presenza a bordo dei barchini di scafisti.
In vista anche della decisione della Corte di Giustizia Europea sui paesi sicuri, fondamentale per il futuro dei due centri in Albania, il governo si interroga sulla strategia più efficace per rispondere a quella percepita come un'emergenza che coinvolge l'Italia tutta.
Da Fratelli d'Italia, Forza Italia e Lega si fa notare come ad avere preminenza dovrebbe essere la politica interna e non quella europea e internazionale quando si tratta della difesa dei propri confini. Questo è un tasto sul quale battono non soltanto i partiti di destra o di estrema destra, ma anche quelli percepiti come centristi hanno iniziato a rispondere alla questione parlando di sicurezza ai confini (è il caso della CDU di Merz in Germania).
L'Europa non deve trasferire immigrati da un Paese all'altro, ma BLINDARE i confini.
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) February 26, 2025
Questo è l'obiettivo imprescindibile.
Il controllo dell'immigrazione clandestina è al centro della democratica rivoluzione del Buonsenso in atto in Occidente: auspichiamo che il nuovo governo… pic.twitter.com/Q0mwZ0S4rk
Tornando al naufragio di Cutro, la prossima data da segnare sul calendario è il 5 marzo: davanti al giudice dell’udienza preliminare di Crotone Elisa Marchetto compariranno sei militari, quattro della Guardia di Finanza e due della Capitaneria di porto, tutti accusati di naufragio colposo e omicidio colposo plurimo.
Gran parte dei primi mesi del 2023 passarono con uno scambio di accuse incrociate fra i militari italiani e l'agenza europea per il controllo delle frontiere, Frontex, lamentando entrambi ritardi o mancanza di informazioni per intervenire. Obiettivo del processo è capire perché la Guardia di Finanza e la Capitaneria di porto abbiano sottovalutato le richieste di aiuto da parte del caicco poi affondato.
Per questo naufragio lo scorso gennaio la corte di Appello di Catanzaro aveva condannato gli scafisti della barca, accusati di aver organizzato il viaggio partito dalla Turchia e di aver poi guidato fattivamente la piccola imbarcazione alternandosi al timone.
Commemorazione e assenza del governo: il 26 febbraio 2025, due anni dopo il naufragio di Cutro che ha provocato la morte di 94 migranti, i familiari delle vittime e rappresentanti politici si sono ritrovati sulla spiaggia per commemorare le vittime. L'evento è stato segnato dall'assenza del governo Meloni, suscitando polemiche politiche.
Le promesse non mantenute: le opposizioni, tra cui il Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra, hanno accusato il governo di non aver mantenuto le promesse fatte due anni fa, come la restituzione delle salme e la riunificazione delle famiglie separate. La segretaria del PD, Elly Schlein, ha partecipato alla fiaccolata, denunciando il fallimento delle promesse.
Il processo e le incertezze giuridiche: il processo contro i militari accusati di naufragio colposo e omicidio colposo, legato al naufragio, prenderà il via il 5 marzo. Il caso solleva interrogativi sulla gestione dei soccorsi da parte delle autorità e la difficile applicazione della legge sul reato di scafismo, mentre le opposizioni chiedono giustizia per le vittime e per evitare che simili tragedie si ripetano.