Quando si parla di "100 giorni" di un governo o di una presidenza ci si riferisce a quel periodo immediatamente successivo al loro insediamento, capace di trasmettere ai loro elettori e non un'idea di quale sarà il loro indirizzo politico. Non sfugge a questa ricorrenza Ursula von der Leyen.
La presidente della Commissione UE ha anticipato di 18 ore il primo bilancio che il suo secondo mandato può mostrare a 100 giorni, per l'appunto, dalla sua formazione. Su tutto campeggia il "ReArm Europe", il piano che prevede 800 miliardi di euro per migliorare e rendere più efficiente la difesa dell'Unione Europea.
Si realizzerà ricorrendo al debito comune? Von der Leyen non smentisce questa ipotesi, ma rimanda tutto alla conferenza stampa di martedì 11 marzo 2025, dove annuncerà importanti novità anche in materia di migranti e transizione ecologica.
La conferenza stampa di oggi è stata comunque dominata da un senso d'urgenza, che dovrà portare secondo von der Leyen i paesi europei a scommettere su un nuovo modello economico e politico per difendere i valori europei: "Qualcosa di fondamentale ha spostato i nostri valori europei, la democrazia, la libertà, lo stato di diritto sono minacciati".
Prendere in carico le proprie responsabilità e fare in modo da non trovarsi impreparati. Come concetti generali sono anche comprensibili e condivisibili, ma l'Unione Europea si è spesso divisa su grandi e piccoli temi e anche di fronte alla seconda presidenza di Donald Trump ha mostrato delle preoccupanti sbandate e indecisioni.
Il progetto "ReArm Europe" è il marchio di svolta che Ursula von der Leyen spera di imprimere al suo secondo mandato. La presidente della Commissione UE ha oggi 9 marzo 2025 chiuso i primi 100 giorni del suo nuovo esecutivo con accenti di gravità e di urgenza. Il mondo è cambiato e non aspetta i ritardatari: chi vuole un'Europa forte e autonoma non può tentennare e adagiarsi sui "dividendi della pace".
Our economic and innovative potential is an asset for our security.
— Ursula von der Leyen (@vonderleyen) March 9, 2025
The REARM Europe plan will boost our defence and our single market.
This month we will launch a new simplification package, also for our defence industry.
And we’ll unveil the ???????? Savings and Investment Union.
Il commercio e l'attenzione ai diritti (ambientali, sociali, ecc.) non andranno messi in secondo piano, ma von der Leyen ricorda che non si possono dare per scontati. Con una Russia militarista ai confini orientali e la guerra commerciale pronta a scoppiare fra Cina e Stati Uniti non è tempo per divisioni fra i 27 in nome di miopi guadagni immediati:
Come si può immaginare, l'ex ministro della Difesa tedesco ha sviluppato il suo ragionamento in un'articolata conferenza stampa. Il "ReArm Europe" si è guadagnato gran parte dello spazio, ma ci sono stati anche altri elementi che segnalano un certo cambio di passo nelle politiche comunitarie.
C'è ad esempio il comparto industriale e quello automobilistico. Da anni il PPE e i Conservatori lamentavano che il Green Deal avrebbe costretto le aziende a rispettare standard e scadenze impossibili, svilendo la loro competitività rispetto ai competitor cinesi e statunitensi. Von der Leyen ha ripetuto che la neutralità climatica verrà raggiunta con leggi flessibili, pragmatiche e tecnologicamente neutre.
La questione è semplice: se la Von der Leyen si palesa al tavolo e dice: si possono spendere 800 miliardi per le armi, l'istinto di tutti quelli seduti è calcolare cosa ci guadagna il proprio paese.
— Claudio Borghi A. (@borghi_claudio) March 9, 2025
Lo capisco.
Tutti ci troveranno un guadagno: sono soldi da spendere. Se avesse…
Per quanto riguarda i flussi migratori e i rimpatri, argomento sensibile per alcuni paesi come l'Italia, von der Leyen ha promesso un approccio da bastone e carota. Verranno rispettati i trattati internazionali e il diritto internazionale, ma allo stesso tempo sarà elaborata una serie di regole che permetteranno ai paesi di rimpatriare le persone con un divieto di ingresso, in special modo se pongono minacce alla sicurezza.
Tornando alle questioni di politica internazionale, von der Leyen sta preparando il terreno per la presentazione del "Libro bianco della difesa" al Consiglio europeo del 20-21 marzo. Una delle domande che vengono fatte con più insistenza è come verrà finanziato il "ReArm Europe" e se ci sarà uno scostamento dal Patto di stabilità.
L'affondo di #Renzi: "Serve una difesa europea, ma se la scrive #VonDerLeyen finisce come il #GreenDeal: slogan, danni e zero sostanza. L’#Europa deve decidere se fare sul serio o continuare a giocare con la propaganda. #ReArmEurope o #RektEurope?#7Marzo pic.twitter.com/gclbqwuF64
— Tag24 (@Tag24news) March 7, 2025
In Italia l'idea di far debito per le armi e per gli eserciti, e non magari per scuola e sanità, non va a genio alla Lega, che da giorni sta martellando sui social per dire no a quest'ipotesi. Ad esempio, il senatore Claudio Borghi contesta il fatto che in nome di un'emergenza che cambia nel corso degli anni (oggi la Russia, ieri il Covid e così via) i fondi che le istituzioni comunitarie prestano ai singoli paesi debbano poi essere usati per scopi specifici e da loro indicati.
Von der Leyen non nega che si possa parlare di debito comune, ma ad oggi è un'ipotesi come un'altra. Serve tempo per capire bene come si può finanziare il "ReArm Europe":
Uno dei passaggi più importanti del discorso della presidente della Commissione UE riguarda i rapporti fra Stati Uniti ed Europa. L'idea di Trump che nella Nato gli stati possano restarci in base a quanto contribuiscono all'Alleanza atlantica ha fatto preoccupare chi, magari per un elevato debito statale, non può raggiungere le cifre richieste.
Von der Leyen ha cercato di non stuzzicare reazioni rabbiose da parte di Trump, promettendo appena possibile un incontro con il presidente degli USA. Gli Stati Uniti restano alleati europei, però - avverte la presidente della Commissione - "che la maggior parte della responsabilità della difesa ricada su di loro e non su tutti gli altri alleati. Dobbiamo adempiere alle nostre responsabilità".
Il piano "ReArm Europe" e la difesa comune: Ursula von der Leyen, nei primi 100 giorni del suo secondo mandato, presenta il piano "ReArm Europe", che prevede 800 miliardi di euro per rafforzare la difesa dell'UE. Non esclude il ricorso al debito comune, ma rimanda la decisione al Consiglio europeo del 20-21 marzo.
Nuove politiche su economia, Green Deal e migrazione: von der Leyen annuncia un approccio più pragmatico al Green Deal per evitare svantaggi competitivi rispetto a USA e Cina. Sul fronte migratorio, propone un equilibrio tra il rispetto dei diritti internazionali e regole più rigide per i rimpatri.
Rapporti UE-USA e Nato: l’UE deve rafforzare la propria autonomia difensiva, specialmente di fronte all’incertezza sulle future politiche di Trump. Von der Leyen promette un incontro con il presidente USA, ma sottolinea che l’Europa deve assumersi maggiori responsabilità nella difesa.