Stop ad attività non caratterizzanti. È questo il senso di un lungo documento della giunta comunale di Siena che riguarda l'apertura di esercizi commerciali nel centro storico. A destare scandalo e provocare la decisione della giunta di centrodestra guidata dal sindaco Nicoletta Fabio è stata l'ipotesi di un supermercato che un gruppo di pachistani vorrebbe aprire nella centralissima via Montanini, a pochi passi dalla sede del Monte dei Paschi e da piazza del Campo. Viene da chiedersi: quali sono le attività caratterizzanti? Solo dolci senesi, ricciarelli e panforte? Solo cinta senese? Solo abiti di sarti senesi? Solo libri di senesi? Solo olio prodotto tra Crete senesi e Chianti? E il vino veneto si può bere o solo quello delle terre senesi?
E poi un'altra domanda: ma chi affitta fondi sfitti ad attività non caratterizzanti? I proprietari sono tutti indiani, russi, norvegesi, kenioti e canadesi oppure c'è anche qualche senese? Per tanti anni Siena ha vissuto in un beato isolamento contrastato da pochi. Ma ora? Si chiudono le storiche porte di accesso alla città medievale?