17 Mar, 2025 - 10:28

Mario Luzi, il fiorentino che univa Siena e Firenze

Mario Luzi, il fiorentino che univa Siena e Firenze

Tra Siena e Firenze non corre buon sangue da secoli, da quel 4 settembre del 1260 quando la battaglia di Montaperti fece l'Arbia colorata in rosso ma c'era un fiorentino che amava la città del Palio, dove aveva vissuto negli anni del liceo. Era Mario Luzi, nato a Sesto nel 1914 e morto a Firenze nel 2005, ricordato all'inaugurazione di una mostra di foto, video e disegni a Rapolano terme e dedicata alle Crete senesi cantate dal poeta: "La terra senza dolcezza d'alberi, la terra arida/che rompe sotto Siena il suo mareggiare morto...". Quelle Crete salvate da tanti pastori sardi che negli anni Sessanta popolarono casolari abbandonati. Tanti di questi immobili ora sono alberghi di lusso. 

Il poeta che sfiorò il Nobel difese il Palio dagli attacchi di Franco Zeffirelli

Una terra amata da Luzi che da Siena ha ricevuto più volte testimonianze di affetto. Nel centenario della sua nascita gli è stato dedicato il Palio perché negli anni Novanta fu il primo firmatario di un appello per la difesa della Festa a quel tempo sotto violento attacco degli animalisti e di intellettuali tra cui il regista Franco Zeffirelli. Il poeta riuscì a comprendere lo spirito del Palio e allo scrittore senese Luigi Oliveto confessò che "non era semplice penetrare l'enigma del Palio, un mistero che induce pensieri ed emozioni talora contrastanti in chi non è senese, ma ai senesi rapisce e sgomenta all'unisono il cuore con la sua liturgia sublime e terribile". Era Mario Luzi, il fiorentino che sfiorò il Nobel e che amava Siena, il Palio e i senesi.

 

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Stefano Bisi
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