17 Mar, 2025 - 18:19

Perché Peppino Di Capri duettò con Berlusconi e andò a un comizio di Salvini? Champagne per tutti

Perché Peppino Di Capri duettò con Berlusconi e andò a un comizio di Salvini? Champagne per tutti

Champagne, per brindare a un incontro. Anzi, anche a più incontri politici. Del resto, non poteva essere altrimenti per Giuseppe Faiella, alias Peppino Di Capri, il cantautore nato sull'Isola Azzurra nel 1939: in tanti anni di onorata carriera (con, tra l'altro, due Festival e un premio alla carriera a Sanremo nel 2023) era impossibile che non avesse mai incontrato un rappresentante delle istituzioni. A una settimana dal film biografico che andrà in onda su RaiUno lunedì 24 marzo, l'ha raccontato al Corriere della Sera

E comunque, a proposito sempre del suo rapporto con la politica: se si legge il testo di "Champagne", il suo primo, grande successo, ci si accorge subito come, al di là degli incontri con onorevoli, ministri, premier e presidenti, anche lui, lontano anni luce dall'impegno politico in prima fila e dalla musica impegnata, abbia fatto il suo per segnare un passaggio fondamentale nella vita sociale italiana: la canzone che lo ha reso una star racconta la storia di un tradimento, "un amore proibito" e fu incisa nel 1973, un anno prima del referendum sul divorzio.

Peppino Di Capri, il duetto con Silvio Berlusconi e al comizio di Salvini

E allora, champagne per tutti: anche per lui che, bambino prodigio al pianoforte, non è mai stato un cantautore impegnato. Prima ancora degli incontri con i politici di cui ha parlato oggi al Corriere, Peppino Di Capri, magari inconsapevolmente, offrì una colonna sonora formidabile a chi si batteva per il divorzio in occasione del referendum del 1974. 

Il testo del suo primo, grande successo (che dà il nome anche al film in onda tra una settimana), "Champagne", racconta un tradimento:

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Champagne / per brindare a un incontro / con te che già eri di un altro / ricordi, c'era stato un invito / Stasera si va tutti a casa mia / Così cominciava la festa / e già ti girava la testa / per me non contavano gli altri / seguivo con lo sguardo solo te / Se vuoi ti accompagno, se vuoi / La scusa più banale / per rimanere soli io e te / e poi gettare via i perché / amarti come sei / la prima volta, l'ultima / Champagne / per un dolce segreto / per noi un amore proibito

E quindi: al diavolo tutti i conformismi e le ipocrisie. Al segretario della Dc, Amintore Fanfani, in un comizio, gli scappò di dire

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Magari vostra moglie vi lascerà per scappare con qualche ragazzina”

prevedendo con decenni di anticipo le unioni civili. Ma per Peppino l'amore è sempre stato una cosa seria:

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Quando ti innamori e decidi di darti a una persona sono cavoli, è una scelta che ti impegna. A volte, ti trovi davanti a un bivio, tra amore e avventura. Ma se ami davvero, rinunci alla scappatella

Gli incontri con Berlusconi e Salvini

E comunque: Di Capri, al Corriere, ha raccontato come si svolsero due incontri con politici di rango. Il primo con Silvio Berlusconi, il quale, tra l'altro, amava tantissimo la musica (anche) napoletana:

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Al matrimonio del figlio di un politico campano. Lo vidi vicino alla torta che cercava la posizione migliore per le foto. Poi mi si avvicinò e domandò: Lei conosce le mie canzoni?

A questo punto bisogna ricordare che Berlusconi si è sempre vantato di aver scritto delle canzoni, compreso "Meglio 'na canzone" con Mariano Apicella alla chitarra: correva il 2003

In ogni caso, Peppino Di Capri, stette al gioco dei ruoli capovolti e rispose:

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Come no, presidente

Al che Berlusconi salì in pedana e gli rubò il microfono, ma cantando le sue canzoni:

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Sapeva a memoria tutto il mio repertorio

ha ricordato Di Capri.

L'incontro con Salvini

L'incontro con Matteo Salvini, invece, nacque per riconoscenza, ha ricordato sempre Di Capri:

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Andai a un suo comizio per gentilezza: aveva parlato bene di me. Gli portai i miei ultimi due ellepì. Al che mi fece: Quanto le devo?. Io risposi: Ma niente! E mi fermai a cena. L'indomani i giornali scrissero che Peppino Di Capri era diventato leghista...

In realtà, però, c'era un antefatto tra Peppino e la Lega: un'invenzione di Massimo Troisi 

Uno sketch che Peppino Di Capri, oggi, ha ricordato così:

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Troisi inventò un Bossi leghista che teneva la collezione dei dischi di Peppino Di Capri nascosta tra le bottiglie di liquore. Il fatto che scelse proprio me fu una gioia
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Giovanni Santaniello
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