Il termine "Triplete" non è più un tabù in casa Inter, anzi, è un obiettivo, diciamo così, "dichiarato". La squadra di Simone Inzaghi, che nelle ultime giornate sta confermando un rendimento straordinario in stagione, non si nasconde e punta a conquistare tutto: campionato, Coppa Italia e Champions League, anche perché è piena corsa per tutte le competizioni. La sconfitta in Supercoppa contro il Milan a gennaio, invece di alimentare dubbi nello spogliatoio, ha contribuito a rafforzare ulteriormente il gruppo, creando un ambiente ancora più determinato. Oggi, l'Inter viaggia spedita verso il finale di stagione, pronta a giocarsi le sue carte nei tre fronti rimasti, consapevole della difficoltà dell'impresa ma motivata da un percorso solido e convincente.
Insomma, la formazione meneghina è completa: non c'è neppure un reparto che lascia dubbi, con un attacco prolifico e una difesa tra le più solide del campionato. Con Lautaro Martínez in forma smagliante e un reparto offensivo che include anche Marcus Thuram e Marko Arnautović, la squadra ha segnato con regolarità, trovando la via del gol con facilità. A centrocampo, Nicolò Barella e Hakan Çalhanoğlu sono stati protagonisti assoluti, fornendo assist e controllando il ritmo delle partite con grande autorità. Anche la difesa, guidata da uno straordinario Alessandro Bastoni, ha dimostrato una compattezza notevole, rendendo difficile per gli avversari trovare spazi.
Il paragone con la leggendaria squadra di José Mourinho del 2009-10 sta impazzando in questi giorni, e i tifosi lo utilizzano per ricordare forse il momento più alto della storia del club nerazzurro. I numeri, per ora, danno perfino ragione a Inzaghi: dopo 29 giornate di campionato, l'Inter attuale ha 64 punti, quattro in più di quelli raccolti dalla squadra del Triplete.
Se in termini difensivi le due squadre si equivalgono (26 gol subiti allora contro i 27 di oggi), in attacco l'Inter di oggi ha segnato di più, con 65 reti contro le 54 della formazione di Eto'o, Milito e Sneijder. Anche in Champions League, le statistiche sorridono: Lautaro Martínez ha già segnato sei reti nelle prime dieci partite europee, contro le quattro del Milito pre-finale, e il rendimento difensivo è addirittura migliore, con soli due gol subiti contro i cinque dell'Inter mourinhana.
Un elemento imprescindibile nella corsa a un ipotetico triplete è la gestione di Simone Inzaghi. Il tecnico piacentino ha il merito, al di là di ogni chiave tattica, di aver creato un gruppo compatto, gestendo lo spogliatoio con equilibrio e una mentalità vincente. La fiducia della nuova proprietà nei suoi confronti è totale, così come l'unità con la dirigenza, composta dal presidente Marotta e dal ds Ausilio. Questo spirito di coesione si riflette sul campo, dove l'Inter mostra un'identità chiara, uno stile di gioco propositivo e una grande solidità. La capacità di ruotare i giocatori senza cali di rendimento è un altro punto di forza, permettendo alla squadra di mantenere alta l'intensità in tutte le competizioni.
Inzaghi ha saputo gestire alla perfezione il turnover, mantenendo alta la competitività in ogni reparto. Il modulo 3-5-2 si è confermato l’arma vincente, con Denzel Dumfries e Federico Dimarco che hanno garantito spinta e copertura sulle fasce, rendendo l’Inter una squadra capace di attaccare con grande ampiezza. Un altro aspetto determinante è stata la preparazione atletica: i nerazzurri hanno mostrato una condizione fisica eccellente, che ha permesso loro di chiudere le partite in crescendo e ottenere vittorie nei minuti finali.
Nonostante l'entusiasmo e i numeri incoraggianti, il cammino verso il Triplete resta irto di ostacoli. In campionato, il Napoli è ancora un avversario temibile, mentre in Coppa Italia il doppio derby contro il Milan rappresenta una sfida ad altissima tensione. La sfida più grande rimane la Champions League, dove l'Inter dovrà superare avversari di altissimo livello.
Se il Bayern rappresenta un ostacolo durissimo, non bisogna dimenticare altre corazzate spagnole come Barcellona (la favorita per il titolo secondo le quote) e Real Madrid, pronte a contendersi il trofeo. Tuttavia, la squadra di Inzaghi ha già dimostrato di poter affrontare e battere le migliori d’Europa, grazie a un mix di esperienza e freschezza. La stagione 2024-25 potrebbe essere quella della consacrazione definitiva per l'Inter, che ha tutte le carte in regola per scrivere una nuova pagina di storia.