Il Manifesto di Ventotene è un documento storico scritto nel 1941 da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, due intellettuali antifascisti italiani, durante il loro confino sull'isola di Ventotene. Questo manifesto rappresenta uno dei testi fondanti l'idea di un'Unione Europea e ha avuto un impatto significativo sulla storia politica del continente. Il testo è stato citato polemicamente dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante il suo intervento alla Camera dei deputati il 19 marzo 2025.
Il Manifesto di Ventotene, intitolato originariamente "Per un'Europa libera e unita. Progetto d'un manifesto", è stato redatto durante l'inverno del 1941. Gli autori, Spinelli e Rossi, erano confinati sull'isola di Ventotene per le loro idee antifasciste. Il documento fu diffuso clandestinamente grazie all'aiuto di alcune donne, tra cui Ursula Hirschmann e Ada Rossi, e pubblicato nel 1944 con una prefazione di Eugenio Colorni.
Il manifesto si articola in tre capitoli principali:
Il manifesto si basa sui concetti di pace e libertà kantiana, sostenendo che la creazione di un'entità politica sovranazionale sia necessaria per superare le limitazioni degli Stati-nazione e prevenire future guerre. Propone l'istituzione di un governo e un parlamento europeo con poteri reali in economia e politica estera.
Altiero Spinelli e Ernesto Rossi sono stati i principali autori del Manifesto di Ventotene. Spinelli, un economista e politico italiano, è stato un pioniere del federalismo europeo. Rossi, anch'egli un economista e politico, ha contribuito significativamente alle idee economiche e sociali del manifesto. Entrambi erano antifascisti e hanno trascorso il periodo di confino a Ventotene, dove hanno elaborato le loro idee sulla federazione europea.
Il Manifesto di Ventotene è stato scritto durante la Seconda Guerra Mondiale, un periodo di grande instabilità e conflitto in Europa. La guerra aveva messo in evidenza le debolezze del sistema degli Stati-nazione e la necessità di una nuova forma di organizzazione politica che potesse garantire la pace e la cooperazione tra le nazioni europee. Il manifesto rappresenta una risposta a questa crisi, proponendo un modello di integrazione europea basato sulla federazione.
Il Manifesto di Ventotene ha ispirato la nascita del Movimento Federalista Europeo nel 1943. Questo movimento ha avuto un ruolo cruciale nella promozione dell'unità europea e ha contribuito a creare un consenso politico intorno all'idea di una federazione europea.
Nella giornata odierna, l'Aula della Camera è stata teatro di momenti di forte tensione, con una bagarre che ha visto protagoniste le opposizioni, le quali hanno reagito con veemenza, alzando la voce e scandendo a gran voce la parola “vergogna”. La situazione è degenerata al punto da costringere la presidenza dell’Aula a sospendere la seduta per ben due volte, nel tentativo di riportare l'ordine e consentire il proseguimento dei lavori parlamentari.
A scatenare le accese proteste è stata la decisione della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, di leggere pubblicamente alcuni estratti del celebre Manifesto di Ventotene, considerato uno dei testi fondanti dell'idea di un’Europa unita e solidale. Tuttavia, ciò che ha acceso gli animi è stato il modo in cui la premier ha affrontato il documento: dopo aver citato alcuni passaggi significativi, ha espresso il proprio distacco da quelle idee, affermando con fermezza che quella descritta nel manifesto “non è la mia Europa”.
Le parole della Presidente del Consiglio hanno immediatamente innescato una reazione sdegnata da parte delle forze di opposizione, che hanno interpretato l’intervento come una presa di distanza dai principi ispiratori dell’integrazione europea, suscitando clamore e proteste in Aula. Il confronto politico, già teso su numerosi fronti, ha quindi raggiunto un nuovo livello di scontro, mettendo in evidenza la profonda frattura tra il governo e le opposizioni sul tema dell’Europa e del suo futuro.