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Per Salvini, la direzione dell’Italia è chiara: da ministro delle Infrastrutture ha rimesso in carreggiata "opere ferme da vent’anni"; da capo della Lega, ritiene di avere il diritto di spronare il governo quando necessario o quando i doveri istituzionali gli impediscono di esprimersi.
[advBanner]Anche all'inaugurazione del Ponte di ferro a Roma, oggi 20 marzo 2025, Salvini ha continuato a mostrare che il partito leghista è saldo nelle sue convinzioni di politica estera: i miliardi promessi (e promossi) da Ursula von der Leyen per armare gli eserciti europei sono sia un favore alla Germania sia un danno alla sicurezza dei cittadini italiani.
[advBanner]Riguardo alle polemiche sul Manifesto di Ventotene, Salvini preferisce lasciar palla agli storici, ma bacchetta il sindaco capitolino Roberto Gualtieri per il patrocinio economico della piazza pro-Europa del 15 marzo: "Era una manifestazione di partito, le mie non chiedono soldi pubblici".
[advBanner]Le posizioni leghiste sulla politica estera italiana hanno spesso creato difficoltà alla premier Giorgia Meloni e al ministro degli Esteri Antonio Tajani. Le frasi di Salvini e spesso anche gli insulti (qualche tempo fa ha dato del "matto" al presidente francese Macron) non rendono chiara a molti la linea che il governo segue per dossier importanti come la guerra russo-ucraina o i dazi minacciati da Donald Trump.
[advBanner]L'ultimo argomento di contesa è il "ReArm Europe", proposto dalla presidente della Commissione UE von der Leyen: molte risorse destinate ad ammodernare e a restituire vigore agli eserciti europei, al motto di "se volete la pace, preparatevi per la guerra". Discorsi che possono generare ansia e preoccupazione nella popolazione italiana, così come la ventilata ipotesi di mandare soldati italiani in Ucraina.
[advBanner]Salvini a tal proposito martella sui suoi profili social, mostrando il no leghista a qualunque ipotesi di fare debito per aumentare gli acquisti in armamenti. Potrebbe sorgere spontanea la domanda: perché rinunciare a dare più risorse agli eserciti, che di natura garantiscono la sicurezza di uno stato, tasto sul quale tanta politica salviniana ha battuto negli anni?
[advBanner]Perché, potrebbe esser la risposta del leghista, è inutile parlare di risorse economiche che poi andrebbero ad avvantaggiare soltanto uno stato: la Germania. Tutte le discussioni politiche sul Manifesto di Ventotene che hanno opposto sinistra e destra sono argomenti, poi, che per Salvini servono a poco: non bisogna armarsi e basta.
[advBanner]#Salvini sul manifesto di #Ventotene: "La #Lega fa da stimolo per la maggioranza. Serve investire per la nostra sicurezza, non per quella della #Germania"#20Marzo pic.twitter.com/ELjJvmYlGv
[advBanner]— Tag24 (@Tag24news) March 20, 2025
Un'altra polemica che riguarda l'Europa ha a che fare con la manifestazione di Piazza del Popolo del 15 marzo: una "Piazza per l'Europa" che ha visto cantanti, scrittori, attori parlare di come sia necessario che la politica europea faccia un passo in avanti per un futuro migliore e per promuovere l'unità in un momento critico per l'istituzione.
[advBanner]Oltre agli argomenti in campo, a creare fastidio nei partiti di centrodestra è stato il fatto che l'evento era stato patrocinato economicamente dalla giunta del sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Maurizio Gasparri di Forza Italia ha chiesto indagini in tal senso, mentre Salvini dal canto suo rifiuta l'idea che la "Piazza per l'Europa" fosse un evento apolitico.
[advBanner]A Bruxelles con il gruppo della Lega al Parlamento europeo per ribadire un concetto chiaro:
[advBanner]— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) March 19, 2025
❌ NO a eserciti comuni o riarmi europei;
✅ SÌ alla sicurezza interna, alla difesa dei confini e alla Pace. pic.twitter.com/ZhSB0rJnxw
Se la collaborazione istituzionale con il sindaco Gualtieri è salda, come dimostra l'inaugurazione del Ponte di ferro dopo anni di lavori, a livello politico non è ammissibile che la Lega usi fondi propri per le sue manifestazioni di partito e invece il Comune di Roma è pronto ad aiutare la sinistra:
[advBanner]La cerimonia inaugurale per la riapertura del Ponte dell'Industria di Roma, noto come "Ponte di ferro", ha visto la partecipazione di figure istituzionali di rilievo, tra cui non soltanto Salvini e il sindaco Gualtieri, ma anche esponenti di Anas. Il ponte, chiuso dal 2021 a causa di un incendio, è stato completamente ristrutturato per migliorarne la resistenza e la funzionalità.
[advBanner]#Gualtieri e #Salvini riaprono il #Pontediferro a #Roma. Il leghista esulta: "I problemi si risolvono, ma spero che tutta la politica sia d'accordo per il ponte sullo stretto di #Messina..."#20Marzo pic.twitter.com/DST9hQNjNd
[advBanner]— Tag24 (@Tag24news) March 20, 2025
Durante la cerimonia, Salvini ha sottolineato l'importanza del lavoro di squadra tra le istituzioni per realizzare opere fondamentali per la città e per la realizzazione di opere strategiche per la mobilità urbana. Ha inoltre evidenziato il ruolo centrale del Ministero e di Anas nella realizzazione del progetto, esprimendo soddisfazione per il lavoro svolto: "Sono contento che Anas e il ministero siano protagonisti. Stiamo cercando di unire e avvicinare".
[advBanner]Inaugurazione del Ponte di Ferro a Roma – Matteo Salvini e il sindaco Roberto Gualtieri hanno inaugurato il Ponte dell’Industria, ristrutturato dopo l’incendio del 2021. Salvini ha sottolineato l’importanza della collaborazione istituzionale, pur criticando l’amministrazione capitolina per il finanziamento della manifestazione pro-Europa del 15 marzo.
[advBanner]Critiche al piano "ReArm Europe" – Salvini si è opposto al progetto di Ursula von der Leyen per il rafforzamento degli eserciti europei, ritenendolo un favore alla Germania e un danno alla sicurezza italiana. La Lega si schiera contro l’uso di fondi pubblici per l’aumento degli armamenti.
[advBanner]Polemica sulla manifestazione pro-Europa – La Lega critica il finanziamento pubblico dell’evento, considerandolo un’iniziativa di parte. Salvini ribadisce che la sicurezza italiana deve essere prioritaria rispetto a strategie di difesa comune europea.
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