Il Gran Premio di Shanghai si è rivelato un disastro sotto ogni punto di vista per la Ferrari. La scuderia di Maranello, che già partiva con aspettative altissime dopo la vittoria di Lewis Hamilton nella gara Sprint del sabato, ha visto i suoi sogni infrangersi in una domenica da incubo.
Charles Leclerc e Lewis Hamilton, dopo una corsa difficile, avevano tagliato il traguardo rispettivamente in quinta e sesta posizione, risultati già di per sé deludenti rispetto agli obiettivi prefissati, ma che potevano comunque accontentare l'ambiente per poter ripartire con fiducia. Invece, il peggio doveva ancora arrivare: al termine della gara, entrambe le monoposto sono state squalificate per irregolarità tecniche rilevate durante le ispezioni post-corsa.
I commissari della FIA hanno individuato due violazioni regolamentari che hanno portato alla clamorosa esclusione del team italiano dalla classifica finale. La vettura di Charles Leclerc pesava 799 chilogrammi, risultando di un solo chilo inferiore al peso minimo regolamentare di 800 kg. Anche la monoposto di Lewis Hamilton non era conforme: il pattino posizionato sotto la sua vettura risultava eccessivamente consumato, con uno spessore compreso tra 8,5 e 8,6 millimetri, inferiore al minimo richiesto di 9 millimetri.
Le ripercussioni di questa disfatta non si sono fatte attendere anche al di fuori della pista. Il titolo Ferrari ha infatti subito una pesante flessione a Piazza Affari, registrando un calo dello 0,62% e chiudendo la seduta a 401,1 euro per azione. La delusione degli investitori è stata evidente e il trend negativo potrebbe non arrestarsi qui. Oltre alla batosta sportiva, il ribasso è stato accentuato dal giudizio negativo di Citi, che ha ridimensionato le prospettive del team di Maranello, segnalando le difficoltà strutturali che sembrano affliggere la scuderia.
Il mercato ha reagito con sfiducia e inevitabilmente ha penalizzato la Ferrari, non solo per l'errore tecnico costato la squalifica, ma anche per le prestazioni opache in pista. L'andamento delle azioni riflette il timore che il team non sia ancora in grado di competere stabilmente con le squadre di vertice. Sono troppe le case automobilistiche che sembrano più avanti della scuderia italiana.
A complicare ulteriormente la situazione si è aggiunta una polemica che ha visto protagonista il team principal della Ferrari, Fred Vasseur, e la FOM, l'organizzazione che gestisce la regia televisiva della Formula 1. Nel corso della diretta del GP di Shanghai è stato trasmesso un team radio tra Lewis Hamilton e il suo ingegnere di pista Riccardo Adami riguardante uno scambio di posizioni con Charles Leclerc.
Il messaggio mandato in onda mostrava un Hamilton apparentemente infastidito, che rispondeva con tono secco alle comunicazioni del team, dando l'impressione di non voler cedere la posizione. Tuttavia, secondo Vasseur, la FOM avrebbe deliberatamente omesso una parte cruciale della conversazione, ovvero il momento in cui era stato lo stesso Hamilton a proporre lo scambio dicendo: "Lasciamo passare Charles, io sono in difficoltà".
Il team principal della Ferrari non ha esitato a definire la scelta della FOM come "uno scherzo", accusando la regia di aver manipolato i fatti per creare artificialmente una narrazione più spettacolare e fomentare polemiche inutili. La risposta della FOM non si è fatta attendere: un portavoce ha dichiarato che l'omissione non era intenzionale e che il messaggio di Hamilton non è stato trasmesso per ragioni legate alla gestione del live broadcasting.
Dal punto di vista sportivo, la delusione dei tifosi è palpabile, soprattutto considerando che la McLaren, fino a pochi mesi fa considerata un passo indietro rispetto alla Ferrari, ha ora dimostrato di poterla surclassare con una doppietta schiacciante. La Red Bull, pur senza dominare come nella stagione precedente, rimane una minaccia costante, mentre la Mercedes sembra aver trovato un equilibrio migliore rispetto alla Rossa.