31 Mar, 2025 - 16:48

Lo Stato nell'economia, la ricerca del difficile compromesso

Lo Stato nell'economia, la ricerca del difficile compromesso

La presenza dello Stato nell'economia è un tema che appassiona da decenni economisti e politici ed è l'argomento principale dell'ultimo numero del periodico della Fondazione Bettino Craxi, "Le Sfide/Non c'è futuro senza memoria". Ne parla in una intervista Flavio Valeri, presidente di Lazard in Italia, che ritiene che sia arrivato "il momento giusto per avviare una seria riflessione dopo una fase in cui si è passati da un estremo all'altro". Sostiene che ci si debba domandare "tanto sul piano nazionale che europeo, in quali ambiti e in quali modi è utile e finanche opportuno che lo Stato intervenga nell'economia. Questo presuppone lo sviluppo da parte degli attori politici e istituzionali di una visione di lungo periodo e di una grande politica industriale, ragionando senza dogmatismi di sorta in quali settori può essere un attore attivo". 

L'antico dilemma torna di attualità anche dopo il tramonto delle ideologie

Valeri è convinto che "l'intervento debba riguardare le cosiddette infrastrutture primarie, quelle usate dal privato che poi sviluppa in maniera libera il suo business, come sono essenzialmente le reti, siano esse stradali, ferroviarie, portuali, digitali" e poi "l'intervento statale dovrebbe concentrarsi nei comparti dove ci sono già delle eccellenza nazionali ed europee, sostenendo queste nella crescita globale e mettendole in condizione di competere con i grandi colossi che agiscono sullo scacchiere mondiale". 

L'antico e mai risolto dilemma del ruolo dello Stato nell'economia torna di attualità, nonostante il tramonto delle ideologie novecentesche che portavano alla continua tensione tra capitalismo e socialismo. Ora si deve cercare il difficile compromesso.

 

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Stefano Bisi
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