22 Schlein perde la pazienza con Calenda: le parole che segnano la rottura definitiva
01 Apr, 2025 - 11:21

Schlein perde la pazienza con Calenda: le parole che segnano la rottura definitiva

Schlein perde la pazienza con Calenda: le parole che segnano la rottura definitiva

La tensione tra Elly Schlein e Carlo Calenda ha raggiunto il punto di rottura, con l'ex ministro che ha definitivamente destabilizzato il già fragile campo largo del centrosinistra. Dopo le dichiarazioni di sabato, Calenda ha ufficialmente allontanato sé stesso dalla coalizione, attaccando il PD e il Movimento 5 Stelle. Schlein, esasperata gli ha lanciato un ultimatum che segna un punto di non ritorno nei rapporti tra i due.

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Il campo largo del centrosinistra è come la tela di Penelope, solo che a disfarla, ogni sera, non è chi la tesse, bensì i presunti alleati. Ogni giorno Elly Schlein cerca di aggiungere un pezzetto, e ogni sera qualcuno decide di tirare un filo e disfare tutto il lavoro fatto. L’ultimo filo lo ha tirato Carlo Calenda durante il Congresso di Azione, con l’ovazione della platea a Giorgia Meloni, gli attacchi a PD e M5S. Una vera e propria dichiarazione di ‘guerra’ al campo largo.

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Troppo anche per Elly Schlein che perde la pazienza e lancia all’ex ministro dello Sviluppo economico un ‘aut aut’: decida se stare dentro o fuori.

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Restando nel campo degli ‘sfasciacarrozze’ dell’alleanza di centrosinistra, il M5S non è da meno con l’imperituro veto nei confronti di Matteo Renzi e Italia Viva e con i continui ‘non so’ e ‘vedremo’ di Giuseppe Conte.

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Una gestazione magmatica tra veti e personalismi che fa venire il mal di testa a chiunque provi a capirci qualcosa.

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Schlein perde la pazienza con Calenda che si chiama fuori e attacca 

Alla fine Carlo Calenda è riuscito dove non era riuscito – certamente non per mancanza di impegno – neanche Giuseppe Conte: far perdere la pazienza alla segreteria dem Elly Schlein.

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Abbandonato il consueto aplomb, Schlein è per la prima volta intervenuta direttamente in una polemica con un possibile alleato. Non lo aveva mai fatto, prima, neanche quando Giuseppe Conte l’aveva attaccata direttamente.  

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Questa volta, però, ha ritenuto di non poter tacere davanti alle dichiarazioni del leader di Azione, invitandolo a decidere da che parte stare e smetterla di destabilizzare la coalizione.

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“Penso che Calenda debba decidere, non può stare con i piedi in due scarpe”, ha detto Schlein durante la trasmissione di La7 “Tagadà”.

Parole a cui Calenda ha replicato a stretto giro, chiarendo che sarebbe rimasto al centro, dove lo hanno posto gli elettori, ma soprattutto che non sarebbe mai stato con i filo-putiniani. Riferimento diretto al Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte.

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Concetto ribadito questa mattina, con un post sui suoi canali social in cui attacca il PD per il suo ‘allineamento’ alla linea Conte.

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Pare chiaro leggendo la stampa stamattina che il Pd con cespugli annessi e connessi si stia serenamente allineando a Conte sulla questione centrale del posizionamento internazionale dell’Italia. Era l’ultimo tassello che mancava. Chi crede che l’alternativa si costruisca su questa linea qualunquista sbaglia e insieme alla cultura riformista rottamerà anche quella di governo.

Parole chiare con cui Calenda si pone fuori dalla coalizione di centrosinistra che contempla, nelle intenzioni di Schlein, il Movimento 5 Stelle.

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Elezioni Regionali 2025: Schlein stretta tra Azione e M5S

A livello nazionale, Calenda sembra aver deciso di non stare nel campo largo, ma a livello regionale?

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L’obiettivo sul lungo termine sono le elezioni politiche del 2027, ma nel breve periodo a preoccupare sono le regionali dell’autunno 2025 che rischiano di trasformarsi in un incubo per la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein. Cinque le regioni al voto, ognuna a suo modo decisiva: Campania, Puglia, Marche, Toscana e Veneto.

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Come e con quale perimetro il centrosinistra si presenterà è un rebus che, probabilmente, non porterà a una soluzione analoga in tutte le regioni.

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Le regionali hanno regole diverse e spesso ciò che vale a livello nazionale non vale a livello regionale e locale. Così potrebbe accadere che Azione si schieri con il centrodestra nelle Marche, sostenendo il governatore uscente Acquaroli, ma cosa farà per esempio in Campania, in Toscana o in Veneto?

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Lo stesso discorso vale per le comunali del 25 e 26 maggio. A Genova, Azione sostiene la candidata sindaca del campo largo Silvia Salis, ma a Matera potrebbe sostenere il candidato del centrodestra.

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Azione, tuttavia, non è l’unico alleato che Elly Schlein rischia di perdere sulla strada delle regionali. Una strada lastricata di veti e niet. Il Movimento 5 Stelle, infatti, ha già fatto sapere di non essere disposto a stare nella stessa coalizione di Matteo Renzi.

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Bonelli: “Calenda ha fatto tutto da solo. Perderà consensi”

Fermare il disgregamento della coalizione è essenziale per la costruzione del progetto progressista. Il leader di AVS, Angelo Bonelli lancia un appello agli alleati Conte e Schlein:

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“I veti non vanno mai bene, e dico a Schlein e Conte che è arrivato il momento di rompere gli indugi. Noi siamo convinti che allargare il campo largo composto da Pd, M5s e Avs, ad altre forze consentirà di essere competitivi alle prossime elezioni.”

Duro, invece, il giudizio su Carlo Calenda:

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“Calenda fuori dal campo largo? Ha fatto tutto da solo. Io temo che continuando così perderà tanti elettori e tante elettrici perché la sua posizione è totalmente incomprensibile. Sembrava il congresso di un partito della maggioranza che accoglieva la sua leader”.

Ha concluso Bonelli.

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La crisi del centrosinistra in 5 punti:

  1. Rottura definitiva tra Schlein e Calenda: La tensione tra Elly Schlein e Carlo Calenda ha raggiunto un punto di non ritorno, con Calenda che ha ufficialmente allontanato sé stesso dalla coalizione di centrosinistra, attaccando il PD e il Movimento 5 Stelle. Schlein, esasperata, ha lanciato un ultimatum, chiedendo a Calenda di decidere se restare o uscire definitivamente dal campo largo.
  2. La destabilizzazione del campo largo: Il campo largo del centrosinistra è in crisi, con alleati che continuamente minano la coesione della coalizione. Calenda ha aggiunto ulteriore instabilità, sostenendo che il PD si stia allineando con il Movimento 5 Stelle su temi centrali come la politica estera, in particolare il posizionamento dell'Italia in relazione alla Russia.
  3. Le regionali 2025 come sfida cruciale: Le elezioni regionali del 2025, che interesseranno cinque regioni, rappresentano un'importante prova per Schlein. La gestione di alleanze a livello regionale potrebbe essere complessa, poiché Azione e M5S potrebbero fare scelte diverse in base al contesto locale, mettendo a rischio le prospettive di vittoria della coalizione.
  4. Le difficoltà di alleanze future: La coalizione di centrosinistra rischia di perdere altri alleati, come il Movimento 5 Stelle, che ha già posto veti nei confronti di Matteo Renzi. La situazione è complicata dai continui "no" e dalle divergenze tra le diverse forze politiche, che rendono difficile costruire un fronte unito.
  5. Le critiche a Calenda: Angelo Bonelli di AVS ha criticato duramente Carlo Calenda, accusandolo di aver fatto tutto da solo e di rischiare di perdere consensi a causa della sua posizione. Bonelli ha invitato Schlein e Conte a superare i veti e a lavorare per allargare il campo largo, includendo altre forze politiche per essere competitivi alle prossime elezioni.
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Maria Rita Esposito
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