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Negli ultimi giorni, il governo italiano ha assistito a una nuova ondata di divergenze politiche fra i principali alleati di centrodestra: Forza Italia e Lega. La questione dei dazi imposti dagli Stati Uniti ai prodotti europei, in particolare quelli italiani, ha riacceso il dibattito interno, rilevando le differenze di approccio sulla politica estera e commerciale tra i due partiti.
[advBanner]La Lega, guidata da Matteo Salvini, ha chiaramente preso una posizione dura rispetto alla politica commerciale dell'Unione Europea e alle possibili tariffe doganali di risposta a quelle che gli Stati Uniti potrebbero applicare ai prodotti europei. Mentre l'Europa si prepara a rispondere in modo unificato alla politica tariffaria di Donald Trump, la Lega sostiene una posizione completamente diversa.
[advBanner]#Borghi della #Lega sui #dazi: "Gli #StatiUniti sono nostri clienti e i clienti vanno trattati bene. Le parole di #vonderLeyen non hanno senso"#1Aprile pic.twitter.com/bGGRZaemHB
[advBanner]— Tag24 (@Tag24news) April 1, 2025
Il senatore Claudio Borghi, considerato un "falco" all'interno della Lega per le sue posizioni in politica economica, ha spesso proposto una soluzione bilaterale, puntando su un accordo diretto fra Italia e Stati Uniti. Secondo Borghi, l'Italia - grazie alla sua posizione strategica - potrebbe ottenere esenzioni dai dazi senza dover attendere una soluzione collettiva dell'Unione Europea.
[advBanner]Salvini, in una serie di dichiarazioni pubbliche, ha ribadito che l'Italia dovrebbe trasformarsi nel ponte che collega Stati Uniti ed Europa, evidenziando come la Lega si sia posta a difesa degli interessi economici italiani. Secondo il leader leghista (e Borghi concorda con quest'idea), sono le imposizioni di Bruxelles a danneggiare la politica economica italiana, non i possibili dazi minacciati da Donald Trump.
[advBanner]Ciò sarebbe utile anche nell'ottica di una possibile trattativa che Francia e Germania potrebbero imbastire autonomamente con gli USA, scavalcando così gli interessi italiani.
[advBanner]Con l'annuncio dei dazi prevista per domani 2 aprile 2025, l'Italia potrebbe dover affrontare una delle sfide economiche più difficili degli ultimi anni. La frattura fra Lega e Forza Italia, sebbene non minacci la stabilità del governo (come ripetono tanti dei suoi esponenti), riflette un'ampia divergenza di visioni sulla politica estera e sulla posizione dell'Italia in Europa e nel mondo.
[advBanner]Le prossime settimane saranno quindi cruciali per determinare se il governo italiano riuscirà a mantenere una posizione unitaria o se le divergenze fra i suoi alleati di centrodestra continueranno a far emergere le tensioni interne.
[advBanner]Europe did not start the tariff confrontation.
[advBanner]— Ursula von der Leyen (@vonderleyen) April 1, 2025
Tariffs are taxes, paid by the people.
But Europe has everything to protect our people and our prosperity.
We will always promote & defend our interests and values.
And we will always stand up for Europe. https://t.co/l4xeJOAScz
In un contesto internazionale sempre più competitivo, la capacità dell'Italia di negoziare efficacemente con gli Stati Uniti e di proteggere i suoi interessi economici dipenderà dalla sua abilità di navigare tra le politiche decise a Bruxelles e le opportunità bilaterali offerte da Washington. L'esito delle trattative, che sia un successo o una sconfitta, avrà un impatto significativo non solo sulle imprese italiane, ma sull'intero assetto economico e politico del Paese.
[advBanner]Il vicepremier e ministro degli Esteri Tajani avverte la Lega, specificando nuovamente come la politica estera sia una questione che richiede la collaborazione e il sostegno tra tutti i Paesi membri dell'UE. Per Tajani, l'Italia non può permettersi di agire in solitaria in un contesto commerciale così delicato, evitando politiche che potrebbero minare l'integrità del mercato unico e comportare l'isolamento italiano:
[advBanner]Sempre Borghi ha criticato le posizioni di Forza Italia, accusando il partito di Tajani di essere troppo allineato alle politiche di Ursula von der Leyen e di non considerare efficacemente gli interessi italiani. Borghi in altre circostanze ha messo in discussione anche la possibilità da parte della Lega di rimanere in un'alleanza che sembra tutelare più gli interessi di Bruxelles che quelli italiani.
[advBanner]Sentimento che sarà sicuramente rinfocolato dalle parole del ministro del Made in Italy Adolfo Urso, che oggi 1° aprile ha ricordato che la possibilità italiana di non subire danni dai dazi statunitensi passa necessariamente da una risposta collettiva europea e non del singolo paese o regione:
[advBanner]La mia intervista per il @Corriere ⤵️https://t.co/uQNxRG27lD pic.twitter.com/bViZFBKu1z
[advBanner]— Adolfo Urso (@adolfo_urso) April 1, 2025
Forza Italia dal canto suo ha risposto con fermezza, accusando la Lega di seguire proposte politiche troppo focalizzate sul singolo stato e potenzialmente pericolose per un'efficace politica collettiva europea. Il portavoce dei forzisti, Giorgio Mulè, ha richiamato i leghisti alla realtà: sarebbero colpevoli di "sognare ad occhi aperti", perché la politica dei dazi può essere perseguita solo attraverso una strategia di alleanze europee.
[advBanner]Divergenze tra Lega e Forza Italia sui dazi: la Lega, rappresentata da Borghi, critica la posizione dell'UE sulla politica commerciale e propone un accordo bilaterale con gli Stati Uniti per proteggere gli interessi italiani, mentre Forza Italia sostiene una risposta collettiva europea.
[advBanner]Tensioni interne al governo: nonostante la frattura tra i due partiti di centrodestra, la stabilità del governo non sembra essere minacciata. Tuttavia, le divergenze sulle politiche estere e commerciali potrebbero aumentare le tensioni politiche interne.
[advBanner]Posizione di Forza Italia e Urso: il ministro Urso e Forza Italia insistono sulla necessità di una risposta unitaria a livello europeo, avvertendo che l'Italia non può agire unilateralmente in un contesto commerciale delicato.
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