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Il 2 aprile, Donald Trump annuncerà l’introduzione di nuovi dazi, dichiarando la data come il “Liberation Day” (Giorno della Liberazione). La misura mira a colpire un’ampia gamma di paesi, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dagli scambi internazionali e rafforzare la produzione interna. Secondo il presidente, i dazi proteggeranno l’economia statunitense dalla concorrenza sleale e contribuiranno a riequilibrare il bilancio federale. Tuttavia, le conseguenze economiche e geopolitiche restano incerte, con possibili ripercussioni sui mercati globali, sull’inflazione e sulle relazioni commerciali con storici alleati degli Stati Uniti.
[advBanner]Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è pronto ad annunciare nuovi dazi il 2 aprile, data da lui definita “Liberation Day”. Trump ha dichiarato che le tariffe colpiranno tutte le nazioni, non solo un gruppo ristretto di 10-15 paesi, ma ha anche assicurato che saranno inferiori a quelle applicate da altri stati.
[advBanner]Secondo Trump, i dazi rappresentano un mezzo per proteggere l'economia americana dalla concorrenza globale sleale. Il presidente sostiene che queste misure stimoleranno la produzione interna, ridurranno la dipendenza degli Stati Uniti dai beni stranieri e creeranno posti di lavoro nel paese. Inoltre, Trump ha affermato che i dazi contribuiranno a bilanciare il bilancio federale e, più in generale, a "rendere l'America di nuovo ricca e di nuovo grande".
[advBanner]Allo stesso tempo, il tycoon utilizza le tariffe come strumento di pressione per ottenere condizioni commerciali più favorevoli per gli Stati Uniti. Ha già collegato il flusso illecito di fentanyl negli Usa alle sue tariffe su Canada, Cina e Messico, sostenendo che queste misure sono necessarie per contrastare il traffico di droga. Inoltre, ha imposto dazi ai paesi confinanti, rivendicando la necessità di fermare l'immigrazione illegale.
[advBanner]Nonostante le polemiche, Trump minimizza l'impatto delle sue politiche commerciali, sostenendo che i sacrifici saranno limitati:
[advBanner]Ma il presidente americano ha davvero ragione?
[advBanner]I dazi annunciati da Trump stanno già avendo un impatto sulla volatilità dei mercati. Le preoccupazioni per una guerra commerciale su larga scala hanno finora causato fluttuazioni significative. Gli analisti temono che le nuove misure possano alimentare l'inflazione e aumentare il rischio di recessione negli Stati Uniti.
[advBanner]Si prevede che i consumatori americani saranno tra i più colpiti. Secondo gli esperti, l’aumento dei dazi si tradurrà in prezzi più alti per generi alimentari, alloggi e altri beni di consumo, riducendo il potere d'acquisto delle famiglie.
[advBanner]L'impatto effettivo dipenderà anche dalla durata delle tariffe e dalle eventuali contromisure adottate dai partner commerciali di Washington.
[advBanner]L’amministrazione Trump ha già imposto dazi su acciaio, alluminio e automobili, oltre ad aver colpito con tariffe specifiche Canada, Messico e Cina. Recentemente, il presidente ha minacciato ulteriori sanzioni economiche contro la Russia, condizionandole ai progressi nei colloqui di cessate il fuoco tra Mosca e Kiev.
[advBanner]Le tensioni commerciali, dunque, non riguardano solo gli avversari geopolitici degli Stati Uniti ma anche gli alleati storici. Trump ha in passato affermato che l’Unione Europea è stata creata per danneggiare l’economia americana, alimentando una retorica protezionista che potrebbe influenzare le politiche commerciali del blocco. L’inasprimento delle tariffe potrebbe portare a una reazione dell’Ue.
[advBanner]Per il momento, i dettagli del “Liberation Day” di Trump rimangono vaghi. Tuttavia, gli analisti prevedono che alcuni paesi e settori potrebbero essere esclusi dalle nuove misure, riducendo almeno in parte l’impatto delle tariffe sull’economia globale.
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