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Dopo il devastante terremoto del 28 marzo, la giunta militare del Myanmar ha annunciato un cessate il fuoco temporaneo fino al 22 aprile per agevolare i soccorsi. Con oltre 2.700 vittime e una crisi umanitaria senza precedenti, il paese è in ginocchio. Il sisma e l'escalation della resistenza armata segneranno la fine del regime militare?
[advBanner]La giunta militare al potere in Myanmar ha annunciato un cessate il fuoco temporaneo a partire dal 2 aprile. L'esercito mira a facilitare gli sforzi di soccorso dopo il devastante terremoto del 28 marzo. L'annuncio arriva dopo la tregua proclamata dai gruppi armati etnici e dalle milizie che si oppongono al regime militare, i quali hanno dichiarato cessate il fuoco temporanei e unilaterali.
[advBanner]La reazione della giunta non è stata immediata. Secondo quanto riporta l’Associated Press, con riferimento al servizio televisivo della giunta, i gruppi di resistenza e le milizie locali dovrebbero astenersi dagli attacchi agli obiettivi militari dello Stato e dal riorganizzare le proprie forze.
[advBanner]La tregua continuerà fino al 22 aprile.
[advBanner]Il 28 marzo un potente terremoto di magnitudo 7.7 ha colpito il Myanmar. La scossa è stata avvertita anche in Thailandia, dove un grattacielo in costruzione è crollato. Almeno 22 persone hanno perso la vita a Bangkok e 35 sono rimaste ferite.
[advBanner]In Myanmar sono stati segnalati danni ingenti a numerosi edifici, strade, ponti e luoghi di culto. La giunta ha già dichiarato lo stato di emergenza in sei stati e regioni. All’indomani del terremoto, il bilancio delle vittime ha raggiunto i mille morti. Al 2 aprile, oltre 2.700 persone risultano uccise e centinaia di migliaia sono ancora disperse.
[advBanner]Allo stesso tempo, i media riportano che gli edifici in Myanmar continuano a crollare. Sebbene, dopo cinque giorni, giungano anche notizie di persone estratte vive dalle macerie, si teme che il bilancio delle vittime sia destinato ad aumentare drasticamente.
[advBanner]Il Myanmar ha vissuto decenni di conflitti interni da quando ha ottenuto l'indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1948, trascorrendo lunghi periodi sotto regimi militari. Nelle elezioni storiche del 2015, la leader dell'opposizione Aung San Suu Kyi aveva trionfato, segnando un periodo di transizione verso la democrazia, bruscamente interrotto con un colpo di stato nel 2021. Nel 2024 è stata segnalata un'improvvisa ondata di resistenza che si avvicina alla capitale del paese.
[advBanner]Il terremoto è avvenuto in un contesto di guerra civile aggravando ulteriormente la crisi umanitaria già in essere. Paesi come Cina, India, Russia, Emirati Arabi Uniti e Australia hanno inviato soccorritori o stanno partecipando agli sforzi di aiuto. Tuttavia, l'entità della devastazione totale rimane incerta a causa della distruzione e delle restrizioni sui social media che limitano la circolazione delle informazioni dai piccoli centri.
[advBanner]???? Urgence au #Myanmar ????
[advBanner]— Le HCR en France (@UNHCRfrance) April 2, 2025
Les familles déplacées par le conflit sont désormais confrontées à une nouvelle catastrophe.
Un puissant tremblement de terre a frappé, mettant encore plus de vies en danger.
Aidez le HCR à fournir une aide d'urgence ???? https://t.co/uOKZkmqMd3 pic.twitter.com/30Ye0d1lr0
L’esercito del Myanmar non aveva cessato gli attacchi fino al 2 aprile, quando ha dichiarato un cessate il fuoco per facilitare le operazioni di soccorso e la distribuzione degli aiuti umanitari. La giunta, con un raro gesto di apertura, ha anche sollecitato aiuti di emergenza dall'estero riconoscendo la portata della distruzione. Tuttavia, i critici temono che gli aiuti non saranno distribuiti in modo equo ed efficace. I media locali segnalano che alcune aree sono prive di acqua potabile e corrente elettrica.
[advBanner]Secondo alcuni analisti, il terremoto potrebbe accelerare il crollo del regime militare, già indebolito dalla guerra civile e dalle difficoltà nella gestione della risposta umanitaria. Il regime militare del Myanmar si trova in una posizione di estrema vulnerabilità. Se da un lato il cessate il fuoco potrebbe permettere alla giunta di riorganizzarsi, dall'altro la crescente pressione interna e internazionale potrebbe segnare un punto di svolta. La gestione degli aiuti umanitari sarà cruciale: se la popolazione percepirà che il regime non è in grado di rispondere alla crisi, il terremoto potrebbe diventare l'evento che accelera la sua fine.
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