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I contratti di locazione turistica, nel corso degli anni e soprattutto durante la stagione estiva, stanno diventando un’ottima forma di business e, per questo, è molto importante anche comprendere bene il trattamento fiscale degli affitti brevi.
[advBanner]La Legge di Bilancio del 2024 ha introdotto alcune sostanziali modifiche al trattamento fiscale dei cosiddetti affitti brevi, prevedendo determinati limiti.
[advBanner]Nel testo daremo un’attenta occhiata alla normativa di riferimento degli affitti brevi, spiegando quali sono gli obblighi fiscali e dichiarativi e esponendo le differenze che intercorrono tra l’applicazione della cedolare secca e o la tassazione ordinaria.
[advBanner]In linea generale, in base al Codice del turismo, rientrano tra le attività di locazione turistica:
[advBanner]Anche quando si parla di affitti brevi si deve stipulare un apposito contratto di locazione. Si tratta di un adempimento sempre obbligatorio e richiede la sottoscrizione da parte di entrambi: locatore e inquilino.
[advBanner]A differenza degli altri contratti, però, quelli per le locazioni brevi non devono essere obbligatoriamente registrati all’Agenzia delle entrate.
[advBanner]Si può stipulare un contratto libero, con il solo vincolo della modalità di pagamento che deve rispettare il limite imposto dalla legge per i pagamenti in contanti. Ricordiamo che il limite all’utilizzo dei contanti è fissato a 5000 euro per il 2024.
[advBanner]Gli affitti brevi sono una forma di alloggio sempre più diffuso, conveniente sia per i locatori che per gli affittuari.
[advBanner]La tassazione degli affitti brevi diventa una questione molto importante e complessa. Occorre fare alcune precisazioni, affinché si tratti di una locazione breve, e si devono rispettare le seguenti caratteristiche:
[advBanner]Il regime fiscale delle locazioni turistiche degli affitti brevi è disciplinato dal Decreto legge n. 50/2017. Il Decreto prevede che per i redditi derivanti dai contratti di locazione breve è possibile applicare il regime agevolato di tassazione della cedolare secca.
[advBanner]Si tratta di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali, che si applica sul reddito derivante dalla locazione dell’immobile.
[advBanner]Nel caso in cui le locazioni turistiche rientrano nella categoria dei redditi fondiari, si può optare per il regime di tassazione agevolata: la cedolare secca.
[advBanner]L’applicazione della cedolare secca comporta che i canoni di locazione tassati con l’imposta agevolata siano esclusi dal reddito complessivo.
[advBanner]La Legge di Bilancio del 2024 ha messo mano al trattamento fiscale degli affitti brevi, apportando modifiche proprio all’applicazione della cedolare secca. L’aliquota agevolata del 21% può essere applicata solo per il primo immobile. A partire dal secondo immobile deve essere applicata l’aliquota del 26%.
[advBanner]I redditi derivanti dalle locazioni turistiche devono essere debitamente dichiarati e tassati come tutti i redditi da locazioni.
[advBanner]Per dichiarare il reddito, nel Modello 730 o nel Modello Redditi Persone Fisiche, il locatore deve conservare i seguenti documenti:
[advBanner]Ricordiamo che nel caso della ricevuta di pagamento deve essere emessa solo se il locatario la richiede, ovvero se il pagamento viene effettuato con mezzi di pagamento tracciabili.
[advBanner]Se, invece, il locatario paga in contanti, nel rispetto dei limiti di cui abbiamo già parlato, la ricevuta di pagamento deve essere sempre rilasciata.
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